Articolo Pubblicato il 23 maggio, 2017 alle 10:06.

Continua a crescere in Italia il numero di veicoli – auto e moto – che circolano senza assicurazione. Erano 3,9 milioni nel 2014 (l’8,7% del totale dei veicoli circolanti), sono circa 5 milioni oggi (il 13%): oltre un milione in più in appena tre anni. A lanciare l’allarme è l’Asaps, Associazione Amici Sostenitori Polizia Stradale, che parla senza mezzi termini di “progressione inquietante” e di “trend consolidato”, visto che i veicoli privi di assicurazione erano 3,1 milioni nel 2012.

Un incremento che preoccupa sempre di più, anche perché il fenomeno in alcune aree del Paese raggiunge percentuali record. La “scopertura” assicurativa si registra soprattutto al Sud, in particolare in Campania: in provincia di Napoli il 25,6 % dei veicoli, di fatto uno su quattro, manca di Rc Auto, ma a Qualiano e a Striano, comuni della stessa provincia, la quota sale, rispettivamente, al 46 e a poco meno del 47%, mentre a Castel Volturno, nel Casertano, si arriva al 42%. E l’elenco potrebbe continuare, fino al record (49%) che appartiene a Oldenico, in provincia di Vercelli.

A rendere ancora più complicato il quadro contribuisce anche un’altra anomalia: il ministero dell’Interno di recente ha chiarito che non vi è assicurazione obbligatoria per le auto immatricolate all’estero, libere di circolare temporaneamente sulle nostre strade grazie alla cosiddetta “assicurazione virtuale”, in forza della quale il veicolo risulta comunque coperto in caso di incidente. E i tanti tir che arrivano da altri Paesi? E i mezzi pesanti noleggiati o presi in comodato da italiani?”. L’incubo di ogni bravo automobilista, quello di fare un incidente (senza colpa) con qualcuno che non è assicurato, giorno dopo giorno diventa sempre più concreto.

Com’è noto, nel caso di sinistri con veicoli immatricolati all’estero (compresi in una lista di una quarantina di Paesi) interviene l’Uci, l’Ufficio Centrale di assicurazione per l’Italia; per tutte le altre occasioni – compresi gli incidenti con auto non identificate – al risarcimento pensa, o meglio dovrebbe pensare, il Fondo Vittime della Strada, un fondo di garanzia ad hoc, “ma la franchigia è di 500 euro, ottenere la liquidazione del danno è un’odissea e il rischio di rimetterci è serio. Il Fondo, peraltro, è alimentato da una aliquota sui premi per l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile, pagata da tutti coloro che sottoscrivono una polizza: come dire che quelli che pagano, essendo sempre di meno, saranno costretti a pagare sempre di più.

Ma che cosa c’è alla base del fenomeno? Ovviamente ha il suo peso l’onda lunga della crisi economica e della disoccupazione: sono tanti quelli che fanno fatica, o non ce la fanno proprio, a mettersi in regola, e non stupisce che tra le auto senza assicurazione ce ne siano anche molte di grossa cilindrata, acquistate magari in anni passati in tempi di vacche meno magre. Ma l’Asaps punta l’indice anche contro due concause strutturali: l’abrogazione del reato di falsità in scrittura privata (articolo 485 del codice penale) e la “dematerializzazione”, ovvero l’abolizione della documentazione assicurativa. In pratica, da un lato, la previsione di sanzioni solo amministrative finisce con l’essere un deterrente non abbastanza efficace, anche perché chi salda in tempo ha diritto anche a degli ‘sconti’ sulla multa, che pure è salata”; dall’altro, “la caduta dell’obbligo di esporre sul parabrezza il vecchio tagliando giallo può spingere molti a insistere nell’evasione, nella speranza di non incappare in uno dei controlli attraverso la lettura elettronica della targa”. Il quadro che emerge, secondo l’associazione, è dunque “decisamente sconfortante“, di “illegalità diffusa: servirebbero il prima possibile norme nuove, più efficaci, per arginare un fenomeno che tra l’altro ha la sua incidenza anche su quello, gravissimo, della pirateria stradale. Perché emerge che sulla decisione di fuggire dopo aver provocato un incidente hanno un rilievo consistente la paura di perdere punti della patente o lo stesso titolo di guida ma anche la consapevolezza di viaggiare senza assicurazione o, accade anche questo, con l’assicurazione falsa“.