La responsabilità sanitaria rappresenta uno degli ambiti più complessi del diritto civile, soprattutto quando l’errore medico non provoca direttamente la morte o l’aggravamento della patologia, ma priva il paziente della possibilità di guarire o migliorare le proprie condizioni. In questi casi si parla di perdita di chance, una voce di danno autonoma sempre più riconosciuta dalla giurisprudenza italiana.
Questo articolo approfondisce cosa si intende per perdita di chance in ambito sanitario, quando è risarcibile, quali prove sono necessarie e quali criteri vengono utilizzati per la quantificazione del danno, con riferimenti normativi e alle principali pronunce della Corte di Cassazione.
Indice
Cos’è la perdita di chance in ambito sanitario
Nel diritto civile, la perdita di chance consiste nella perdita concreta e seria di una possibilità favorevole. In ambito medico, si verifica quando un errore sanitario impedisce al paziente di accedere a cure tempestive o adeguate che avrebbero potuto:
- aumentare le probabilità di guarigione;
- prolungare la sopravvivenza;
- evitare complicazioni;
- migliorare la qualità della vita.
Non si tratta quindi del danno alla salute in senso diretto, ma della perdita di una concreta probabilità di esito migliore.
Esempi tipici
- diagnosi tardiva di tumore che riduce le possibilità di sopravvivenza;
- mancata prescrizione di esami diagnostici necessari;
- ritardo nell’intervento chirurgico urgente;
- errore terapeutico che riduce l’efficacia delle cure.
Fondamento normativo della responsabilità sanitaria
Il diritto al risarcimento deriva da diverse fonti normative.
Articolo 2043 Codice Civile
Stabilisce il principio generale del risarcimento per fatto illecito: chi causa un danno ingiusto è obbligato a risarcirlo.
Articolo 1218 Codice Civile
Riguarda la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e del medico dipendente.
Legge Gelli-Bianco (Legge 24/2017)
La Legge 8 marzo 2017 n. 24 disciplina la sicurezza delle cure e la responsabilità sanitaria, stabilendo:
- responsabilità contrattuale della struttura;
- responsabilità extracontrattuale del sanitario;
- centralità delle linee guida e buone pratiche cliniche.
Questa normativa ha rafforzato la tutela del paziente, facilitando l’accesso al risarcimento.
La perdita di chance nella giurisprudenza italiana
La perdita di chance è stata progressivamente riconosciuta come danno autonomo risarcibile.
Principio affermato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che:
la perdita di chance costituisce un danno attuale e risarcibile quando vi sia una concreta probabilità di conseguire un risultato favorevole compromessa dalla condotta sanitaria.
Sentenze rilevanti
Cass. Civ. n. 4400/2004
Ha riconosciuto per la prima volta la risarcibilità della perdita di chance terapeutica.
Cass. Civ. n. 28993/2019
Ha precisato che la chance deve essere seria, concreta e apprezzabile, non meramente ipotetica.
Cass. Civ. n. 5641/2018
Ha stabilito che il danno risarcibile consiste nella perdita della probabilità di sopravvivenza o miglioramento.
Cass. Civ. n. 18392/2017
Ha chiarito che la perdita di chance è distinta dal danno biologico e deve essere valutata autonomamente.
Quando la perdita di chance è risarcibile
Per ottenere il risarcimento è necessario dimostrare:
1. Errore sanitario
Deve esserci una condotta colposa del medico o della struttura:
- negligenza;
- imprudenza;
- imperizia;
- violazione di linee guida.
2. Chance concreta perduta
Occorre dimostrare che il paziente aveva una reale probabilità di ottenere un esito migliore.
3. Nesso causale probabilistico
Non serve dimostrare con certezza che il paziente sarebbe guarito, ma che l’errore ha ridotto significativamente le possibilità.
La giurisprudenza applica il criterio del “più probabile che non”.
Differenza tra perdita di chance e danno biologico
È importante distinguere:
| Tipo di danno | Definizione |
| Danno biologico | Lesione dell’integrità psico-fisica |
| Danno morale | Sofferenza soggettiva |
| Danno da perdita di chance | Perdita della possibilità di un esito migliore |
Un paziente può ottenere il risarcimento per tutte queste voci contemporaneamente.
L’onere della prova
L’onere probatorio è centrale nelle cause di malasanità.
Il paziente deve dimostrare:
- l’esistenza della patologia;
- l’errore sanitario;
- la perdita della possibilità di cura o sopravvivenza.
La struttura sanitaria deve provare:
- di aver rispettato linee guida e protocolli;
- che l’esito sarebbe stato lo stesso anche senza errore.
Spesso il giudizio si basa su consulenze tecniche medico-legali.
