La perdita di una persona cara a seguito di un incidente stradale è un evento traumatico che lascia conseguenze profonde non solo sul piano affettivo, ma anche su quello economico e familiare. In una situazione così delicata, una delle prime domande che i familiari della vittima si pongono è: quanto tempo serve per ottenere il risarcimento di un incidente mortale?
Non esiste una risposta uguale per tutti i casi. Il risarcimento può arrivare in tempi relativamente brevi quando la responsabilità del sinistro è chiara, la compagnia assicurativa non contesta la dinamica e la documentazione necessaria è completa. Al contrario, quando vi sono dubbi sulla responsabilità, più veicoli coinvolti, un procedimento penale ancora aperto o una controversia sull’entità dei danni, la definizione della pratica può richiedere molto più tempo e, nei casi più complessi, arrivare fino a un giudizio civile.
È quindi importante distinguere tra i termini previsti dalla legge per formulare un’offerta risarcitoria e il tempo effettivamente necessario per ottenere il pagamento integrale di quanto dovuto.
Indice
Risarcimento incidente mortale: quanto tempo occorre in concreto?
In linea generale, non è possibile stabilire a priori se il risarcimento sarà ottenuto in pochi mesi oppure dopo diversi anni.
La prima variabile è rappresentata dalla possibilità di raggiungere un accordo con la compagnia assicurativa. Nei casi in cui la responsabilità del conducente sia sostanzialmente pacifica e gli aventi diritto siano facilmente individuabili, la procedura stragiudiziale può concludersi anche nell’arco di alcuni mesi.
La situazione cambia quando la compagnia contesta, anche solo parzialmente, la responsabilità del proprio assicurato oppure quando occorre attendere gli esiti di accertamenti tecnici e investigativi sulla dinamica dell’incidente.
Ancora più complesso può essere il caso in cui il sinistro abbia dato origine a un procedimento penale. Le indagini possono infatti essere importanti per ricostruire con precisione la dinamica, individuare eventuali responsabilità e acquisire elementi probatori utili anche ai fini della richiesta risarcitoria.
Questo non significa, tuttavia, che i familiari debbano necessariamente aspettare la conclusione del procedimento penale prima di iniziare a chiedere il risarcimento.
I 90 giorni previsti dal Codice delle assicurazioni
Un termine particolarmente importante è quello previsto dall’articolo 148 del Codice delle assicurazioni private, di cui al D.Lgs. 209/2005.
In caso di sinistro che abbia provocato lesioni personali o il decesso, la compagnia di assicurazione deve formulare una congrua e motivata offerta di risarcimento oppure comunicare le ragioni per cui ritiene di non poter formulare un’offerta.
Il termine previsto dalla norma è di 90 giorni dalla ricezione della richiesta completa della documentazione necessaria.
Questo punto è fondamentale: i 90 giorni non rappresentano necessariamente il tempo entro il quale la famiglia riceverà il risarcimento definitivo. Rappresentano il termine entro il quale l’impresa deve assumere una determinata posizione sulla richiesta.
Se la documentazione trasmessa è incompleta, l’assicurazione può chiedere le integrazioni necessarie e, in tal caso, i termini ripartono dalla ricezione della documentazione integrativa.
Una volta accettata l’offerta, l’articolo 148 prevede inoltre che l’impresa proceda al pagamento entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione di accettazione. Anche in caso di mancata accettazione dell’offerta, la somma proposta deve essere corrisposta entro lo stesso termine, con imputazione dell’importo alla liquidazione definitiva.
La questione, quindi, non è soltanto quanto tempo impiega l’assicurazione a pagare, ma soprattutto quanto tempo occorre per arrivare a una quantificazione corretta e completa di tutti i danni subiti dai familiari.
Perché un incidente mortale può richiedere molto tempo?
Un sinistro con esito mortale presenta caratteristiche molto più complesse rispetto a un normale incidente stradale con danni materiali o lesioni.
