Articolo Pubblicato il 6 aprile, 2018 alle 12:09.

Il “salvadanaio” di Consap, la concessionaria pubblica che gestisce il Fondo vittime della strada, è in perdita costante. E al salvataggio potrebbero dover contribuire tutti gli automobilisti che pagano – regolarmente – l’Rc auto, con un aumento del contributo dal 2,5 al 4%: com’è noto, l’evasione è alta (in foto, un’auto pizzicata senza copertura assicurativa, rimossa dal carro attrezzi).

Nel 2018 Consap aveva chiesto di aumentare l’aliquota destinata al fondo, ma il ministero dell’Economia ha detto di no: almeno per quest’anno non ci saranno rincari. Già dal 2019, però, il Fondo potrebbe costare più caro a tutti gli automobilisti. O meglio: a tutti gli automobilisti onesti che pagano l’assicurazione. Non certo agli evasori, che anzi continueranno a drenarlo, in un circolo vizioso che pare senza uscita. In Consap sanno bene che al ritmo di 300-400 milioni di risarcimenti l’anno i soldi stanno per finire. Anche se la situazione è leggermente migliorata: un anno fa si prevedeva che nel 2019 il patrimonio del Fondo si sarebbe azzerato. Oggi si sa con certezza che questo non accadrà. Ma la situazione resta grave, soprattutto a causa del continuo aumento dell’evasione sulla Rc Auto, che significa anche minori entrate attraverso il contributo del 2,5% sul costo della polizza che viene destinato ad hoc.

Il Fondo vittime è in perdita e bisognerà metterci una pezza perché si tratta di un “salvagente” prezioso. Com’è noto, esso serve a risarcire tutti quelli che vengono danneggiati da pirati della strada e quelli che hanno un sinistro con un veicolo non assicurato. E, per l’appunto, sono tanti: la media nazionale è del 12% del parco mezzi circolante. E sono anche i risarcimenti dovuti a incidenti con questi automobilisti che hanno messo in crisi il Fondo, alimentato, come detto, da tutti coloro che sottoscrivono una polizza Rc auto con un’aliquota del 2,5%. Quota che potrebbe salire al 4% dal 2019 se il Mef darà il suo assenso: non accade da dieci anni. L’aumento medio per l’Rc auto sarebbe modesto: 4,50 euro ad assicurato. Ma si tratta, appunto, di una media. In Campania, dove si pagano oltre 900 euro di assicurazione all’anno, il rincaro supererebbe i 35 euro.

Da più parti, si veda dall’Associazione italiana familiari vittime della strada, sono arrivate ferme contrarierà all’ipotesi di nuovi aumenti per finanziare il Fondo, perché si scaricherebbero su chi già paga nuovi, insopportabili costi. E allora? L’obiettivo deve essere quello di far pagare tutti di meno il che significa, nella Rc auto, adottare provvedimenti più fermi nei confronti di chi non paga l’assicurazione, togliendo loro la targa del veicolo, e anche attraverso un apposito decreto legge che blocchi il fenomeno dell’evasione assicurativa. Una soluzione che porterebbe a due enormi vantaggi: l’aumento degli introiti per il fondo vittime e la riduzione degli incidenti tra veicoli non assicurati, limitando l’intervento solo ai casi di pirati della strada”.

Ma molte realtà e associazioni impegnate nel settore auspicano anche un cambio di rotta nelle modalità di gestione dei sinistri da parte dei concessionari del fondo, che sono compagnie di assicurazioni individuate ogni tre anni dall’Ivass, l’Istituto di vigilanza, e che si occupano (o meglio dovrebbero farlo) di liquidare i danni attingendo dal Fondo: attualmente, Generali Italia, Cattolica, Reale Mutua, Allianz, Unipol Sai e Sara. Queste imprese, infatti, lamentano in molti, invece di investire in istruttorie rapide e attente per l’accertamento del danno, spesso restano in passiva attesa, dando luogo a contenziosi che generano profonde distorsioni, in particolare quella che danneggia il diritto alla giustizia delle vittime, costringendole per anni a sopportare cause lunghe e dolorose.