Il ruolo della consulenza tecnica d’ufficio (CTU)
Nelle cause di responsabilità sanitaria, il giudice nomina un consulente medico-legale per valutare:
- correttezza delle cure;
- possibilità terapeutiche perdute;
- percentuale di probabilità di guarigione;
- incidenza dell’errore sull’esito.
La CTU rappresenta uno degli elementi decisivi per il riconoscimento del danno.
Come si calcola il risarcimento per perdita di chance
Non esiste una tabella unica per la quantificazione.
Il giudice valuta:
- percentuale di probabilità perduta;
- età del paziente;
- gravità della patologia;
- aspettativa di vita;
- impatto sulla qualità della vita.
Se, ad esempio:
- probabilità di guarigione = 60%
- errore medico riduce la possibilità al 20%
la perdita di chance risarcibile sarà pari al 40% della probabilità perduta.
Per la liquidazione del danno, i giudici fanno riferimento a:
- Tabelle del Tribunale di Milano;
- criteri equitativi ex art. 1226 c.c.;
- valutazioni medico-legali.
Le Tabelle di Milano rappresentano il principale parametro nazionale per la quantificazione del danno non patrimoniale.
Casi frequenti di perdita di chance in malasanità
Diagnosi oncologica tardiva
Uno dei casi più comuni: il ritardo diagnostico riduce le probabilità di sopravvivenza.
Ritardo nel parto cesareo
I danni da parto per errore medico possono compromettere la salute del neonato.
Mancato intervento tempestivo in caso di ictus o infarto
Il tempo è decisivo per limitare i danni permanenti.
Errori nei controlli post-operatori
Complicanze non rilevate possono aggravare la prognosi.
Prescrizione del diritto al risarcimento
I termini variano in base alla responsabilità:
- 10 anni per responsabilità contrattuale (struttura sanitaria);
- 5 anni per responsabilità extracontrattuale (medico);
- decorrenza dal momento in cui il danno viene scoperto.
La giurisprudenza riconosce che il termine decorre dalla consapevolezza del danno e del suo collegamento con l’errore medico.
Risarcimento agli eredi in caso di decesso
Se la perdita di chance comporta la morte del paziente, gli eredi possono richiedere:
- danno da perdita di sopravvivenza;
- danno morale;
- danno da perdita del rapporto parentale;
- danno patrimoniale.
La Cassazione ha riconosciuto che la perdita di possibilità di vivere più a lungo costituisce un danno autonomo trasmissibile agli eredi.
Perché è importante agire tempestivamente
Agire rapidamente consente di:
- acquisire documentazione clinica completa;
- ricostruire correttamente i fatti;
- ottenere una valutazione medico-legale accurata;
- evitare la prescrizione del diritto.
Il supporto di Studio 3A
Il risarcimento per perdita di chance in caso di malasanità rappresenta oggi uno strumento essenziale di tutela per il paziente che, a causa di un errore sanitario, ha perso concrete possibilità di guarigione, sopravvivenza o miglioramento della qualità della vita.
La giurisprudenza italiana, supportata dalle pronunce della Corte di Cassazione, ha chiarito che non è necessario dimostrare la certezza del risultato favorevole mancato: è sufficiente provare la perdita di una probabilità seria e concreta. Tuttavia, l’accertamento del nesso causale probabilistico, la dimostrazione della colpa sanitaria e la quantificazione del danno richiedono competenze medico-legali e giuridiche altamente specialistiche.
Affrontare un caso di perdita di chance significa analizzare cartelle cliniche, linee guida, tempistiche diagnostiche e protocolli terapeutici, oltre a ricostruire con precisione cosa sarebbe potuto accadere in assenza dell’errore sanitario.
In questo contesto, Studio3A-Valore S.p.A. può rappresentare un supporto concreto per il cittadino. Lo studio affianca i danneggiati attraverso:
- analisi preliminare gratuita del caso;
- acquisizione e studio della documentazione sanitaria;
- consulenze medico-legali specialistiche;
- valutazione della perdita di chance e del danno risarcibile;
- gestione completa della trattativa con assicurazioni e strutture sanitarie;
- assistenza legale fino all’eventuale azione giudiziaria.
Rivolgersi a professionisti esperti consente di affrontare con maggiore consapevolezza un percorso complesso e delicato, tutelando i propri diritti e ottenendo il giusto risarcimento per un’opportunità di cura o di vita ingiustamente perduta.
Chi sospetta di aver subito un errore sanitario non dovrebbe sottovalutare i segnali né attendere troppo: una valutazione tempestiva può fare la differenza nella ricostruzione dei fatti e nella tutela dei propri diritti.
Scritto da:
Emanuele Musollini
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Categoria:
MalasanitàCondividi
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