Hai bisogno di aiuto?
Skip to main content

La morte di un paziente durante un ricovero ospedaliero o subito dopo una dimissione rappresenta un evento traumatico per i familiari. In alcuni casi possono sorgere dubbi sull’adeguatezza delle cure ricevute, sui tempi di intervento o sulla corretta gestione di complicanze, come le infezioni contratte in corsia. Comprendere cosa fare se si sospetta un caso di malasanità è fondamentale per tutelare i propri diritti e per fare chiarezza sulle reali cause del decesso.

In questo articolo analizziamo quali sono i passi da compiere in presenza di una morte sospetta in ospedale, il ruolo dell’autopsia, i riferimenti normativi e l’orientamento della Corte di Cassazione, anche in relazione al possibile risarcimento per morte da infezione ospedaliera.

Quando la morte in ospedale può considerarsi “sospetta”

Un decesso non è automaticamente riconducibile a responsabilità medica. Tuttavia, alcuni elementi possono legittimare dubbi e richiedere approfondimenti:

  • peggioramento improvviso e non spiegato delle condizioni cliniche;
  • ritardi nella diagnosi o nel trattamento;
  • errori chirurgici o anestesiologici;
  • infezioni ospedaliere insorte durante il ricovero;
  • carenze nella sorveglianza post-operatoria o nella gestione delle complicanze.

In tali circostanze è legittimo chiedersi cosa fare se si sospetta un caso di malasanità e come accertare se la morte sia stata causata da condotte colpose dei sanitari.

 

L’autopsia come strumento di accertamento

L’autopsia è un esame medico-legale eseguito sul corpo di una persona deceduta con l’obiettivo di individuare le cause della morte. Viene effettuata da un medico specialista in medicina legale e consente l’analisi degli organi interni, nonché l’esecuzione di prelievi biologici utili agli accertamenti.

Di regola, l’esame autoptico può essere eseguito dopo il decorso di almeno 24 ore dal decesso, salvo casi di particolare urgenza.

Autopsia giudiziaria e riscontro diagnostico

È importante distinguere tra:

  • autopsia giudiziaria, disposta dall’autorità giudiziaria nell’ambito di un procedimento penale;
  • riscontro diagnostico, finalizzato a verificare la correttezza della diagnosi clinica o a chiarire quesiti scientifici, senza finalità penali.

Nel sospetto di malasanità, l’autopsia di maggiore interesse per i familiari è quella giudiziaria.

 

Come richiedere l’autopsia giudiziaria

Quando si ipotizza che la morte possa essere conseguenza di errori medici, i familiari devono presentare una denuncia alla Procura della Repubblica territorialmente competente, ossia quella del luogo in cui è avvenuto il decesso.

La denuncia deve essere depositata prima della sepoltura o della cremazione, poiché solo in presenza di gravi indizi di reato l’autorità giudiziaria può successivamente disporre la riesumazione della salma.

Sarà il Pubblico Ministero, valutati i fatti esposti, a decidere se disporre l’autopsia giudiziaria, nominando un consulente tecnico medico-legale. All’esame possono partecipare anche consulenti di parte.

 

Infezioni ospedaliere e responsabilità sanitaria

Le infezioni ospedaliere (o infezioni nosocomiali) rappresentano una delle principali cause di contenzioso in ambito sanitario. Si tratta di infezioni contratte dal paziente durante il ricovero o a seguito di procedure diagnostiche o terapeutiche, non presenti né in incubazione al momento dell’ingresso in struttura.

La Corte di Cassazione ha più volte affermato che la struttura sanitaria risponde a titolo contrattuale dei danni subiti dal paziente, salvo che dimostri di aver adottato tutte le misure di prevenzione e controllo previste dai protocolli scientifici e dalle linee guida (Cass. civ., sez. III, n. 6386/2020; Cass. civ., sez. III, n. 28987/2019).

Un capitolo particolarmente rilevante riguarda le infezioni contratte durante il ricovero. La giurisprudenza ha più volte affermato che le strutture sanitarie rispondono dei danni causati da infezioni nosocomiali qualora non dimostrino di aver adottato tutte le misure preventive idonee.

In questi casi, l’autopsia può essere decisiva per accertare il nesso causale tra l’infezione e il decesso, elemento essenziale ai fini del risarcimento per morte da infezione ospedaliera.

 

Il valore dell’autopsia nel giudizio civile

L’autopsia giudiziaria riveste un ruolo centrale non solo ai fini penali, ma anche nell’ambito delle azioni civili risarcitorie. Gli accertamenti medico-legali consentono di chiarire il nesso causale tra la condotta sanitaria e l’evento morte, elemento imprescindibile per il riconoscimento della responsabilità.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16123/2010, ha stabilito che gli esiti dell’autopsia eseguita in sede penale sono pienamente utilizzabili nel giudizio civile per il risarcimento dei danni.

