Articolo Pubblicato il 3 agosto, 2016 alle 10:15.

L’autovelox dev’essere segnalato anche all’interno del comune non solo all’ingresso. Altrimenti la mula per eccesso di velocità è nulla.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione, seconda sezione civile, con la sentenza numero 15899/2016 accogliendo il ricorso di un trasgressore dopo che si era visto recapitare dalla polizia locale il verbale d’infrazione.

Il caso riguardava un conducente, pizzicato a transitare a 72 chilometri orari in una strada statale anziché a 50 come massimo consentito. Questi imputava la mancata segnalazione del controllo elettronico, effettuata solo all’entrata del paese e l’invisibilità degli agenti accertatori, la cui autovettura, messa fuori della carreggiata stradale, era seminascosta dalla vegetazione.

E la Corte di Cassazione ha accolto le sue richieste per una serie di motivi; intanto non ci può essere un solo cartello di preavviso e non più ripetuto nei successivi 20 chilometri. Poi gli agenti non erano visibili. “La preventiva segnalazione univoca ed adeguata della presenza di sistemi elettronici di rilevamento della velocità – si legge nella sentenza – costituisce un obbligo specifico e inderogabile degli organi di polizia stradali demandati a tale tipo di controllo, imposto a garanzia dell’utenza stradale, la cui violazione non può, pertanto, non riverberarsi sulla legittima degli accertamenti, determinandone la nullità, poiché, diversamente, risulterebbe una prescrizione priva di conseguenze, che sembra esclusa dalla stessa ragione logica della previsione normativa. In altri termini, la “ratio” della preventiva informazione in questione, secondo le modalità indicate dalla legge, è rinvenibile – com’è stato sottolineato nella pregressa giurisprudenza di legittimità – nell’obbligo di civile trasparenza gravante sulla Pubblica amministrazione, il cui potere sanzionatorio, in materia di circolazione stradale, non è tanto ispirato dall’intento della sorpresa ingannevole dell’automobilista indisciplinato, in una logica patrimoniale captatoria, quando da uno scopo di tutela della sicurezza stradale e di riduzione dei costi economici, sociali e ambientali derivanti dal traffico veicolare, anche mediante l’utilizzazione delle nuove tecnologie di controllo elettronico”.