Articolo Pubblicato il 21 giugno, 2016 alle 10:51.

Circa trecento sinistri di media ogni anno, con decine e decine tra vittime e feriti. Non sono i numeri degli incidenti sulla strada, ma il fenomeno dell’incidentalità marittima resta comunque preoccupante.

Dal rapporto ad hoc del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativo al 2014 (ultimi dati disponibili), risulta che gli incidenti a unità navali occorsi nelle acque territoriali nazionali sono stati 302, contro i 297 del 2013: tra il 2007 (compreso) e il 2014 sono stati 2.668. Le navi coinvolte in questi 302 incidenti sono state 375, le unità perdute 23 e, soprattutto, i morti sono stati 38 e i feriti 82. Peraltro, prendendo nel suo complesso il periodo 2007-2014, il numero di decessi (733) e ferimenti (1.225) collegati agli incidenti marittimi risulta in crescita, in controtendenza rispetto alla flessione tendenziale del numero di questi ultimi e delle navi in essi coinvolte.

Almeno altri tre aspetti devono fare riflettere. Delle 375 navi coinvolte in sinistri marittimi nel 2014, più della metà (191) erano da diporto, dato che si ripropone anche considerando l’arco temporale più ampio 2007-2014 (1.727 sulle complessive 3.341). Il picco di eventi incidentali, manco a dirlo, si evidenzia nei mesi estivi, e in particolare in agosto. Nella maggioranza dei casi, infine, come causa principale del sinistro risulta predominante l’errore umano (il 49,07% dei fattori causali determinati nel periodo 2007-2014). Di più, nel periodo 2011-2014 il fattore causale attribuito al fattore umano risulta originato nel 31,37% dei casi da imprudenza, nel 29,49% da negligenza e nel 27,35% da imperizia del conduttore dell’unità navale.

Al riguardo, non aiuta certo a combattere il fenomeno la liberalizzazione della guida, questione riproposta in tutta la sue evidenza anche dal recente incidente occorso nei giorni scorsi nel canale della Giudecca di Venezia a un 17enne, rimasto ferito, per fortuna in modo non gravissimo. Oggi anche i minorenni possono guidare barchini, con motori fino a 40 cavalli, senza patente: l’unico obbligo è aver compiuto 14 anni. Ragazzini che troppo spesso non hanno l’esperienza e neanche il senso di responsabilità per condurre mezzi così impegnativi.