Articolo Pubblicato il 9 novembre, 2018 alle 9:41.

Riparte sabato 10 novembre l’avventura a caccia della serie A del Millennium Basket in Carrozzina, e con un’importante novità, la “casa”: la società disputerà i sette match interni della regular season del campionato di B, e gli eventuali e auspicati play-off a cui accedono le prime di ciascuno dei quattro gironi della serie cadetta, non più nel palazzetto dello sport di Camposampiero ma in quello di Piombino Dese, i sabato alle 18.

Nata nel 1999, la società presieduta da Primo Fior si propone di promuovere e avvicinare al basket in carrozzina il più alto numero possibile di persone con disabilità, “dando loro la possibilità di praticare a livello agonistico questo sport” spiega il presidente. E ai vertici nazionali: il sodalizio, riconosciuto dal Coni e affiliato alla Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozzina, è una delle realtà storiche nel panorama nazionale e internazionale e vanta nel suo palmares vari successi tra cui una Coppa Europea Willy Brinkmann, una Coppa Italia e una Super Coppa Italiana. Hanno vestito questa gloriosa maglia cestisti che poi si sono affermati e sono diventati anche “azzurri”: attualmente, la rosa vede tre atleti nella nazionale under 22 (Mattia Scandolaro, Pedro Leita e Amine Gamri), e una nella nazionale maggiore femminile (Melissa Rado).

Un’attenzione rivolta non solo agli adulti, perché il Millennium, oltre alla prima squadra, composta da una quindicina di cestisti (uomini e donne), dal 2006 ha anche una squadra giovanile, le Iene, che disputa il suo campionato nazionale.

I “senior” sono perlopiù persone rimaste paraplegiche dopo un incidente stradale o sul lavoro, i ragazzi invece, di età compresa tra i dieci e vent’anni, sono così dalla nascita; abbiamo molti casi di spina bifida, ma anche altre patologie” continua Fior.

Ma al di là dei risultati sportivi, il Millennium svolge un’insostituibile funzione sociale. La pratica sportiva è ritenuta uno dei migliori mezzi riabilitativi per contrastare efficacemente gli effetti negativi di una vita sedentaria, considerata ineluttabile conseguenza dell’handicap. L’esercizio fisico costante e di elevata intensità migliora la muscolatura residua non interessata dalla lesione e la capacità cardio-respiratoria, aumentando anche il grado di autonomia dell’individuo nella normale vita di relazione. Non solo. “Facendo sport a questi livelli, stando assieme ai compagni e aiutandosi a vicenda, questi uomini e donne si rendono conto che possono fare le stesse cose di prima, come guidare l’auto, sposarsi, avere una famiglia: cose che, appena subìto l’incidente, parevano impossibili. E lo stesso vale per i ragazzi, che crescono nella loro autonomia e un domani non avranno (o avranno molto meno) bisogno del sostegno dei familiari” sottolinea il Presidente.

Dunque, un’attività nobile, ma anche una disciplina coinvolgente, che rappresenta l’espressione più elevata delle potenzialità residue del disabile motorio, nelle variegate situazioni di handicap. Lo spettatore, fin dal primo approccio con la pallacanestro in carrozzina, dopo che la palla è stata contesa per dare inizio alla gara, si scorda di assistere a un incontro di basket “adattato” ed è colpito dalla carica agonistica dei giocatori e dalla complessità delle scelte tecnico-tattiche individuali e di squadra, che ripropongono in tutto e per tutto quelle di una partita per normodotati.

Eppure, l’attenzione per questa pratica è ancora scarsa, le risorse poche. “La nostra società è composta da una quarantina di tesserati tra atleti, allenatori, preparatori e fisioterapisti, a cui vanno aggiunti i dirigenti e i genitori dei ragazzi, che ci aiutano: tutti svolgono quest’attività per pura passione e più di qualche rimborso spese non ricevono – conclude Fior – I costi però sono elevati: solo le trasferte in tutta Italia, tanto più se dobbiamo prendere l’aereo, costano alcune decine di migliaia di euro. Quest’anno abbiamo vinto le finali nazionali e siamo stati promossi in serie A, ma abbiamo dovuto rinunciarvi e restare in serie B: sostenere una massima serie costa 130 mila euro l’anno e per ora non possiamo permettercela. Siamo sempre alla ricerca di sponsor”.

L’obiettivo del club però resta sempre e comunque quello di centrare la serie A. Festeggiare la promozione e stavolta riuscire a concretizzarla sarebbe l’ideale per celebrare, nel 2019, il ventennale della società. E in tal senso le prospettive sono ottime: il telaio collaudato del gruppo allenato da coach Marco Nardo è rimasto sostanzialmente lo stesso rispetto a quello vincente della stagione scorsa, e si sono aggiunti anche dei nuovi innesti tra cui il pivot Roberto Casagrande, giunto da Treviso.

La nuova cavalcata del Millennium inizia sabato 10 novembre, alle 18, a Gradisca d’Isonzo contro la Polisportiva Nordest, vedrà tra i momenti forti l’8 dicembre a Piombino Dese il derbissimo con il Cus Padova e si chiuderà il 16 marzo, sempre in casa, con l’Olimpic Verona. Nella speranza che sia solo… l’antipasto.

Studio 3A è fiero e orgoglioso di sostenere questa meritoria società e la sua grande squadra.