Articolo Pubblicato il 10 maggio, 2017 alle 12:36.

Domenica prossima, 14 maggio, comitati e cittadini veneti colpiti dal disastro ambientale dei Pfas organizzano una grande mobilitazione per la difesa dell’acqua e dei beni comuni, la “Marcia dei fiori”: sulla grave problematica le preoccupazioni della popolazione sono sempre più forti, anche alla luce dei primi risultati della campagna di monitoraggio effettuata sui bambini residenti nella cosiddetta “area rossa”, nei quali sono stati riscontrati valori altissimi nel sangue.

“Ad un anno dalla prima grande manifestazione popolare, la tua terra, i tuoi figli, i tuoi amici, l’aria che respiri, l’acqua che non puoi più bere senza pensare all’inquinamento che porta con sé, tutto ciò ti chiama ad alzare la tua voce, la tua dignità, il tuo civile coraggio, per unirsi al gruppo di mamme, bambini, genitori, cittadini attivi, comitati, associazioni, movimenti che si riuniranno per una grande mobilitazione regionale a difesa dei beni comuni, per chiedere ai decisori politici, alla Regione Veneto, di porre immediato rimedio – non più rimbalzi di responsabilità – sulla questione irrisolta dei Pfas”.

Questo l’appello lanciato dagli organizzatori, che parlano di 350mila persone “avvelenate” e di quasi cento comuni coinvolti tra le province di Vicenza, Padova e Verona e che concludono: “è a rischio la salute dei nostri figli e delle nostre terre, il comparto agricolo-alimentare di un’intera regione che esporta in tutto il mondo, la dignità politico-civile di un territorio, il futuro di tutti noi”.

Queste le richieste avanzate con forza alle autorità: che sia garantito un approvvigionamento dell’acqua potabile e irrigua da fonti sicure; che i limiti dei Pfas siano portati in prossimità dello zero; che sia dato libero accesso alle analisi del sangue a tutti i cittadini nell’area contaminata (al riguardo, i residenti della provincia di Padova chiedono che sia esteso anche nei loro comuni il monitoraggio già avviato nel Vicentino e nel Veronese); che siamo messi in atto il sequestro e la bonifica della Miteni, l’azienda ritenuta principale responsabile dello sversamento, accompagnati da un serio piano di tutela per i suoi lavoratori; che la stessa Miteni sia costretta a pagare gli ingenti costi passati, presenti e futuri dei filtri a carboni attivi, la bonifica dell’area contaminata e le spese sanitarie di ogni ordine e grado.

L’eco-bicilettata, nella quale i partecipanti porteranno tanti fiori simbolo di vita e salubrità, partirà da Montecchio Maggiore, in piazza Duomo, alle 9-9,45 e raggiungerà il piazzale di fronte alle Miteni, dove dalle 10,30 inizierà l’assembramento generale con le persone che giungeranno con altri mezzi. Quindi, il corteo si muoverà verso il centro di Trissino e il municipio per la manifestazione e il dibattito pubblico.