È altresì consolidato l’orientamento secondo cui, nel processo civile, il giudice può affermare la responsabilità del sanitario o della struttura sulla base del criterio del “più probabile che non”, anche qualora in sede penale non sia stata raggiunta la prova oltre ogni ragionevole dubbio (ex multis, Cass. civ., sez. III, n. 577/2008).

Anche quando il procedimento penale si conclude con l’archiviazione, gli esiti dell’autopsia mantengono un ruolo centrale in sede civile.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16123/2010, ha chiarito che gli accertamenti tecnici svolti nel processo penale, compreso l’esame autoptico, sono pienamente utilizzabili nel giudizio civile per il risarcimento dei danni.

È inoltre consolidato l’orientamento secondo cui il diverso criterio probatorio applicabile in sede civile (il “più probabile che non”) consente di accertare la responsabilità sanitaria anche quando non sia stata raggiunta la prova penale “oltre ogni ragionevole dubbio” (tra le altre, Cass. civ., sez. III, n. 577/2008).

I principali riferimenti normativi

In materia di responsabilità medica, occorre richiamare:

  • l’art. 589 c.p., che disciplina l’omicidio colposo;
  • la legge n. 24/2017 (cd. legge Gelli-Bianco), che regola la responsabilità degli esercenti la professione sanitaria e delle strutture;
  • gli artt. 1218 e 2043 c.c., rilevanti per l’azione risarcitoria in ambito civile.

Queste norme costituiscono il quadro giuridico entro cui si colloca l’accertamento delle responsabilità e il riconoscimento del danno da perdita del rapporto parentale.

 

Consigli pratici per i familiari: come agire per ottenere giustizia e un giusto risarcimento

Nei casi di morte sospetta in ospedale, alcuni comportamenti possono rivelarsi decisivi:

  • Agire tempestivamente: in presenza di dubbi sulle cure ricevute, è fondamentale valutare subito la presentazione di una denuncia alla Procura per consentire l’autopsia giudiziaria prima della sepoltura.
  • Richiedere la documentazione sanitaria: cartelle cliniche, referti, esami e consensi informati devono essere acquisiti integralmente, poiché costituiscono la base di ogni accertamento medico-legale.
  • Affidarsi a consulenti medico-legali: una valutazione tecnica preliminare consente di comprendere se vi siano profili di colpa e un nesso causale con il decesso.
  • Non confondere l’esito penale con quello civile: anche in caso di archiviazione penale, è possibile ottenere il risarcimento dei danni in sede civile.
  • Conservare ogni prova utile: comunicazioni, email, testimonianze e indicazioni fornite dal personale sanitario possono assumere rilievo nel giudizio.

Seguire questi passaggi consente ai familiari di tutelare efficacemente i propri diritti e di affrontare con maggiore consapevolezza il percorso necessario per ottenere giustizia.

 

I servizi di Studio 3A a tutela dei danneggiati da malasanità

In situazioni di morte sospetta in ospedale o di possibile malasanità, affidarsi a una struttura specializzata può fare la differenza. Studio 3A opera da anni a tutela dei pazienti e dei familiari delle vittime di errori sanitari, offrendo un’assistenza completa e multidisciplinare.

L’attività si articola in diverse fasi fondamentali:

  • analisi preliminare del caso, attraverso l’esame della documentazione sanitaria e una valutazione medico-legale approfondita;
  • assistenza nella presentazione della denuncia e nella richiesta di accertamenti giudiziari, come l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria;
  • affiancamento tecnico-legale durante le perizie e gli accertamenti, con consulenti medici legali specializzati;
  • tutela in sede civile per il riconoscimento del danno e per ottenere un equo risarcimento;
  • supporto costante ai familiari, con l’obiettivo di garantire chiarezza, trasparenza e piena tutela dei diritti.

Questo approccio integrato consente di affrontare con maggiore consapevolezza e forza un percorso spesso complesso e delicato.

Affrontare una morte sospetta in ospedale richiede lucidità e tempestività, nonostante il dolore del momento. Comprendere cosa fare se si sospetta un caso di malasanità, conoscere il ruolo dell’autopsia e il valore degli accertamenti medico-legali permette ai familiari di verificare eventuali responsabilità e di agire per il riconoscimento di un equo risarcimento dei danni subiti.

Di fronte a una morte sospetta in ospedale è essenziale agire tempestivamente, raccogliere la documentazione clinica e valutare la presentazione di una denuncia per consentire gli accertamenti necessari. L’autopsia rappresenta uno strumento centrale per fare luce sulle cause del decesso e per verificare eventuali profili di responsabilità, anche in vista di una futura azione di risarcimento.

Scritto da:

alt-placeholder

Emanuele Musollini

Vedi profilo →

Categoria:

Malasanità

Condividi

Affidati a
Studio3A

Nessun anticipo spese, pagamento solo a risarcimento avvenuto.

Contattaci

Articoli correlati


Skip to content