Articolo Pubblicato il 9 giugno, 2016 alle 17:36.

Mai sentito parlare di cross selling? Significa “vendita incrociata”, ovvero una strategia per commercializzare sì un prodotto oppure un servizio, ma per aggiungerne anche uno in più rispetto a quanto richiesto dal cliente. Per fare un esempio: si comprano delle posate e, dopo aver accontentato il consumatore, si propongono anche dei piatti, o delle tovaglie da cucina.

Fatta questa premessa, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha realizzato nel 2015 un’indagine sulle polizze assicurative abbinate ai servizi di erogazione di energia, come luce, acqua e gas, dove sono emerse delle situazioni molto interessanti. Già nel 2014 il fenomeno contava 2 milioni di utenti con 33 milioni di euro di premi raccolti dai gruppi assicurativi.

“Le caratteristiche delle coperture nel settore energia – scrive Ivass – sono varie. Dall’assistenza tecnica in abitazione per guasti agli impianti elettrici, sino ad altri tipi di assistenza come l’invio d’urgenza di un idraulico, fabbro, tapparellista, vetraio, riparatore di elettrodomestici. Le spese d’albergo in caso di necessità e il rimborso delle bollette pagate dall’assicurato in un determinato periodo nei casi di perdita involontaria del lavoro o d’intervenuta invalidità e inabilità. Nel settore idrico, invece, è assicurato il rimborso di costi anomali derivanti da perdite occulte di acqua, eccedenti a percentuali prefissate di consumi medi storici che fungono da franchigia”. Ma da quanto studiato da Ivass, ci sono degli oneri a carico dell’assicurato tali da rendere difficile l’indennizzo nel caso in cui dovesse verificarsi un sinistro. Di più, perché i casi di rifiuto della prestazione assicurativa si assestano attorno al 92 per cento nel ramo elettricità e del 97 per cento per il gas.

“Dalla situazione generale, però, si evidenziano punti critici – scrive Ivass – ed aree d’intervento: è necessario regolare, in modo inequivocabile, il diritto di recesso dell’utente dalla polizza, in conformità al Codice del consumo, ed evitare l’implicita adesione alla polizza per rispettare i doveri di correttezza e trasparenza richiesti nell’offerta dei contratti. L’adesione deve avvenire in modo consapevole ed il consumatore va informato per iscritto delle caratteristiche della polizza e delle modalità per attivarla; il basso numero di richieste di indennizzo appare indicativo della scarsa consapevolezza da parte dei consumatori dell’esistenza delle garanzie assicurative. Si rende necessaria, quindi, un’ampia e chiara comunicazione agli assicurati, attraverso tutti i canali disponibili, per ricordare agli utenti l’esistenza delle coperture assicurative; illustrare al consumatore, in modo inequivocabile e prima della stipula della polizza, le cause di esclusione delle garanzie cosi come le eccezioni sull’operatività dell’assicurazione proprio per evitare l’elevato numero di richieste d’indennizzo respinte, riconducibili alla limitata efficacia delle coperture assicurative; ridurre i gravosi adempimenti a carico degli assicurati in caso di sinistro che causano, con l’inadempimento anche parziale, la non indennizzabilità del danno. Le condizioni contrattuali devono consentire, in caso di sinistro, una semplificazione degli oneri procedurali dell’assicurato al fine agevolare i rimborsi. E’ stato innescato, pertanto, un generale processo di rivisitazione dell’intero meccanismo assicurativo, anche tramite un costante confronto con le associazioni dei consumatori da cui emergono alcuni consigli”.

E tra questi c’è quello di fare estrema attenzione a eventuali offerte abbinate al contratto principale perché ciascuno ha diritto a conoscere le caratteristiche, la natura e l’estensione delle coperture, oltre a verificare l’eventuale modulo di adesione alla polizza collettiva prima di sottoscrivere il contratto di fornitura e, infine, rileggere i documenti conservati e controllare i modi di recesso.