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Impossibile che la pandemia, che ha colpito duramente anche buona parte dei settori economici, non si facesse sentire anche qui, ma il comparto assicurativo ha tenuto bene, e comunque molto meglio di altri, facendo registrare anche nel 2020, pur con qualche flessione, numeri impressionanti e chiudendo l’anno con un risultato molto migliore rispetto alle previsioni di partenza.

 

Nel 2020 143,4 miliardi di euro raccolti dalle assicurazioni

Secondo i dati del Bollettino Statistico pubblicato il 30 aprile 2021 dall’Istituto di Vigilanza, la raccolta complessiva (nei rami Vita e Danni) realizzata nel 2020 dalle imprese vigilate Ivass (le compagnie di assicurazione autorizzate in Italia) e dalle rappresentanze See (gli stabilimenti in Italia di imprese di assicurazione comunitarie, sottoposte al controllo di stabilità da parte delle Autorità di Vigilanza dei rispettivi Paesi di origine) è risultata pari a 143,4 miliardi di euro, in calo (solo) del -4,3% rispetto al 2019.

Le Imprese vigilate hanno raccolto premi per 134,8 miliardi di euro, con un calo del -3,9% su base annua, mentre le Rappresentanze See hanno realizzato una raccolta di 8,5 miliardi di euro, in diminuzione del -11,0%.  “Il 2020 – osserva l’Ivass – è stato attraversato nella sua quasi interezza dalla pandemia da Covid 19, tuttavia il risultato della raccolta finale – riferito in particolare alle Imprese vigilate dall’IVASS – risulta meno negativo rispetto a previsioni più pessimistiche, grazie al recupero registrato nel secondo semestre”.

Il settore Vita

Scendendo nel dettaglio, la raccolta del settore vita nel 2020 risulta inferiore per 5,9 miliardi di euro (-5,3%) a quella del 2019 e si attesta a 105,0 miliardi di euro. La riduzione più elevata si osserva nel ramo I, a cui sono collegate le polizze vita cosiddette “pure”, in diminuzione su base annua di 7,5 miliardi di euro (-10,1%). Il ramo III legato alle polizze unit e index linked aumenta invece di 1,1 miliardi di euro (+3,6%); i premi derivanti dalle operazioni di capitalizzazione (ramo V) diminuiscono di 608 milioni di euro (-23,8%); la produzione assicurativa vita con finalità previdenziali – costituita dalla somma del ramo VI e della produzione specifica di ramo I e III – risulta in aumento di 1,2 miliardi di euro (+16,2%), attestandosi su 8,8 miliardi di euro, spinta dalla buona performance del ramo VI.

Il settore Danni

La raccolta nel settore danni realizzata nel 2020 si attesta a 38,4 miliardi di euro, e subisce un calo su base annua del -1,6%, corrispondente a -607 milioni di euro. Crescono, tra i rami principali, la R.C. generale (+3,8%, pari a +168 milioni di euro), Incendio ed elementi naturali (+127 milioni di euro) e Altri danni ai beni (+52 milioni di euro), mentre diminuisce la raccolta in altri rami, come quello della R.C. auto (-660 milioni di euro) o delle Perdite pecuniarie di vario genere (-200 milioni di euro).

I “canali” di vendita

Gli sportelli bancari e postali confermano il primato nella distribuzione dei prodotti vita che rappresenta il 57,6% del totale, in calo di 4,7 miliardi di euro (era il 58,8% nel 2019); si riduce anche il peso della raccolta tramite consulenti finanziari (14,8% rispetto al 15,2% del 2019) e in misura ridotta delle agenzie con mandato; cresce invece la raccolta tramite le agenzie in economia e gerenze (10,2% dal 9,2% dell’anno precedente).

Le agenzie con mandato continuano invece a prevalere nella distribuzione del settore danni con un peso del 70,5%, in calo di quasi 400 milioni di euro rispetto al 2019; la loro incidenza sale all’84,2% (-570 milioni di euro rispetto al 2019) nella distribuzione delle polizze R.C. autoveicoli terrestri; seguono i brokers (13,9%), unico canale in crescita, e gli sportelli bancari e postali (6,9%). Nella distribuzione di polizze R.C. autoveicoli terrestri hanno rilevanza anche le “Altre forme di vendita diretta (telefono, internet) con una quota del 8,0%, in calo di 130 milioni di euro.

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Dott. Nicola De Rossi

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