Articolo Pubblicato il 2 luglio, 2016 alle 19:48.

Informare e sensibilizzare i cittadini e l’opinione pubblica sul fatto che l’ambiente e il territorio sono un patriomio di tutti che va preservato, che la salute è un bene imprescindibile tutelato dalla Costituzione, e che chi inquina e, peggio ancora, causa gravi malattie alle persone, soggetto privato o pubblico che sia va perseguito ed è tenuto a risarcire i danni biologici, patrimoniali ed esistenziali che provoca, anche in  virtù della sempre più stringente legislazione in materia.

E’ questo l’obiettivo con cui Studio 3A sta portando in giro per l’Italia il proprio libro di “3A Edizioni” sul risarcimento del danno ambientale: un  obiettivo perfettamente centrato nel corso del convegno promosso venerdì primo luglio a Decimomannu, nel Cagliaritano.

Questa prima tappa “sarda” del “tour” si è rivelata ricchissima di spunti e di stimoli di discussione, una grande serata di “cultura” dell’ambiente: del resto, la Sardegna è una “polveriera” di problematiche ambientali e di salute pubblica e di casi anche molto seri di inquinamento, legati per lo più alla discussa e massiccia presenza nell’isola delle basi militari.

Il convegno è stato aperto dal Presidente, dott. Ermes Trovò, che ha presentato la sua società e la sua fitta attività anche sul fronte ambientale, e non solo in ambito informativo e formativo. Studio 3A infatti è impegnato ad assistere in tutto il Paese, con i suoi esperti, numerose famiglie danneggiate da fenomeni di inquinamento, e tra queste ve ne sono diverse anche in Sardegna e proprio a Decimomannu, dove per anni, nei terreni attorno all’aeroporto militare, sono state sversate tonnellate di avio carburante, che hanno compromesso le falde: i pozzi sono tuttora off-limits.

Il dott. Michele Baldinu, consulente Sinistri Complessi di Studio 3A per la Sardegna, è quindi entrato nell’aspetto tecnico del libro, soffermandosi in particolare sulla parte giuridica e sul graduale allineamento della legislazione italiana a quella europea, fino ad arrivare alla fondamentale approvazione, lo scorso anno, della legge sui Delitti dell’ambiente. Ma ha anche toccato i casi di danno ambientale che sta seguendo direttamente nel territorio, e non solo a Decimo.

Il volume e l’attività di Studio 3A sono state quindi l’occasione per un dibattito a tutto tondo sulle tante ferite aperte dell’isola. Nella seconda parte del convegno, ulteriormente qualificato dall’intervento del dott. Luigi Floris, un esperto medico legale della zona, ha portato il suo contributo, tra gli altri, anche Monica Pisano di Su Sentidu, che ha raccontato la quasi decennale battaglia del suo Comitato contro l’inquinamento delle falde di Decimo, per un monitoraggio costante dei livelli degli inquinanti e per una bonifica seria del territorio: in sala era presente anche una consigliera comunale di minoranza del Comune, Maria Vincenza Cristina Gai, che non ma mancato di lamentare anche nella circostanza l’assenza del sindaco e dell’Amministrazione comunale.

Molto deciso anche l’intervento di Elisa Monni, storica esponente del Comitato Amparu, che ha messo il dito su un’altra grave piaga per la regione, e in particolare per Teulada: la sindrome di Quirra, la lunga catena di morti sospette, casi di tumore e altre gravi malattie e malformazioni legate alle attività dei poligoni di tiro.

Al riguardo, la testimonianza forse più toccante della serata, caratterizzata anche da molte domande spontanee da parte del pubblico, è stata quella di Giancarlo Piras, che oltre ad essere uno degli assistiti di Decimomannu di Studio 3A, ha perduto un figlio giovanissimo, che prestava servizio come militare a Teulada, stroncato da una malattia verosimilmente legata alle attività della base e alle sostanze altamente nocive con cui è entrato in stretto contatto.

Una delle tante vittime per le quali anche dal convegno promosso da Studio 3A si è levato forte il grido di “verità e giustizia” nei confronti dello Stato.