Hai bisogno di aiuto?
Skip to main content

L’investimento di un pedone rappresenta uno degli incidenti stradali più delicati sotto il profilo umano e giuridico. Una delle domande più frequenti riguarda i casi in cui il pedone attraversa fuori dalle strisce pedonali: ha comunque diritto al risarcimento? La responsabilità ricade sempre sull’automobilista oppure il pedone può essere ritenuto corresponsabile?

La risposta è più complessa di quanto si possa pensare. La normativa italiana e la giurisprudenza della Corte di Cassazione hanno chiarito che attraversare fuori dalle strisce non comporta automaticamente la perdita del diritto al risarcimento, ma ogni caso deve essere valutato singolarmente.

In questo articolo analizziamo cosa prevede la legge, quando si configura il concorso di colpa, quali prove sono determinanti e come ottenere il giusto risarcimento.

Investimento del pedone fuori dalle strisce: cosa dice la legge

Il punto di partenza è rappresentato da due norme fondamentali.

Da un lato, l’art. 190 del Codice della Strada disciplina il comportamento dei pedoni. Quando nelle vicinanze sono presenti attraversamenti pedonali, sottopassi o sovrappassi, il pedone deve utilizzarli. Se invece attraversa in un punto diverso, è tenuto a dare la precedenza ai veicoli e ad adottare tutte le cautele necessarie.

Dall’altro lato, l’art. 2054 del Codice Civile stabilisce una presunzione di responsabilità a carico del conducente del veicolo, il quale deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’investimento.

Questo significa che il semplice fatto che il pedone abbia attraversato fuori dalle strisce non libera automaticamente il conducente dalle proprie responsabilità.

 

L’automobilista è sempre responsabile?

No.

Il conducente ha un elevato dovere di prudenza, soprattutto nelle aree urbane, in prossimità di incroci, scuole, fermate degli autobus, parcheggi o luoghi dove è prevedibile la presenza di pedoni.

Per andare esente da responsabilità dovrà dimostrare, ad esempio, che:

  • procedeva a velocità adeguata;
  • rispettava tutte le norme del Codice della Strada;
  • manteneva la massima attenzione alla guida;
  • il comportamento del pedone è stato improvviso, imprevedibile e inevitabile.

La prova richiesta al conducente è particolarmente rigorosa e non è sufficiente sostenere che il pedone fosse fuori dalle strisce.

 

Quando il pedone può avere un concorso di colpa

L’attraversamento fuori dagli attraversamenti pedonali può determinare un concorso di colpa, ossia una responsabilità condivisa tra conducente e pedone.

Il giudice valuta numerosi elementi, tra cui:

  • distanza dalle strisce pedonali;
  • visibilità del luogo;
  • condizioni meteo;
  • illuminazione;
  • velocità del veicolo;
  • comportamento del pedone;
  • eventuale utilizzo del telefono cellulare;
  • presenza di ostacoli;
  • traffico presente.

Se emerge che il comportamento del pedone ha contribuito alla produzione dell’incidente, il risarcimento può essere ridotto in proporzione alla sua responsabilità ai sensi dell’art. 1227 del Codice Civile.

 

Le più recenti sentenze della Cassazione

Negli ultimi anni la Corte di Cassazione ha ribadito un principio ormai consolidato: non esiste una regola automatica secondo cui il pedone fuori dalle strisce abbia sempre torto.

L’ordinanza n. 2433 del 2024 ha precisato che il giudice deve accertare concretamente il comportamento di entrambe le parti, verificando l’effettiva incidenza delle rispettive condotte nella causazione del sinistro.

Successivamente, con diverse pronunce del 2025, la Suprema Corte ha confermato che la presunzione di responsabilità del conducente può essere superata soltanto dimostrando non solo la colpa del pedone, ma anche che quest’ultimo abbia posto in essere una condotta talmente imprevedibile da rendere inevitabile l’investimento, nonostante tutte le cautele adottate dal conducente.

Le sentenze evidenziano quindi che ogni incidente deve essere ricostruito nel dettaglio e che il comportamento del pedone costituisce solo uno degli elementi della valutazione complessiva.