Innanzitutto bisogna ricostruire la dinamica dell’incidente. Possono essere necessari rilievi delle Forze dell’ordine, consulenze cinematiche, analisi dei veicoli, fotografie, filmati, testimonianze e altri elementi probatori.
Successivamente occorre individuare tutti i soggetti che possono avere diritto al risarcimento e determinare, caso per caso, le diverse voci di danno.
Tra queste possono rientrare il danno da perdita del rapporto parentale, il danno morale, i danni patrimoniali subiti dai familiari, le spese sostenute in conseguenza del decesso e, a seconda delle circostanze, ulteriori pregiudizi risarcibili.
La perdita del rapporto parentale rappresenta una delle componenti più delicate da valutare. Non si tratta semplicemente di attribuire un valore economico alla morte di una persona, ma di accertare e quantificare le conseguenze che la perdita ha prodotto nella vita dei familiari.
La giurisprudenza della Cassazione ha chiarito che il danno da perdita del rapporto parentale comprende sia la sofferenza interiore sia le conseguenze dinamico-relazionali derivanti dalla definitiva perdita del rapporto familiare. (Corte di Cassazione)
Chi ha diritto al risarcimento?
Una delle questioni che richiede maggiore attenzione è l’individuazione degli aventi diritto.
La risposta alla domanda chi ha diritto al risarcimento da incidente mortale? non può essere data facendo riferimento esclusivamente a un elenco automatico di parenti.
La posizione del coniuge, dei figli, dei genitori e degli altri familiari deve essere valutata alla luce del rapporto effettivamente esistente con la vittima e delle conseguenze provocate dal decesso.
In particolare, la giurisprudenza ha progressivamente valorizzato l’effettività del rapporto affettivo e familiare, evitando automatismi e richiedendo una valutazione concreta delle conseguenze della perdita.
Una recente pronuncia della Terza Sezione civile della Cassazione, l’ordinanza n. 21339 del 25 luglio 2025, ha ribadito un principio particolarmente importante: la risarcibilità del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale non può essere esclusa semplicemente perché il procedimento penale nei confronti del conducente si è concluso con un’archiviazione. La Corte ha inoltre richiamato la presunzione, sia pure relativa, della sofferenza del familiare superstite, lasciando alla controparte la possibilità di dimostrare l’assenza di un effettivo legame affettivo. (Corte di Cassazione)
È un orientamento significativo perché conferma la distinzione tra responsabilità penale e diritto civile al risarcimento.
Il procedimento penale deve necessariamente finire prima del risarcimento?
No.
Il procedimento penale e la richiesta di risarcimento sono due piani distinti, anche se possono essere strettamente collegati.
Le risultanze delle indagini penali possono rappresentare elementi probatori molto importanti per la ricostruzione dell’incidente, ma non è corretto pensare che la famiglia debba necessariamente rimanere inattiva fino alla definizione del procedimento penale.
La Cassazione ha recentemente ribadito proprio la necessità di non confondere l’esito del procedimento penale con il diritto civilistico al risarcimento: l’archiviazione del procedimento nei confronti del conducente non determina automaticamente l’esclusione del danno da perdita del rapporto parentale. (Corte di Cassazione)
Per questo, soprattutto nei casi più complessi, è opportuno impostare la pratica risarcitoria fin dalle prime fasi, acquisendo e conservando tutti gli elementi utili.
Quando la compagnia assicurativa contesta la responsabilità
La tempistica può allungarsi considerevolmente quando la compagnia sostiene che il proprio assicurato non sia responsabile, oppure che lo sia soltanto in parte.
In questi casi è necessario ricostruire tecnicamente la dinamica del sinistro e verificare le rispettive condotte dei soggetti coinvolti.
Possono diventare determinanti la posizione dei veicoli, i danni riportati, le tracce sulla carreggiata, la velocità, la visibilità, la segnaletica, le condizioni della strada, le dichiarazioni testimoniali, eventuali telecamere e i dati contenuti nei verbali delle autorità intervenute.
