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A conclusione delle indagini preliminari sul tragico incidente costato la vita, nell’agosto 2018, al trentunenne di Pula, la Procura di Cagliari ha spiccato i primi, clamorosi provvedimenti

Non solo la sciagurata – e comunque preminente – manovra dell’automobilista che gli ha tagliato la strada: sul tragico destino di Christian Urru ha influito anche la colpevole “manomissione” della segnaletica stradale di cui saranno chiamati a rispondere due funzionari dell’Anas. A conclusione delle indagini preliminari sul procedimento penale per omicidio stradale per la morte dell’appena trentunenne di Pula (CA), rimasto vittima del sinistro accaduto il 6 agosto 2018 al km 29 della Statale 195, nel suo stesso comune di residenza, il Pubblico Ministero della Procura di Cagliari, dott. Emanuele Secci, ha richiesto il rinvio a giudizio per Nicola Napolitano, 52 anni, pure lui di Pula, iscritto fin da subito nel registro degli indagati in quanto conducente della Fiat Idea che, girando a sinistra per entrare in una stazione di servizio dell’Agip, ha travolto Urru che proveniva dalla direzione opposta in sella alla sua moto. Ma il Sostituto Procuratore ha chiesto altresì il processo per l’ing. Enrico Atzeni, 58 anni, di Serrenti, responsabile dell’Area compartimentale di Cagliari dell’Anas, e per il “Capo Centro” ing. Carmine Ferrara, 56 anni, di Assemini, in qualità, rispettivamente, di responsabile del procedimento di collaudo e di direttore dei lavori commissionati all’impresa Linea sas per il “ripasso” della segnaletica orizzontale, con particolare riferimento alla doppia linea continua che doveva essere presente (anche) in quel tratto di strada davanti al distributore, e che invece era tratteggiata o, meglio, era stata “resa” tratteggiata. Riscontrando la richiesta il Gip del Tribunale di Cagliari, dott.ssa Maria Cristina Elisabetta Ornano, ha fissato per il 20 giugno 2022, alle 9, l’udienza preliminare di un processo da cui i familiari della vittima e Studio3A che li assiste, si aspettano giustizia e prima ancora verità.    

L’incidente è stato ricostruito dall’ing. Francesco Marongiu, il consulente tecnico a cui dott. Secci ha affidato la perizia cinematica per accertarne dinamica, cause e responsabilità: alle operazioni peritali ha partecipato anche l’ing. Stefano Ferrigno, messo a disposizione come consulente di parte da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui i familiari del giovane si sono rivolti per essere assistiti, tramite il responsabile della sede di Cagliari dott. Michele Baldinu. All’automobilista, che procedeva da Cagliari a Teulada, si imputa di aver effettuato, in violazione dell’art. 141 I e II comma del Codice della Strada, una manovra di svolta a sinistra per immettersi nel distributore proprio mentre nel senso opposto, Teulada-Cagliari, sopraggiungeva la Ducati Monster 600 di Urru, a cui Napilitano avrebbe dovuto dare la precedenza. Nonostante la brusca frenata e una disperata manovra di emergenza, il centauro ha urtato violentemente contro il montante anteriore destro e il parabrezza della Fiat Idea ed è stato sbalzato sull’asfalto, riportando politraumi fatali. Ad aggravare la violazione, l’automobilista ha attuato la svolta, come dimostrato dall’ing. Marongiu, “senza soluzione di continuità, senza arrestarsi nella mezzeria per dare la precedenza al veicolo a due ruote”, e questo, aggiunge il Ctu, “al di là della segnaletica orizzontale con la doppia linea di mezzeria che era tratteggiata e quindi consentiva la svolta a sinistra”: infatti, forte di questo punto fermo, Studio3A ha già ottenuto per i propri assistiti un equo risarcimento dalla compagnia di assicurazione del veicolo. 

Ma nelle operazioni peritali, su specifica indicazione del magistrato, ci si è soffermati molto anche sulla segnaletica, anche perché i congiunti della vittima e Studio3A avevano subito posto la questione del perché la doppia linea continua prescritta in quel tratto, che avrebbe impedito la svolta a sinistra da parte della vettura, fosse stata chiaramente e maldestramente resa tratteggiata, come si poteva evincere dalla vernice cancellata, salvo essere ripristinata in gran fretta dall’Anas subito dopo la tragedia. Il consulente tecnico, dopo aver analizzato le immagini storiche con Google Heart, ha sottolineato come in effetti “quel tratto della SS 195 sia oggetto di particolare attenzione per la segnaletica orizzontale, specie per la doppia linea di mezzeria, la quale subisce costanti, inspiegabili e non regolari modificazioni, cosa che, seppur fosse, sarebbe comunque dovuta essere autorizzata dagli organi competenti, il che di fatto non risulta” essendo la doppia linea continua, come ribadisce il magistrato nel suo atto, “prescritta dalla regolamentazione e dalla normativa vigente, ossia la specifica ordinanza prefettizia e la normativa stradale”. La titolare della stazione di servizio, che avrebbe avuto tutto l’interesse a che la linea fosse tratteggiata per favorire la sua attività attraverso la possibilità di far accedere al distributore anche i mezzi provenienti dalla corsia opposta rispetto a quella dove sorge l’impianto, come nel caso di specie la Fiat Idea, aveva in effetti inoltrato formale richiesta alla Prefettura in tal senso, ricevendone però un secco diniego. L’imprenditrice, tuttavia, si è dichiarata del tutto estranea alla manomissione, dicendosi anzi sorpresa che in occasione dell’ultimo “ripasso” delle linee gli operai avessero segnato quella tratteggiata. 

Non si potrà mai provare chi le abbia “taroccate”, ma la Procura ha individuato e perseguirà chi doveva controllare che ciò non accadesse. Di qui la richiesta di rinvio a giudizio per i due funzionari Anas, “per colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e specifica violazione dell’art 141, I e II comma del Cds, art. 40 in relazione all’art 138 del Regolamento di attuazione”, nell’ambito dell’incidente avvenuto lungo una progressiva chilometrica, prosegue il Sostituto Procuratore, “regolata da una segnaletica stradale orizzontale rappresentata da una doppia linea di mezzeria prescritta dalla regolamentazione e dalla normativa vigente, in quel momento (però) tratteggiata in modo discontinuo palesemente irregolare a seguito dell’intervento di ignoti che, in epoca non accertata, l’avevano modificata, così da indurre in errore la ditta che, nel corso del 2018, eseguì i lavori di ripasso della segnaletica orizzontale in quel tratto di strada”. Una difformità del tratteggio, conclude il Pm, “che non fu rilevata per il comportamento negligente e imperito, omissivo di ogni controllo, dei due funzionari responsabili dell’Anas, i quali omettevano di predisporre e porre a disposizione dell’impresa aggiudicataria il progetto esecutivo, di fornire le doverose e specifiche direttive sull’effettuazione dei lavori e omettevano, non solo in fase di collaudo dei lavori ma anche nel corso dell’attività ordinaria, di verificare la correttezza della segnaletica orizzontale”. Peraltro ad Atzeni, già convolto in un altro procedimento per omicidio stradale, si contesta anche la “recidiva specifica”. 

Caso seguito da:

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Dott. Michele Baldinu

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Categoria:

Incidenti da Circolazione Stradale

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