Articolo Pubblicato il 19 agosto, 2019.

Ha destato clamore la lettera inviata il 14 agosto 2019 dal Comune di Milano alle aziende che offrono monopattini elettrici in condivisione imponendone il ritiro entro tre giorni: il documento, firmato dagli assessori alla Sicurezza e alla Mobilità,  diffida gli operatori dal continuare l’attività di noleggio dei mezzi fintantoché non sarà pronto il necessario bando e saranno posizionati i cartelli previsti dalla legge.

Il provvedimento ripropone la questione dell’utilizzo di questi “veicoli” che si sta affermando sempre di più in città ma il cui “boom” non è andato di pari passo alla normativa.

 

Il Decreto “Toninelli”

La possibilità di usare legalmente in aree pubbliche monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel in effetti pare ormai dietro l’angolo perché il decreto del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che fissa le regole per circolare è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale venerdì 12 luglio e è entrato in vigore sabato 27 luglio.

Ma questa è solo la data a partire dalla quale i Comuni potranno mettere in regola questi mezzi che, nonostante siano sempre più diffusi, a tutt’oggi restano utilizzabili esclusivamente in aree private, e la cui guida è permessa ai maggiorenni e ai minorenni, purché in possesso del patentino.

L’iter è partito alla fine dell’anno scorso, quando la legge di Bilancio (legge 145/2018, articolo 1, comma 102) ha introdotto la possibilità di usare questi mezzi anche in aree pubbliche, finora vietata dal Codice della strada (che non tiene in considerazione il fatto che questi microveicoli esistono, neanche nel caso del segway che ormai ha vent’anni).

Ma non si è trattato di un vero e proprio via libera: la legge parla solo di una sperimentazione, secondo le modalità da stabilirsi appunto da un Dm Infrastrutture. Ma nemmeno l’entrata in vigore Dm di Toninelli, protocollato con il numero 229 del 4 giugno 2019, garantisce che si possa scendere in strada e circolare: ciò sarà consentito esclusivamente in alcuni ambiti urbani, quali aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili, corsie riservate e zone 30.

 

I Comuni devono individuare le aree e segnalarle

E nemmeno in tutte le infrastrutture di questi tipi i monopattini potranno circolare, ma solo in quelle che saranno individuate dai Comuni.

E l’individuazione non basta ancora: la procedura si chiuderà con l’apposizione dell’apposita segnaletica dove la circolazione dei micromezzi elettrici sarà effettivamente consentita.

Dunque, l’unica cosa determinante per sapere dove si può circolare è la presenza dei segnali: dove essi non ci saranno, circolare sarà ancora vietato. come lo è tuttora.

Non esiste pertanto una vera data a partire dalla quale la micromobilità elettrica sarà legalizzata in tutta Italia: lo sarà alla spicciolata, tratto per tratto, man mano che vi compariranno i segnali. Molte grandi città sono interessate ad incentivare l’uso dei monopattini  per alleggerire il traffico ma si pongono problemi di regole e di sicurezza: a fine giugno a Parigi si è registrato il primo incidente mortale con un monopattino elettrico.

Ancora più particolare il caso di Milano, che si è trovato a dover mettere in regola i servizi di sharing attivati fin dal 2018 con alcuni partner (Helbiz e Telepass), scavalcando il Codice della strada prima ancora che la legge di Bilancio venisse approvata.

 

Il caso Milano

La prima flotta di monopattini elettrici, infatti, è sbarcata a Milano nell’ottobre del 2018 grazie a Helbiz, pur in assenza di regole sull’uso di questi veicoli.

Poi, dalla primavera, si sono via via aggiunte altre società. A luglio se ne contavano sette in città. Di pari passo, il lungo e tormentato processo per definire le regole di circolazione dei mezzi elettrici di nuova generazione (come segway e hoverboard). Alla luce del decreto Toninelli, a fine luglio, il Comune di Milano ha dato l’avvio ai primi test, soltanto nelle aree pedonali e a velocità limitata a sei chilometri orari.

Assolutamente vietati i marciapiedi. Per i trasgressori, multe a partire da 26 euro in su.

Le aziende che noleggiano le flotte nel frattempo hanno continuato con il loro servizio, pur senza avere ancora stipulato un accordo con Palazzo Marino. E i mezzi, anche dopo la definizione delle regole, hanno continuato a sfrecciare nelle aree vietate.

Si sono verificati anche degli incidenti: un pedone è stato investito da un utente alla guida di un monopattino in sharing e ha riportato delle fratture e proprio il 14 agosto un ragazzino di 12 anni è stato investito sulle strisce mentre attraversava in monopattino (peraltro da un’auto pirata, poi rintracciata).

A seguito di ciò la Procura ha aperto un fascicolo esplorativo per accertare se le aziende stiano operando legalmente e se abbiano tutti i requisiti necessari, assicurazione compresa. Verificando anche le eventuali responsabilità del Comune.

Il 14 agosto, infine, è arrivato lo stop dall’amministrazione milanese. Alle società è stata inviata una lettera che intima di ritirare i mezzi dagli spazi pubblici nel giro di tre giorni in attesa di leggi in materia e di norme, che sono in fase di definizione: il 30 agosto la Giunta comunale milanese discuterà  la delibera per affidare il servizio di noleggio dei monopattini