Un’accettazione frettolosa di una responsabilità parziale può avere conseguenze molto importanti sull’importo finale del risarcimento. Per questo, prima di accettare una proposta della compagnia, è fondamentale verificarne la congruità.
Come viene calcolato il risarcimento per i familiari?
Il risarcimento non consiste necessariamente in una somma uguale per tutti i parenti.
La quantificazione del danno da perdita del rapporto parentale deve tenere conto delle caratteristiche concrete del rapporto con la vittima e delle conseguenze della perdita.
Tra gli elementi che possono assumere rilievo vi sono, ad esempio, il grado di parentela, l’età della vittima e del familiare, la convivenza, la composizione del nucleo familiare, la frequenza dei rapporti, la particolare intensità del legame e le modificazioni intervenute nella vita del superstite.
Anche la situazione economica può essere rilevante quando si devono quantificare specifiche conseguenze patrimoniali.
La Cassazione continua a occuparsi dell’evoluzione dei criteri di liquidazione del danno non patrimoniale. In particolare, la relazione annuale della Corte ha evidenziato la centralità dei criteri tabellari e della valutazione delle componenti morale e dinamico-relazionale del pregiudizio. (Corte di Cassazione)
È dunque importante evitare di considerare una proposta assicurativa come automaticamente corretta soltanto perché formalmente motivata.
Cosa succede se non si raggiunge un accordo con l’assicurazione?
Quando la trattativa stragiudiziale non consente di ottenere un risarcimento adeguato, può essere necessario rivolgersi al giudice.
La causa civile per risarcimento da incidente stradale rappresenta il passaggio successivo quando la compagnia assicurativa non riconosce la responsabilità, propone un importo non congruo oppure contesta le singole voci di danno.
L’avvio di una causa comporta inevitabilmente un allungamento dei tempi. La durata dipende dal tribunale competente, dalla complessità dell’istruttoria, dal numero delle parti coinvolte, dalle eventuali consulenze tecniche e dalle prove che devono essere acquisite.
In un procedimento particolarmente complesso possono quindi trascorrere diversi anni prima di arrivare a una sentenza definitiva.
Questo non significa, però, che il familiare debba necessariamente attendere la conclusione del processo per ricevere qualsiasi somma: in determinate situazioni possono essere valutate soluzioni transattive o, ricorrendone i presupposti, richieste di pagamento di somme non contestate.
Attenzione alla prescrizione
Aspettare non significa avere tempo illimitato.
L’articolo 2947 del Codice civile stabilisce, in via generale, che il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni; per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli il termine ordinario è invece di due anni. La norma prevede però una disciplina particolare quando il fatto costituisce reato e per quest’ultimo è previsto un termine di prescrizione più lungo.
La questione della prescrizione può diventare particolarmente delicata negli incidenti mortali, proprio perché può esserci un procedimento penale parallelo.
Non è quindi prudente aspettare passivamente l’evoluzione delle indagini o della trattativa assicurativa senza verificare la propria posizione giuridica e gli eventuali atti necessari a interrompere la prescrizione.
Quali sono i documenti necessari?
Per accelerare la gestione di una pratica per decesso da incidente stradale è importante raccogliere tempestivamente tutta la documentazione disponibile.
A seconda del caso possono essere necessari:
- verbali e rilievi delle Forze dell’ordine;
- documentazione relativa al procedimento penale;
- certificazione e documentazione relativa al decesso;
- stato di famiglia della vittima e degli aventi diritto;
- documentazione relativa ai rapporti familiari;
- documentazione reddituale della vittima;
- elementi utili a dimostrare eventuali contributi economici forniti alla famiglia;
- ricevute e fatture delle spese sostenute in conseguenza del decesso;
- eventuali fotografie, filmati e nominativi dei testimoni;
- documentazione relativa alle condizioni del veicolo e agli eventuali accertamenti tecnici.
