Articolo Pubblicato il 1 agosto, 2016 alle 22:55.

“Sul caso Pfas bisogna intervenire al più presto. Non possiamo escludere nulla per cui, in questa fase, con scienza e coscienza, bisogna dire che il fenomeno Pfas (le sostanze perfluoro-alchiliche) ha bisogno di un deciso intervento legislativo specifico”. A parlare è Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto (in foto la sede di Palazzo Ferro Fini, a Venezia), che ha elaborato e presentato un progetto di legge per aiutare i cittadini colpiti dall’inquinamento

La proposta prevede innanzitutto iniziative per la tutela della salute attraverso un apposito screening clinico, un sostegno economico per l’assistenza e la tutela legale a favore delle persone interessate dal fenomeno nonché contributi per il campionamento, l’analisi e il trattamento dell’acqua prelevata dai pozzi ad uso privato.

Nel dettaglio, questi ultimi aiuti potrebbero andare per “la dotazione di strumenti per il prelievo e per le analisi finalizzate alla rilevazione della presenza di sostanze perfluoro-alchiliche, come per la installazione di apparecchiature di assorbimento e/o filtrazione dell’acqua fino all’allacciamento alla rete dell’acquedotto nel caso in cui nei pozzi privati si rilevassero concentrazioni di sostanze perfluoroalchiliche superiori ai valori di performance obiettivo”. Ulteriori contributi sono previsti per la stipula di convenzioni tra i Comuni inquinati e l’Arpav per la fornitura di servizi di analisi, prevedendo una tariffa ridotta del 70 per cento rispetto a quella regionale. Ciambetti, poi, propone “un piano straordinario di interventi per la sostituzione degli acquiferi interessati da contaminazione.

Per quanto concerne i costi per l’anno in corso,  si ipotizza uno stanziamento minimo di 2 milioni e 300 mila euro: un milione ciascuno per le iniziative di tutela della salute in senso stretto e per il campionamento, analisi e trattamento dell’acqua prelevata dai pozzo privati, 300 mila per le iniziative di tutela legale. Per quanto riguarda  le risorse necessarie per redigere il piano straordinario per sostituire degli acquiferi interessati da contaminazione di sostanze perfluoro-alchiliche, queste troveranno copertura con il ricorso a finanziamenti con mutui o prestiti obbligazionari o altre forme di indebitamento consentite dalla legislazione vigente.