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Le strade più pericolose d’Italia? Anche nel 2020 in testa alla poco gloriosa classifica troviamo alcune grandi arterie vicino alle città quali le Tangenziali di Milano, la Tangenziale Nord di Torino (in foto) e la Diramazione di Catania A 18 dir.

Per le moto, invece, le più a rischio sono la Statale 01 Aurelia, la SS 016 Adriatica e la SS 018 Tirrena Inferiore, mentre per i pedoni sempre l’Aurelia, la Tosco Romagnola e la statale Dello Stelvio. Quasi tre quarti dei sinistri, 73 su 100, avvengono nei centri abitati, 22 su strade extraurbane e 5 in autostrada.

 

Uno studio che monitora i 55mila km di rete viaria principale del Paese

Sono solo alcuni dei dati che si possono desumere dall’indagine “Localizzazione degli incidenti stradali 2020”, lo studio dell’ACI sulla incidentalità pubblicato il 2 dicembre 2021 che analizza quanto accaduto nei 55mila chilometri di strade della rete viaria principale nazionale, dove, nel 2020, si sono registrati 24.205 incidenti (830 mortali), con 911 decessi (il 38% del totale) e 36.518 feriti.

La pandemia ha determinato un sensibile calo degli incidenti

I dati tuttavia vanno presi con le pinze in quanto, com’è ben noto, il 2020 è stato caratterizzato dalla pandemia che ha costretto ad una notevole riduzione della mobilità e, di conseguenza, ha determinato un sensibile calo della incidentalità rispetto al 2029: nelle autostrade – 39,9% di incidenti e -37,1% morti; nelle strade extraurbane, -27,5% sia per gli incidenti, che per le vittime; nei centri abitati, nel complesso, -31,7% incidenti, -20,3% morti. In tutti gli ambiti stradali, la mortalità diminuisce meno del numero di incidenti.

L’emergenza sanitaria ha notevolmente influenzato anche la distribuzione temporale dell’incidentalità: le diminuzioni più accentuate nel numero di incidenti si sono, infatti, verificate nei mesi di marzo (-73%) e aprile (-86%), in corrispondenza con le chiusure totali. Diminuzioni più contenute – tra 8 e 15% – a luglio, agosto e settembre. L’indice di mortalità più elevato si è registrato nel mese di marzo (5,4 decessi ogni 100 incidenti); luglio il mese in cui si sono verificati più morti (113).

Al riguardo, l’indice di mortalità medio è risultato pari a 3,8 morti ogni 100 incidenti, in crescita, tuttavia, rispetto al 2019 (era 3,4).

Prendendo come riferimento l’anno 2010gli incidenti sulla rete primaria sono diminuiti del 48,3% (media Italia -44,5%), i morti del 45,2%, (media Italia -41,8%), ma siamo ancora lontani dagli obiettivi di sicurezza.

 

Le Tangenziali di Milano e la Tangenziale Nord di Torino tra le strade più pericolose

Le autostrade urbane si confermano quelle con la maggiore densità di incidenti, a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi. Tra le strade sulle quali si verificano più incidenti troviamo, infatti, come detto le Tangenziali di Milano, la Tangenziale Nord di Torino, la Diramazione di Catania A 18 dir, il Raccordo di Reggio Calabria, il Grande Raccordo Anulare e la Penetrazione Urbana della A24 a Roma.

Per le strade extraurbane, frequenza elevata di incidenti per la Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nel tratto in provincia di Monza Brianza, la SS 207 Nettunense in provincia di Latina, la SP 227 di Portofino in provincia di Genova e l’Asse interurbano di Bergamo.

 

Gli utenti vulnerabili della strada rappresentano il 40 per cento delle vittime totali

Nel 2020 sulle strade extraurbane, la quota – già molto elevata – di decessi è aumentata: due ruote a motore (239), pedoni (82) e ciclisti (39) rappresentano, complessivamente, il 40% delle vittime.

I motociclisti sono coinvolti nel 20,8% degli incidenti stradali. Particolarmente elevato, l’indice di mortalità delle due ruote a motore: 5,2 morti ogni 100 mezzi coinvolti rispetto all’1,4 delle auto. Al vertice delle tratte con più incidenti per le due ruote a motore, la SS 001 Aurelia nelle province di Savona, Massa e Lucca (in foto, un incidente nel tratto toscano della Statale 1), la SS 016 Adriatica in provincia di Rimini, la SS 018 Tirrena-Inferiore in provincia di Salerno, la SS 270 dell’Ischia Verde e la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 006 Casilina, la SS 002 Cassia e la SS 008 bis Ostiense in provincia di Roma, la Tangenziale Est-Ovest di Napoli, la SS 035 dei Giovi in provincia di Milano.

Aumenta il ‘peso’ dei ciclisti, coinvolti nel 4,7% degli incidenti sulla rete viaria principale (era il 3,9 lo scorso anno). Le strade più interessate da incidenti con ciclisti: Aurelia (SV), Emilia (FC), Padana Superiore (PD), Abetone e del Brennero e Gardesana (VR), Codognese (PV), Dei Giovi (MI), Sarzanese Valdera (LU).

Il 3,4% degli incidenti sulla rete viaria principale, infine, è un investimento di pedone. Tra le strade dove si è registrato un numero elevato di investimenti: Aurelia nei centri abitati di Vado Ligure e Ceriale in provincia di Savona, la Tosco Romagnola nel centro abitato di Pontassieve (FI), la statale Dello Stelvio presso il centro abitato di Tirano (SO), la statale Amalfitana nei pressi di Minori.

Scritto da:

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Dott. Nicola De Rossi

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Categoria:

Incidenti da Circolazione Stradale

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