L’articolo 148 del Codice delle assicurazioni richiede, tra l’altro, che la richiesta di risarcimento relativa a un decesso sia accompagnata dallo stato di famiglia della vittima e dalle informazioni necessarie alla valutazione del danno.
Una richiesta completa e correttamente impostata è importante anche per evitare inutili ritardi nella procedura.
È possibile ottenere il risarcimento in pochi mesi?
Sì, in alcuni casi.
Quando la responsabilità è chiara, la compagnia non solleva contestazioni significative, gli aventi diritto sono facilmente individuabili e tutta la documentazione è disponibile, la trattativa può arrivare a una definizione in tempi relativamente contenuti.
In altri casi, invece, sarebbe irrealistico promettere un pagamento in pochi mesi.
Gli incidenti mortali richiedono spesso un’attività istruttoria molto più approfondita rispetto ai normali sinistri stradali, soprattutto quando l’obiettivo è ottenere un risarcimento che tenga conto realmente di tutte le conseguenze subite dalla famiglia.
La velocità, quindi, non deve essere l’unico parametro. Ottenere rapidamente un risarcimento insufficiente può essere molto più dannoso che attendere il tempo necessario per una corretta ricostruzione dei danni.
Quanto dura una causa per ottenere il risarcimento?
Non esiste una durata standard.
Una causa civile può durare da alcuni anni in primo grado fino a tempi più lunghi se vengono presentati appelli o ricorsi per Cassazione.
La durata effettiva dipende da numerosi fattori: carico del tribunale, complessità della vicenda, numero delle parti, necessità di consulenze tecniche, disponibilità dei testimoni, eventuali procedimenti penali collegati e comportamento processuale delle parti.
Per questo, prima di intraprendere un giudizio, è importante valutare anche la possibilità di raggiungere un accordo con l’assicurazione quando la proposta economica è adeguata.
Perché affidarsi a professionisti specializzati
Un incidente mortale non è una pratica assicurativa ordinaria. Oltre alla tragedia umana, possono esserci responsabilità da ricostruire, diversi danneggiati, numerose voci di danno, rapporti con più compagnie assicurative e, parallelamente, un procedimento penale.
La gestione professionale della pratica può quindi incidere sia sui tempi sia sulla completezza del risarcimento.
L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente ottenere “un risarcimento”, ma verificare che siano state considerate tutte le conseguenze patrimoniali e non patrimoniali effettivamente risarcibili e che la somma proposta dalla compagnia sia congrua rispetto alla situazione concreta.
Come può aiutarti Studio3A
In presenza di un decesso provocato da un incidente stradale, Studio3A può affiancare i familiari nell’intero percorso necessario per ottenere il risarcimento.
L’attività può comprendere l’analisi iniziale del caso, la ricostruzione della dinamica dell’incidente attraverso professionisti e consulenti tecnici, la raccolta della documentazione, l’individuazione degli aventi diritto, la quantificazione delle diverse voci di danno e la gestione dei rapporti con le compagnie assicurative.
Studio3A può inoltre seguire la fase della trattativa stragiudiziale, verificando le proposte formulate dall’assicurazione e valutando se siano congrue rispetto ai danni effettivamente subiti.
Quando non è possibile raggiungere un accordo soddisfacente, la pratica può essere affidata ai professionisti incaricati per la tutela giudiziaria dei diritti dei familiari.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla ricostruzione tecnica dell’incidente e alla raccolta degli elementi probatori, aspetti fondamentali nei casi in cui la responsabilità venga contestata.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e divulgativo e non sostituiscono una valutazione professionale del singolo caso. Tempi, responsabilità e importi del risarcimento devono essere verificati sulla base della concreta dinamica dell’incidente e della documentazione disponibile.
Scritto da:
Emanuele Musollini
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Categoria:
Incidenti da Circolazione StradaleCondividi
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