Dal 2026 sono cambiati gli importi utilizzati per quantificare il danno biologico di lieve entità, cioè le lesioni derivanti da incidenti stradali che comportano un’invalidità permanente compresa tra l’1% e il 9%, comunemente definite micropermanenti.
L’aggiornamento è particolarmente importante per chi ha riportato lesioni fisiche, come cervicalgia, distorsioni, fratture di modesta entità o postumi permanenti conseguenti a un sinistro.
Indice
Quanto vale il danno biologico nel 2026?
Il riferimento normativo è l’articolo 139 del D.Lgs. 209/2005, Codice delle assicurazioni private, che disciplina la liquidazione delle lesioni di lieve entità derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.
Il Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 20 luglio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 28 luglio 2026, ha aggiornato gli importi del 2,6%, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
Dal mese di aprile 2026:
- il valore del primo punto di invalidità permanente è pari a 988,45 euro;
- il valore giornaliero dell’inabilità temporanea assoluta è pari a 57,64 euro.
L’importo effettivamente spettante, tuttavia, non si ottiene semplicemente moltiplicando la percentuale di invalidità per 988,45 euro. Il sistema previsto dall’articolo 139 tiene conto anche dell’età del danneggiato e della percentuale di invalidità accertata.
Micropermanenti: quando sono risarcibili?
Per rientrare nella disciplina dell’articolo 139, la menomazione permanente deve essere compresa tra 1% e 9%.
È importante sottolineare che “lieve entità” è una definizione giuridica e medico-legale e non significa necessariamente che il danno sia irrilevante. Anche una piccola invalidità può determinare dolore, limitazioni funzionali o difficoltà nello svolgimento delle normali attività quotidiane.
Il risarcimento può comprendere sia il danno permanente sia quello temporaneo. Quest’ultimo riguarda il periodo necessario per raggiungere la guarigione o la stabilizzazione dei postumi e può essere riconosciuto in misura totale o parziale.
Colpo di frusta: serve la prova dei postumi
Il colpo di frusta è una delle lesioni più frequenti dopo un tamponamento. Dolore cervicale, rigidità, limitazione dei movimenti e cefalea possono persistere anche per un determinato periodo dopo l’incidente.
Per ottenere il risarcimento per un colpo di frusta, però, non è sufficiente riferire la presenza di dolore o di altri disturbi. Quando vengono richiesti danni permanenti, è necessario che la menomazione sia adeguatamente documentata e accertata sotto il profilo medico-legale.
Su questo aspetto è intervenuta anche la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15466 del 10 giugno 2025, ribadendo l’importanza dell’obiettività medico-legale nell’accertamento delle lesioni di lieve entità disciplinate dall’articolo 139 del Codice delle assicurazioni.
La documentazione sanitaria assume quindi un ruolo fondamentale: referti del pronto soccorso, visite specialistiche, esami diagnostici, prescrizioni, fisioterapia e certificazioni mediche possono contribuire a dimostrare l’evoluzione della lesione e gli eventuali postumi.
Danno temporaneo e permanente
Nel calcolo del risarcimento occorre distinguere due componenti principali.
Il danno biologico temporaneo riguarda il periodo in cui la persona non ha ancora recuperato completamente la propria integrità psicofisica. Nel 2026 il parametro per un giorno di inabilità temporanea assoluta è di 57,64 euro, mentre l’importo viene proporzionalmente ridotto in caso di inabilità parziale.
Il danno biologico permanente, invece, riguarda i postumi destinati a rimanere dopo la stabilizzazione delle condizioni di salute e viene quantificato attraverso la percentuale di invalidità riconosciuta.
A seconda del caso possono inoltre essere rilevanti le spese mediche, fisioterapiche e riabilitative documentate e altre conseguenze patrimoniali risarcibili.
Perché è importante verificare la proposta dell’assicurazione
Il valore indicato dalla compagnia assicurativa non dovrebbe essere accettato senza aver prima verificato che la valutazione del danno sia completa.
Occorre controllare la percentuale di invalidità permanente, i giorni di inabilità temporanea, l’età del danneggiato, la documentazione sanitaria e le eventuali ulteriori conseguenze risarcibili.
Una valutazione medico-legale corretta è particolarmente importante nei casi in cui i postumi siano contestati o difficili da dimostrare.
Come può aiutarti Studio3A
Chi ha subito un incidente può avere difficoltà a comprendere se la proposta dell’assicurazione sia corretta e se tutte le conseguenze del danno siano state considerate.
Studio3A offre assistenza nella gestione delle pratiche di risarcimento conseguenti a incidenti stradali, occupandosi della ricostruzione del sinistro, della raccolta della documentazione, del supporto medico-legale e della gestione dei rapporti con le compagnie assicurative.
L’obiettivo è consentire al danneggiato di affrontare la richiesta di risarcimento con una valutazione completa delle conseguenze dell’incidente e dei propri diritti.
Importi 2026: in sintesi
Per chi deve richiedere un risarcimento per danni fisici da incidente, i principali valori aggiornati sono:
988,45 euro: valore del primo punto di invalidità permanente.
57,64 euro: valore giornaliero dell’inabilità temporanea assoluta.
1%-9%: intervallo delle invalidità permanenti considerate micropermanenti.
Norma di riferimento: articolo 139 del Codice delle assicurazioni private.
Aggiornamento: Decreto MIMIT 20 luglio 2026, con incremento del 2,6%.
Il calcolo finale del risarcimento deve comunque essere effettuato considerando le caratteristiche specifiche di ogni singolo caso.
Scritto da:
Emanuele Musollini
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Categoria:
Incidenti da Circolazione StradaleCondividi
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