 

Attraversare fuori dalle strisce significa perdere il diritto al risarcimento?

Assolutamente no.

Molti ritengono erroneamente che il pedone investito fuori dalle strisce non possa ottenere alcun indennizzo. In realtà, nella maggior parte dei casi, il diritto al risarcimento permane, anche se potrebbe subire una riduzione in presenza di un concorso di colpa.

L’esito dipende sempre dalle prove raccolte e dalla ricostruzione tecnica della dinamica.

 

Quali prove sono fondamentali

Per stabilire le responsabilità assumono particolare importanza:

  • rilievi delle Forze dell’Ordine;
  • testimonianze;
  • immagini delle telecamere di videosorveglianza;
  • fotografie del luogo;
  • perizia cinematica;
  • dati della scatola nera del veicolo;
  • consulenze medico-legali;
  • verbali di pronto soccorso.

Più completa è la documentazione, maggiori sono le possibilità di ottenere un corretto accertamento delle responsabilità.

 

Quali danni possono essere risarciti

Il pedone investito può ottenere il ristoro di numerose voci di danno, tra cui:

  • danno biologico;
  • danno morale;
  • danno patrimoniale;
  • spese mediche;
  • perdita della capacità lavorativa;
  • danno estetico;
  • assistenza futura;
  • danni ai beni personali.

Nei casi più gravi è possibile richiedere anche il risarcimento danni fisici da incidente stradale, comprendendo tutte le conseguenze permanenti e temporanee subite dalla vittima.

 

Cosa succede se la compagnia assicurativa offre una somma troppo bassa?

Non è raro che l’assicurazione formuli offerte economiche inferiori al reale valore del danno.

Prima di accettare qualsiasi proposta è opportuno far valutare il caso da professionisti esperti nella ricostruzione degli incidenti e nella quantificazione del danno.

Quando non si raggiunge un accordo, può rendersi necessaria una causa civile per risarcimento da incidente stradale, finalizzata ad ottenere quanto realmente spettante sulla base delle prove raccolte.

 

Se il pedone muore cosa possono ottenere i familiari?

Nei casi più tragici, i congiunti della vittima possono chiedere il risarcimento per incidente stradale mortale, comprensivo sia dei danni patrimoniali sia dei danni non patrimoniali derivanti dalla perdita del rapporto parentale.

Anche in queste situazioni è fondamentale ricostruire con precisione la dinamica del sinistro, poiché l’eventuale concorso di colpa del pedone può incidere sull’entità del risarcimento, senza tuttavia escluderlo automaticamente.

 

Perché è importante rivolgersi a professionisti specializzati

Gli incidenti con investimento di pedoni richiedono competenze multidisciplinari.

Occorre analizzare aspetti giuridici, tecnici, medico-legali e assicurativi, coordinando l’attività di consulenti, medici legali, ingegneri cinematici e avvocati.

Una gestione superficiale della pratica può tradursi in una significativa riduzione del risarcimento.

Come Studio3A può aiutarti

In caso di investimento di un pedone, Studio3A offre un’assistenza completa finalizzata all’ottenimento del massimo risarcimento previsto dalla legge.

Il team segue ogni fase della pratica, dalla ricostruzione della dinamica del sinistro alla raccolta delle prove, dalla consulenza medico-legale alla trattativa con la compagnia assicurativa, fino all’eventuale azione giudiziaria qualora non venga formulata un’offerta congrua.

Grazie alla collaborazione con medici legali, ingegneri, ricostruttori di incidenti e professionisti specializzati nel risarcimento dei danni, Studio3A affianca la persona danneggiata e i suoi familiari con un approccio altamente qualificato, permettendo di affrontare una situazione complessa con il supporto di un unico interlocutore.

Scritto da:

alt-placeholder

Emanuele Musollini

Vedi profilo →

Categoria:

Incidenti da Circolazione Stradale

Condividi

Affidati a
Studio3A

Nessun anticipo spese, pagamento solo a risarcimento avvenuto.

Contattaci

Articoli correlati


Skip to content