Articolo Pubblicato il 26 febbraio, 2019.

Che gli incendi rappresentino una delle tipologie di incidente (e di danno) più frequente è sotto gli occhi di tutti, ma la maggior parte delle persone non ha probabilmente chiara la dimensione di un fenomeno i cui numeri, peraltro, sono in allarmante crescita.

 

Le statistiche sugli incendi

A fornire un quadro esaustivo, al riguardo, è l’annuario statistico “ufficiale” dei Vigili del Fuoco, i cui ultimi dati disponibili sono relativi al 2017. E’ vero che si è trattato di un anno “horribilis” sul fronte degli incendi, ma è anche vero che i dati, sia pur considerando l’eccezionalità del periodo preso in esame, fanno rabbrividire.

Nel 2017 i pompieri sono intervenuti su qualcosa come 325.941 tra incendi ed esplosioni, il che significa 893 al giorno: il numero è risultato in aumento rispetto sul 2016 di ben il 33,7% e addirittura del 45,9% considerando la media dell’ultimo quinquennio. Un incremento che non ha riguardato solo gli incendi boschivi, per i quali il 2017 è stato disastroso (più 321,6% rispetto all’anno precedente), ma anche, tra i vari luoghi, le case e per le autorimesse private (con un aumento di quasi il 20%). Questa tipologia di intervento costituisce praticamente un terzo (il 32,6%) di tutte le uscite di soccorso dei vigili del fuoco.

 

Dove avvengono gli incendi?

Ma dove avvengono in particolare gli incendi? L’11,2% nelle abitazioni e un 3,2% negli edifici in genere, mentre gli altri grandi ambiti sono quelli del “verde” (il 16% nei campi, il 6,9 nelle zone rurali e il 6,8% nelle aree boschive) e delle strade (18% in quelle cittadine, l’8,1% in quelle extraurbane, l’1,4% nelle tangenziali).

E cosa va a fuoco più facilmente? Sterpaglie (32,5%), arbusti (5,5%) e alberi (3,9%), rifiuti (8,2%), ma anche auto (5,7%) e autocarri (0,8%), arredamenti (1,9%), camini e canne fumarie (2,6%) e tetti (1,1%).

Infine le zone più colpite dal fenomeno, dove i pompieri hanno effettuato il maggior numero di interventi, sono quelle di Roma (tra i 20 e 25mila) e, a seguire, Milano, Torino e Napoli (da 15 a 20mila). Le province più virtuose, invece, Aosta, Trento e Bolzano (con meno di 5mila interventi).

 

Le cause

E le cause? Nel 62,1% dei casi non si sono potute accertare con sicurezza, a testimonianza di quanto siano complesse, proprio per la natura distruttiva di quest’evento, le indagini sugli incendi e a riprova del fatto che, qualora se ne subisca uno, è sempre opportuno affidarsi ad un esperto, tanto più nell’eventualità di una copertura assicurativa.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, invece, i casi “probabilmente” dolosi sono “soltanto” il 4%, come i roghi dovuti a canne fumarie (4%) e a cause elettriche (3,6%): nel 2% dei casi accertati, a causare le fiamme è stato il classico mozzicone di sigaretta.