Sanzioni per l’utilizzo di coloranti in alimenti e bevande, pubblicità ingannevoli e uso di prodotti non autorizzati in cucina, carcere per chi utilizza ingredienti scaduti o contenenti residui di pesticidi usati in agricoltura.

Sono solo alcune delle norme entrate ufficialmente in vigore il 23 maggio 2021 dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del 22 maggio del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 42, recante “misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare” nella versione finale approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica nella seduta del 18 maggio con la “Conversione in legge con modificazioni”.

Si tratta di un provvedimento fondamentale tutela dei consumatori e infatti è passato a larghissima maggioranza con con 208 voti a favore, 22 astenuti e nessun contrario.

 

Colmato un “vuoto sanzionatorio”

Il disegno di legge era stato presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e dal Ministro della giustizia Marta Cartabia, di concerto con il Ministro della Salute Roberto Speranza e con il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli, con l’obiettivo di evitare che rilevanti settori relativi alla produzione e vendita delle sostanze alimentari e bevande restassero privi di disciplina sanzionatoria penale e amministrativa in modo da proteggere i consumatori dalle frodi commerciali.

Il provvedimento, licenziato dalla commissione Giustizia di Palazzo Madama, era stato già precedentemente approvato, il 5 maggio scorso, dalla Camera, che aveva inserito tre nuovi articoli, in particolare sui controlli a campione, con possibilità di controperizia a tutela anche delle garanzie della difesa, e sul ravvedimento operoso per ottenere l’annullamento delle sanzioni amministrative.

La legge è estremamente importante perché va a sanare la falla nel sistema della sicurezza alimentare, che si era aperta con l’eliminazione, nel precedente decreto legislativo 27/2021, di una serie di illeciti, ad esempio in ordine alla tracciabilità dei prodotti, e le conseguenti sanzioni penali e amministrative.

Reintrodotte le sanzioni

Oltre a reintrodurre le sanzioni, il testo prevede una fattispecie di illecito amministrativo per sanzionare la produzione, la vendita o la messa in commercio di sostanze alimentari o imballaggi colorati con sostanze non autorizzate. Ma anche nel caso in cui si venda sostanze alimentari private anche in parte dei propri elementi nutritivi o mescolate a sostanze di qualità inferiore o trattate in modo da variarne la composizione naturale, vale a dire alimenti in cattivo stato di conservazione o con cariche microbiche superiori ai limiti di legge o comunque sottoposti a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione.

Tra le sanzioni dissuasive introdotte, anche l’istituto della diffida, rapportata in base ai potenziali danni alla salute e al vantaggio indebito che deriva da pratiche fraudolente o ingannevoli.