La Provincia di Vicenza ha bloccato un settore dell’industria chimica Miteni di Trissino, finita già nel mirino della Procura che sta indagando per disastro ambientale per l’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche – i Pfas – nella falda di una vasta zona del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova.

Lo stop riguarda la lavorazione dei rifiuti e delle linee legate alla molecola utilizzata al posto dei Pfas, il GenX (nome commerciale dell’Hpfo-Da, acido dimerico esafluoropopilene ossido) segnalato alla Regione dal Ministero delle Infrastrutture olandese, che a marzo aveva riferito del trattamento di rifiuti tossici nell’azienda per conto di un impianto del Paese dei tulipani. Anche se non è il sequestro dell’intero stabilimento di Trissino che le “mamme no Pfas” e altri movimenti sono tornati a chiedere anche venerdì 6 luglio con l’ennesimo sit-in davanti al tribunale di Vicenza.

L’ordine di fermare le linee del GenX è arrivato proprio venerdì sera su indicazione dell’Arpav, che aveva rilevato concentrazioni di questo acido in alcuni punti delle acque sotterranee negli immediati dintorni dello stabilimento e, in modeste quantità, in alcuni pozzi a valle. Di qui il nuovo filone di indagine che potrebbe aprire a breve la Procura, e la Provincia che impone la sospensione a titolo precauzionale dell’attività di recupero del rifiuto e delle linee produttive utilizzate, finché non saranno completati gli accertamenti da parte dell’Agenzia per l’Ambiente.

Miteni ora dovrà fornire a Provincia, Arpav, Regione, Comune e Ministero dell’Ambiente una relazione tecnica che individui le possibili cause dello sversamento e dovrà attivarsi subito per evitare l’inquinamento della falda.