Il fenomeno della pirateria stradale è in calo e la diminuzione dei casi è strettamente legata all’introduzione della legge 41 sull’Omicidio stradale secondo l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, convinta sostenitrice fin dalla prima ora delle nuove norme che hanno inasprito le pene.

Nel suo bilancio, l’Asaps osserva innanzitutto come i numeri reali abbiano fugato i timori di chi, alla vigilia dell’entrata in vigore della legge, paventava, al contrario, un aumento dei casi e fughe in massa dopo gli incidenti per evitare l’arresto e la revoca della patente per anni. In realtà, dai dati forniti dalla Polstrada, nei primi 15 mesi di operatività della nuova legge gli arresti obbligatori effettuati sono stati appena 32. L’associazione, aggiungendo quelli compiuti dai carabinieri e dalle Polizie Locali (poche decine), stima che in dodici mesi gli arresti in tutto il Paese oscillino tra i cento e i 130 al massimo.

Ma a confermare gli effetti positivi della legge 41 sono soprattutto i dati dell’apposito Osservatorio dell’Asaps sul fenomeno dei pirati della strada. Le omissioni di soccorso restano sempre tante, ma dai dati del report del primo semestre del 2017 risulta che le piraterie gravi (con morti e feriti) sono in discreto calo: 508 episodi contro i 556 dello stesso periodo del 2016, 48 in meno e -8,6% in percentuale. In diminuzione anche i feriti, 564 rispetto ai 664 del primo semestre del 2016, -15,1%, e i morti, che sono stati 48 (prevalentemente pedoni, 23, e ciclisti, 10) contro i 52 dello stesso periodo di riferimento del 2016 (-7,7%).

Interessante anche il dato del calo delle ebbrezze accertate quasi immediatamente dopo la fuga e l’individuazione del pirata (l’identificazione nei giorni successivi ovviamente rende vano l’accertamento): 32 positivi contro i 47 dello scorso anno, -31,9%.

Va precisato che nel settimo mese dell’anno, quello di luglio, di cui l’Asaps ha già elaborato i dati, le cose sono andate un po’ peggio. Tuttavia, il calo degli episodi, 612 conteggiando i primi sette mesi dell’anno, contro i 651 del periodo gennaio-luglio 2016, rimane del 6%, quello dei feriti (672 contro 795) è del 15,5%. Sono cresciuti i decessi, ma il dato generale dice ancora 62 vittime mortali contro le 63 dei primi sette mesi del 2016, – 1,6%.