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A quasi un anno dalla morte di Kulwinder Kumar nessuna offerta ai familiari: presentato formale reclamo all’IVASS per la condotta della compagnia
A quasi un anno da una tragedia dalla dinamica ormai ampiamente ricostruita, la famiglia di Kulwinder Kumar non ha ancora ricevuto alcuna offerta risarcitoria da Generali Italia. A bloccare la liquidazione non sono contestazioni sulla dinamica dell’incidente, ma obiezioni di carattere documentale relative alla qualità e ai rapporti di parentela degli aventi diritto. Una situazione che Studio3A-Valore S.p.A., che assiste i familiari della vittima, considera ormai inaccettabile, tanto da aver presentato un formale reclamo all’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, mettendo in copia la stessa Generali Italia.
Kulwinder Kumar, 46 anni, cittadino indiano residente a San Vito al Tagliamento, perse la vita la mattina del 27 ottobre 2025 mentre stava andando al lavoro in bicicletta lungo la SS13 Pontebbana, sul Ponte della Delizia, tra Codroipo e Casarsa. La famiglia, subito dopo la tragedia, tramite l’Area Manager per il Friuli Armando Zamparo, si è rivolta a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale ed internazionale nel risarcimento danni e enella tutela dei diritti dei cittadini, per essere assistita e tutelata. Secondo l’imputazione formulata dalla Procura della Repubblica di Udine, il conducente dell’autocarro che lo investì procedeva a una velocità compresa tra 80 e 84 km/h in un tratto con limite di 70, senza mantenere un’adeguata distanza laterale dal ciclista. Dopo l’impatto, secondo la contestazione, si sarebbe dato immediatamente alla fuga. Ma la vicenda non terminò lì. Sempre secondo gli atti della Procura, l’automobilista avrebbe proseguito la marcia con la bicicletta di Kumar incastrata nell’autocarro, fermandosi successivamente per rimuoverla e gettarla in un pozzo nel tentativo di occultarla. All’uomo viene contestata anche la recidiva reiterata e infraquinquennale; era già emerso come il conducente dell’autocarro fosse stato rinviato a giudizio per un altro fatto analogo.
Già nei mesi successivi all’incidente, la ricostruzione tecnica aveva delineato un quadro estremamente chiaro. Nella richiesta di giudizio immediato la Procura ha rilevato che “la prova appare evidente”, richiamando tra le fonti di prova anche la consulenza cinematica dell’ing. Marco Pozzati, incaricato dalla stessa Autorità giudiziaria. Per la famiglia, Studio3A ha invece messo a disposizione quale proprio Consulente tecnico l’ing. Iuri Collinassi. Il procedimento penale è nel frattempo ulteriormente avanzato: il 17 luglio 2026 il GIP del Tribunale di Udine ha ammesso il giudizio abbreviato, rinviando il procedimento al prossimo 13 novembre per l’esame dell’imputato e la discussione.
Sul fronte risarcitorio, Studio3A aveva già prodotto a Generali la documentazione anagrafica acquisita nel Paese d’origine dei familiari di Kulwinder Kumar, completa delle formalità richieste, comprese apostille, legalizzazioni e regolarizzazioni. La compagnia, nell’ambito delle proprie verifiche, ha quindi legittimamente disposto ulteriori accertamenti sulla conformità della documentazione e sull’effettiva sussistenza dei rapporti di parentela. All’esito di tali verifiche, però, è arrivata una contestazione formulata in termini generici: Generali ha infatti comunicato di non essere riuscita a verificare nei registri ufficiali la documentazione prodotta e, conseguentemente, di non poter confermare identità, qualità e rapporti degli aventi diritto con il defunto, senza formulare alcuna offerta risarcitoria. È a quel punto che, contattata da Studio3A per comprendere le ragioni dello stallo, la famiglia ha riferito un episodio particolarmente delicato: secondo il loro racconto, alcuni soggetti incaricati delle verifiche sul posto avrebbero chiesto denaro in cambio di relazioni favorevoli sulla conformità della documentazione e sui rapporti di parentela. I familiari affermano di non aver corrisposto alcuna somma, ritenendo che i documenti prodotti fossero autentici e regolari. Proprio la successione di questi fatti rende oggi necessario, secondo Studio3A, fare piena chiarezza: quali verifiche sono state effettivamente svolte, quali risultanze sono state trasmesse alla compagnia e se tali risultanze abbiano avuto un ruolo nella successiva contestazione della documentazione. Senza formulare accuse né attribuire a Generali condotte che non risultano provate, resta però una situazione di stallo che appare difficilmente comprensibile alla luce della documentazione già prodotta e della gravità del caso.
Per quanto riguarda la moglie di Kumar, Studio3A sottolinea inoltre come, anche volendo considerare irregolare o insufficiente il certificato di matrimonio, fosse già stato prodotto lo stato di famiglia dal quale emerge la convivenza con la vittima. La donna è madre dei loro due figli e la sua posizione dovrebbe pertanto essere considerata quanto meno quale compagna convivente more uxorio. La stessa Procura, nella richiesta di giudizio immediato, identifica espressamente Reena Rani come “moglie e prossima congiunta” di Kulwinder Kumar, sia in proprio sia quale esercente la responsabilità genitoriale sui due figli minori conviventi.
Particolarmente dura la posizione di Armando Zamparo, Area Manager Studio3A per il Friuli, che segue direttamente i familiari di Kumar: “Qui non stiamo discutendo di una dinamica incerta o di responsabilità ancora tutte da accertare. Esistono una consulenza tecnica della Procura, un procedimento penale arrivato al giudizio abbreviato e una richiesta risarcitoria completa inviata mesi fa. Eppure la famiglia di Kulwinder continua ad attendere anche solo un’offerta. Parliamo di una donna che ha perso il proprio compagno e marito e di due figli che hanno perso il padre. Di fronte a una tragedia di questa gravità, continuare a opporre questioni burocratiche sui documenti dei familiari è qualcosa che facciamo molta fatica ad accettare. Una famiglia non può restare ostaggio della burocrazia assicurativa.”
Nel reclamo inviato all’IVASS, Studio3A ha quindi chiesto all’Autorità di vigilanza di accertare la condotta tenuta da Generali Italia nella gestione del sinistro e l’eventuale violazione degli obblighi previsti dal Codice delle Assicurazioni Private, adottando i provvedimenti ritenuti opportuni. Per i familiari di Kulwinder Kumar l’attesa continua.
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Caso seguito da:
Armando Zamparo
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Categoria:
Incidenti da Circolazione StradaleCondividi
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