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Il 54enne si è spento all’ospedale di Lodi dopo ore senza essere visitato: la Procura ha aperto un procedimento penale per chiarire eventuali responsabilità
Saranno gli accertamenti medico-legali e l’indagine della Procura della Repubblica di Lodi a fare piena luce sulla morte di Lorenzo Malaraggia, 54 anni, residente nel Lodigiano, deceduto all’alba di domenica 18 gennaio 2026 all’ospedale Maggiore di Lodi, dopo una drammatica sequenza di accessi al pronto soccorso e dimissioni. L’uomo, sposato e padre di un bambino di 10 anni, lavorava alla Formec Biffi, azienda del settore alimentare, ed era molto conosciuto per la sua passione per la musica, in particolare come dj, e per il mondo delle auto.
Il calvario ha avuto inizio giovedì 16 gennaio, quando Lorenzo Malaraggia ha accusato un forte dolore al ginocchio destro. Dopo essersi recato dal medico di medicina generale, gli sono stati prescritti antidolorifici per via intramuscolare. Il giorno successivo, venerdì 17 gennaio, le sue condizioni sono peggiorate: l’uomo ha iniziato ad avvertire difficoltà respiratorie, tanto da allertare autonomamente il 118.
Trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore di Lodi, è stato sottoposto a esami strumentali al ginocchio, che avrebbero evidenziato la presenza di liquido articolare. Nonostante ciò, dopo ore di attesa, è stato dimesso, con l’indicazione di effettuare la procedura di aspirazione del liquido entro dieci giorni, previo appuntamento. Nel tentativo di ottenere una valutazione ortopedica più tempestiva, nel pomeriggio la famiglia ha provato a contattare telefonicamente gli ospedali di Codogno e Casalpusterlengo, dove però l’ortopedico non era disponibile e successivamente all’ospedale di Piacenza, dove era presente. Anche qui gli esami avrebbero confermato la presenza di liquido al ginocchio, ma Lorenzo Malaraggia è stato nuovamente dimesso in serata, con un appuntamento fissato nei giorni successivi e la somministrazione di un ulteriore antidolorifico.
Rientrato a casa, durante la notte le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate. Dopo una chiamata alla guardia medica e l’assunzione di un altro farmaco antidolorifico, l’uomo ha iniziato a manifestare stato confusionale e pallore, inducendo la moglie a chiamare nuovamente il 118. Trasportato ancora una volta all’ospedale di Lodi, è rimasto per ore in attesa di essere visitato. Alle prime luci del mattino, mentre la moglie si trovava in sala d’attesa, i sanitari hanno comunicato che l’uomo era andato in arresto cardiaco. Nonostante oltre 50 minuti di tentativi di rianimazione, per Lorenzo Malaraggia non c’è stato nulla da fare.
La famiglia di Lorenzo Malaraggia, scossa dal tragico evento, si è affidata, tramite il consulente personale per la Liguria e la Lombardia dott. Simone Carlini, a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, per accertare se vi siano state omissioni, ritardi o responsabilità nella gestione clinica e assistenziale. Sulla vicenda la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lodi ha aperto un procedimento penale contro ignoti. Il fascicolo è seguito dal Sostituto Procuratore dott.ssa Antonella Dipinto. L’autopsia è stata disposta per domani, 22 gennaio 2026, alle ore 10, presso l’Istituto di Medicina Legale di Pavia. L’esame sarà eseguito dal medico legale incaricato dalla Procura, dott. Chen Yao, e vedrà la partecipazione anche di un medico legale di parte, nominato da Studio3A-Valore S.p.A., il quale si interfaccerà poi con il dipartimento tecnico interno della società per valutare gli esiti degli accertamenti.
L’obiettivo è comprendere con esattezza cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita dell’uomo e se un diverso approccio sanitario avrebbe potuto evitare un epilogo così tragico. La famiglia chiede che vengano chiarite eventuali responsabilità, affinché possano emergere verità e giustizia su una morte che ha sconvolto una moglie, un figlio e un’intera comunità.
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Dott. Simone Carlini
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