Articolo Pubblicato il 25 dicembre, 2019 alle 9:00.

“Caro Babbo Natale quest’anno siamo stati buoni, rispettosi, educati, corretti. Insomma, di più non potevamo fare. Ma come avrai visto, nessuno riesce ad esaudire i nostri desideri e le nostre richieste. Al contrario veniamo continuamente ignorati.

Eppure, quello che chiediamo sono piccole cose. Niente. Così non rimane che rivolgerci a Te. Il nostro desiderio più grande è riavere il nostro quartiere come prima. Quelli più piccoli sono: sistemare tutte le strisce pedonali e i cartelli. Installare uno specchio negli incroci pericolosi.

Asfaltare le strade che sono piene di buche, pulire le caditoie per evitare allagamenti, pulire il viale alberato, far rispettare i limiti di velocità, non fare rumore di notte perché le persone devono dormire, non fare polvere.

Vedi un po’ tu quello che puoi fare”.

 

La lettera a Babbo Natale del quartiere Porro di Genova

E’ la tanto semplice quanto toccante lettera a Babbo Natale dei residenti del quartiere Porro di Genova, una delle zone maggiormente colpite dal crollo del vicinissimo ponte Morandi. Molti abitanti sono stati sfollati e costretti ad abbandonare le loro case, quelli che sono rimasti devono vivere tra enormi disagi legati ai cantieri per la ricostruzione del viadotto e ad altri lavori di ripristino della viabilità.

In parecchi, proprio il 20 dicembre, sono stati costretti a depositare presso la cancelleria del giudice di pace una istanza ex art 322 del codice di procedura civile per ottenere un minimo di risarcimento dei gravi danni patiti, visto che a un anno e quattro mesi dal disastro la Società Autostrade non ha mai riscontrato le loro istanze.

Un pensiero per tutti
Con loro vogliamo ricordare anche tutte le vittime di quella tragedia e delle tante altre che si sono verificate negli ultimi mesi ed esprimere la vicinanza, nel giorno speciale per eccellenza dell’anno, a tutti coloro che nel 2019 hanno subito lutti, perdite, sono rimasti soli, hanno bisogno di sostegno e di risposte: che tutti i “Babbo Natale” del mondo possano ascoltare la loro voce.