Articolo Pubblicato il 6 novembre, 2016 alle 1:03.

L’Ivass, ha diffuso i primi risultati di un’indagine condotta sulle polizze offerte (spesso imposte) in abbinamento a mutui e finanziamenti (le cosiddette PPI-Payment Protection Insurance) e sui relativi costi, avviata il 25 settembre 2015: un’iniziativa preannunciata con lettera al mercato del 26 agosto dello scorso anno, nella quale l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni e Banca d’Italia hanno richiesto ai consigli di amministrazione delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi l’adozione di piani di riallineamento di prodotti, pratiche di vendita e politiche liquidative volti a rimuovere gli aspetti problematici riscontrati nel settore.

L’approfondimento, infatti, è stato ritenuto necessario in quanto, a seguito di analisi condotte sui fascicoli informativi relativi ai prodotti PPI pubblicati sui siti internet delle imprese, era emersa la presenza di elevati costi a carico degli assicurati, con una quota significativa dei premi (anche superiore al 50%) riconosciuta agli intermediari per l’attività di distribuzione svolta. Inoltre, da diversi reclami pervenuti all’Istituto, gli elevati livelli provvigionali riscontrati non sempre risultavano coerenti con la qualità del servizio reso in fase di collocamento, tenuto conto che i prodotti venduti in molti casi non si dimostravano adeguati alle effettive esigenze del cliente.

L’indagine, che ha coinvolto tutte le imprese di assicurazione italiane (122) e le sedi secondarie di imprese di assicurazione UE ammesse ad operare in Italia in regime di stabilimento (n93), e la cui raccolta dati è terminata un anno fa, nel novembre 2015, ha confermato in toto questo stato di cose.

Ne è scaturita la fotografia di un mercato che nel 2014 ha registrato una raccolta premi (nuova produzione) di € 1.532 milioni, di cui € 869 milioni riferibili ai rami vita (57%) e € 663 milioni relativi ai rami danni (43%).

Il 52% della raccolta complessiva è stata realizzata tramite l’offerta di polizze in abbinamento a prestiti personali e il 38% in abbinamento ai mutui, mentre il restante 10% è relativa a polizze disegnate dalle imprese indifferentemente per l’abbinamento a prestiti personali e mutui.

Sono stati collocati in tutto 642 prodotti assicurativi, di cui 509 in forma collettiva (79,3% del totale), in cui il contraente è la banca o la finanziaria che eroga il finanziamento e il cliente aderisce alla convenzione in qualità di assicurato, e 133 in forma individuale (20,7%).

Nel complesso, i prodotti esaminati sono stati stipulati da (o per conto di) 5,9 milioni di assicurati, di cui 5,5 milioni aderenti a polizze collettive e solo 0,4 milioni sottoscrittori di polizze individuali.

La raccolta è stata intermediata prevalentemente dal canale bancario (78%); un’ulteriore quota del 12% è riferibile ad altri intermediari finanziari, mentre agenti e brokers hanno collocato ciascuno il 4% e gli sportelli postali il 2%.

Le imprese di assicurazione hanno riconosciuto alle reti distributive circa € 679 milioni di compensi provvigionali fissi, pari a ben il 44,32% dei premi. In particolare, i livelli dei compensi provvigionali fissi sono risultati: per il 10,4% dei casi con aliquota uguale o superiore al 50% del premio di tariffa., per il 24,2% dei casi compresi tra il 31% ed il 49%; per il 65,2% dei casi non superiori al 30% del premio di tariffa.