Che la piaga delle tragedie sul lavoro non dia segno di “regressione” è sotto gli occhi di tutti: ultima in ordine di tempo in questo bollettino di guerra la tragica fine di Luana D’Orazio, la giovane mamma di Pistoia morta a soli 22 anni dopo essere rimasta incastrata e schiacciata in un macchinario per l’orditura dei tessuti nell’azienda tessile nel Pratese in cui lavorava da un anno (in foto, il capannone e i mezzi di soccorso).

Ma anche i dati ufficiali pubblicati dall’Inail il 30 aprile 2021, vigilia della festa del Primo Maggio, relativi ai primi tre mesi dell’anno, certificano l’aumento delle morti bianche.

 

Oltre 128mila denunce di infortunio nei primi tre mesi del 2020, ma “boom” a marzo

In verità, nel primo trimestre le denunce di infortunio sul lavoro presentante all’istituto nel loro complesso sono diminuiate di oltre duemila casi rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2020: 128.671 contro 130.905, -1,7%. La diminuzione, tuttavia, è la sintesi di un netto calo nel primo bimestre (-12%) e invece di un sensibile aumento nel mese di marzo (+35%), una dinamica su cui ha certamente inciso, ancora, la pandemia da coronavirus: nei primi due mesi del 2020, infatti, non erano ancora scattati i vari provvedimenti di chiusura o limitazione delle attività che invece hanno caratterizzato i primi mesi del 2021.

Aumentano gli infortuni in occasione di lavoro

Altro dato che fa riflettere, il calo di denunce a livello nazionale riguarda solo gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che nel primo trimestre 2021 hanno fatto registrare un decremento pari al 23,4%, da 17.477 a 13.385, al contrario dei casi avvenuti in occasione di lavoro, che sono invece cresciuti dell’1,6%, da 113.428 a 115.286.

 

La dinamica per settori, territorio, sesso, età e nazionalità

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato del 6,8% nella gestione Industria e servizi (dai 102.657 casi del 2020 ai 109.662 del 2021), mentre è diminuito del 6,2% in Agricoltura (da 6.281 a 5.891) e del 40,3% nel Conto Stato (da 21.967 a 13.118). Tra i settori economici si distingue ancora quello della “Sanità e assistenza sociale”, che nel primo trimestre 2021 presenta un aumento del 75% degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro rispetto al pari periodo del 2020.

Dall’analisi territoriale, poi, emerge una diminuzione delle denunce nel Nord-Ovest (-5,6%), al Sud (-2,7%), nelle Isole (-2,4%) e al Centro (-0,4%). Il Nord-Est presenta invece un incremento dell’1,9%. Tra le regioni i maggiori decrementi percentuali sono quelli di Valle d’Aosta, Puglia, Provincia autonoma di Trento e Calabria, mentre gli incrementi più consistenti sono stati rilevati in Molise, Friuli Venezia Giulia e Campania.

La flessione che emerge dal confronto dei primi trimestri del 2020 e del 2021 è legata alla sola componente maschile, che registra un -5,0% (da 81.203 a 77.121 denunce), mentre quella femminile presenta un incremento del 3,7% (da 49.702 a 51.550).

La diminuzione ha interessato solo i lavoratori italiani (-3,2%), al contrario di quelli comunitari (+6,9%) ed extracomunitari (+5,6%). Dall’analisi per classi di età emergono cali solo tra under 20 (-51,3%) e over 70 (-11,0%), mentre per le altre fasce di età si riscontrano incrementi generalizzati, in particolare per quelle 30-34 anni (+12,1%) e 55-59 anni (+10,4%).
Ben 185 le denunce con esito mortale in tre mesi, più sei due al giorno
Il dato più preoccupante, tuttavia, riguarda le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di marzo che, come detto, sono state 185, 19 in più rispetto alle 166 registrate nel primo trimestre del 2020 (+11,4%), effetto degli incrementi osservati in tutti i mesi del 2021 rispetto a quelli del 2020.

Non solo. A livello nazionale i dati rilevati al 31 marzo di ciascun anno evidenziano per il primo trimestre di quest’anno un decremento per i soli casi in itinere, passati da 52 a 31, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono stati 40 in più (da 114 a 154).

L’aumento ha riguardato tutte e tre le gestioni assicurative dell’Industria e servizi (da 146 a 158 denunce), dell’Agricoltura (da 11 a 16) e del Conto Stato (da 9 a 11).

Dall’analisi territoriale emerge un aumento di due casi mortali nel Nord-Ovest (da 45 a 47), di quattro nel Nord-Est (da 34 a 38) e di 11 casi sia al Centro (da 23 a 34) che al Sud (da 47 a 58). Nelle Isole, invece, si registra un calo di nove decessi (da 17 a 8). Le regioni che presentano l’aumento più consistente sono il Lazio (+12 casi), l’Abruzzo (+8), la Lombardia (+6) e la Campania (+5), quelle con il maggior decremento Sicilia (-7 casi), Piemonte e Puglia (-4 decessi per entrambe).

L’aumento rilevato nel confronto tra i primi trimestri del 2020 e del 2021 è legato sia alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 155 a 171, sia a quella femminile, che ha registrato tre casi in più (da 11 a 14).

L’incremento riguarda solo le denunce dei lavoratori italiani (da 137 a 158), mentre sono in calo quelle dei lavoratori comunitari (da 10 a 9) ed extracomunitari (da 19 a 18). Dall’analisi per classi di età emergono decrementi per gli under 40 (-17 decessi), mentre tra gli over 40 si segnalano gli aumenti nelle classi 50-59 anni (da 52 a 70 casi) e 60-69 anni (da 19 a 38).

 

Denunce di malattia professionale

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo trimestre del 2021, infine, sono risultate 13.583, oltre 500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2020 (-3,7%), sintesi (anche qui) di un calo del 26% nei primi due mesi e di un aumento del 62% nel solo mese di marzo nel confronto tra i due anni. Decrementi si sono registrati nell’Industria e servizi (in calo del 3,3%, da 11.634 a 11.248 casi), in Agricoltura (-4,0%, da 2.303 a 2.210) e nel Conto Stato (-23,8%, da 164 a 125).

Dall’analisi territoriale emergono decrementi nel Nord-Ovest (-16,6%) e nelle Isole (-23,8%), mentre le patologie denunciate sono in crescita nel Nord-Est (+1,0%), al Centro (+0,9%) e al Sud (+1,9%).

In ottica di genere si rilevano 327 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 10.236 a 9.909 (-3,2%) e 191 in meno per le lavoratrici, da 3.865 a 3.674 (- 4,9%). Il calo ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 13.088 a 12.576 (pari a una diminuzione del 3,9%), sia quelle dei comunitari, da 350 a 320 (-8,6%). I casi dei lavoratori extracomunitari sono invece in aumento, da 663 a 687 (+3,6%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo trimestre del 2021, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio e dai tumori.