Articolo Pubblicato il 5 giugno, 2016.

Gli anni passano, ma i problemi  restano, anzi si aggravano. Domenica 5 giugno si celebra la 44. Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1972 e divenuta occasione per sensibilizzare la comunità internazionale su modelli di consumo e di produzione all’insegna della sostenibilità, etc.: quest’anno, in particolare, l’evento è dedicato alla protezione delle specie animali a rischio estinzione a causa del bracconaggio.

In tutto in pianeta, tuttavia, non c’è molto da festeggiare e l’Italia non fa eccezione. Il riscaldamento globale sta diventando un nemico sempre più pericoloso:  tra il 2010 e il 2014 nel nostro Paese si sono verificati 204 disastri meteo tra allagamenti, frane ed esondazioni, con 140 vittime, 32mila cittadini evacuati e ingenti danni al patrimonio e alle infrastrutture. Disastri legati non solo al clima stravolto ma anche al dissesto idrogeologico e alla cementificazione selvaggia: il 10,8 per cento di tutto il territorio “consumabile” italiano (escludendo cioè le aree oltre i 600 metri di altezza e quelle a forte pendenza) è stato occupato da edifici e altre infrastrutture.

E poi c’è l’annoso problema dell’inquinamento atmosferico, divenuto un’autentica emergenza lo scorso inverno, dei rifiuti e delle loro gestione e dei territori inquinati dalle discariche illegali e da attività industriali “criminali” e senza controllo,  con le  bonifiche che intervengono – se e quando intervengono -, dopo anni, quando ormai è troppo tardi: l’ultimo caso esploso in ordine di tempo, quello dello sversamento dei Pfas nelle acque del Vicentino, del Veronese e del Padovano, è solo la punta di un iceberg.

A fronte di questa situazione i provvedimenti delle autorità sono ancora insufficienti. Ben venga, da parte del Governo, l’approvazione della legge sugli eco-reati, ma che fine ha fatto il cosiddetto “Green Act”, una legge quadro contenente misure che avrebbero dovuto porre l’Italia all’avanguardia in campo ecologico, energetico e climatico e prevedere importanti risorse per le bonifiche? Il premier Matteo Renzi l’aveva data come imminente nel gennaio del 2015: dopo vari rinvii pare slitterà a fine 2017. L’Ambiente e la salute pubblica dovranno aspettare ancora.