Articolo Pubblicato il 7 giugno, 2016 alle 10:34.

Chissà quanti lo avranno pensato sinora e lo hanno anche applicato: in caso di multa, fornire il nominativo di un’altra persona alla guida del proprio veicolo per non perdere i punti della patente. Da oggi, però, bisogna fare molta attenzione perché si rischia d’incorrere nel penale. L’accusa? Sostituzione di persona o di falsa attestazione. Con una recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, un conducente si è visto confermare una pena di sei mesi di reclusione (in base all’ex articolo 495 del Codice penale) per aver dato le generalità di un’altra persona alla polizia per evitare di vedersi ridurre i punti della patente. “Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona – si legge – è punito con la reclusione da uno a sei anni”. L’articolo 126 bis del Codice della Strada, infatti, è piuttosto chiaro; se il trasgressore non è identificato, il proprietario del veicolo deve fornire entro 60 giorni gli estremi personali e del documento di guida del conducente al momento della violazione. Fin qui tutto bene, se non fosse che c’è chi trascrive nomi di amici, parenti o conoscenti che usano poco la vettura e un’eventuale taglio dei punti non creerebbe a loro grossi problemi. Al contrario del trasgressore, che la farebbe franca e continuerebbe ad avere la patente “immacolata”. Da adesso, però, si entra nella sfera del Codice penale e sono guai seri. La Corte di Cassazione, dunque, ha confermato le responsabilità per l’automobilista in base all’ex articolo 494 dove “chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici – recita la norma – è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno”. Tradotto: meglio essere sinceri e magari rispettare il Codice della strada.