La necessità, come ogni anno, di aggiornare le tabelle per la liquidazione del danno in ragione della rivalutazione Istat, ha portato il Tribunale di Roma a redigere un documento ufficiale che rappresenti, in materia, una sorta di manifesto capitolino.

Nonostante gli orientamenti della Corte di Cassazione, che in più occasioni ha fatto riferimento alle tabelle Milanesi, il Tribunale di Roma ha infatti spesso ritenuto di non poter applicare tale parametro, ma di doversene discostare. Ora, questa posizione viene chiarita in un nuovo documento formale.

Con le nuove tabelle, innanzitutto, il valore di punto di danno biologico permanente, fino al 40%, è stato elevato in maniera tale da omologarlo rispetto a quanto previsto dalle tabelle milanesi e così superare un aspetto che rendeva le tabelle romane “depressive” rispetto a quelle del capoluogo lombardo, ponendo fine a un’irragionevole disparità di trattamento, che peraltro riguardava la maggior parte delle controversie sul danno alla persona: in foto, i nuovi valori per la fascia d’età 50-56 anni.

Per il resto, però, il nuovo documento effettua una ricognizione delle principali voci di danno non patrimoniale motivando in maniera diffusa le ragioni che hanno portato il Tribunale di Roma a discostarsi da quanto già fatto dalle tabelle milanesi.

Sia per il danno biologico che per quello parentale, viene confermato il sistema tabellare e sono state aggiunte due voci per il danno catastrofale biologico e morale, con la previsione di precisi metodi di calcolo del risarcimento.

Altro aspetto di rilievo è dato dalla conferma anche del sistema tabellare per la morte per causa diversa.

Il tutto aggiornato con la rivalutazione per il danno biologico sia permanente che temporaneo.