Quando una persona subisce una lesione fisica a seguito di un incidente stradale, di un errore medico, di un infortunio sul lavoro o di qualsiasi altro fatto illecito, le conseguenze non si limitano soltanto al dolore fisico o alle spese mediche sostenute. Spesso il vero impatto riguarda la vita quotidiana, le relazioni personali, la serenità psicologica e la possibilità stessa di vivere come prima. È proprio in questi casi che entra in gioco il cosiddetto danno esistenziale.
Negli ultimi anni la giurisprudenza italiana ha progressivamente riconosciuto l’importanza di tutelare non solo la salute fisica della vittima, ma anche tutte quelle ripercussioni negative che incidono sulla qualità della vita. Comprendere cosa sia il danno esistenziale, quando possa essere richiesto e come venga risarcito è fondamentale per chiunque abbia subito un danno alla persona.
Indice
Cos’è il danno esistenziale
Il danno esistenziale è una forma di danno non patrimoniale che riguarda il peggioramento concreto delle abitudini di vita e delle relazioni personali della vittima a seguito di un evento lesivo.
Non si tratta semplicemente di sofferenza interiore o dolore emotivo. Il danno esistenziale si manifesta quando il soggetto vede compromessa la propria possibilità di svolgere normalmente attività quotidiane, hobby, relazioni sociali, vita familiare o progetti personali.
In altre parole, il danno esistenziale rappresenta il cambiamento negativo della vita della persona causato dal danno fisico subito.
Un soggetto che, dopo un incidente, non riesca più a praticare sport, a viaggiare, a lavorare come prima o a mantenere rapporti sociali soddisfacenti può subire un danno esistenziale anche molto grave.
Differenza tra danno biologico, morale ed esistenziale
Per comprendere meglio il concetto è utile distinguere le diverse voci di danno riconosciute dall’ordinamento italiano.
Danno biologico
Il danno biologico riguarda la lesione dell’integrità psicofisica della persona accertata dal punto di vista medico-legale. È disciplinato dagli articoli 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni Private.
Si tratta, ad esempio, di:
- fratture;
- invalidità permanenti;
- limitazioni motorie;
- traumi neurologici;
- cicatrici permanenti.
Danno morale
Il danno morale consiste nella sofferenza interiore, nel dolore psicologico, nell’angoscia e nella prostrazione emotiva derivanti dall’evento lesivo.
Danno esistenziale
Il danno esistenziale riguarda invece le conseguenze concrete e peggiorative sulla vita quotidiana della vittima.
Per esempio:
- impossibilità di svolgere attività sportive;
- perdita della vita sociale;
- compromissione della vita affettiva;
- difficoltà nei rapporti familiari;
- rinuncia a progetti personali o professionali;
- alterazione delle normali abitudini di vita.
Oggi la giurisprudenza tende a considerare il danno non patrimoniale come una categoria unitaria, ma continua a riconoscere le diverse componenti risarcibili che lo compongono.
La normativa di riferimento
Il fondamento giuridico del danno esistenziale si trova principalmente negli articoli:
- 2043 del Codice Civile, che disciplina il risarcimento per fatto illecito;
- 2059 del Codice Civile, relativo al danno non patrimoniale;
- 32 della Costituzione Italiana, che tutela il diritto fondamentale alla salute;
- 2 della Costituzione, che protegge i diritti inviolabili della persona.
La Corte di Cassazione ha avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione del concetto di danno esistenziale.
Tra le sentenze più importanti vi sono le storiche Sentenze di San Martino del 2008 delle Sezioni Unite della Cassazione (Cass. SS.UU. n. 26972/2008 e collegate), che hanno ridefinito il sistema del danno non patrimoniale chiarendo che il danno esistenziale non costituisce una categoria autonoma separata, ma una componente del danno non patrimoniale complessivo.
Successivamente, la giurisprudenza ha continuato a riconoscere la risarcibilità delle modificazioni peggiorative della vita quotidiana.
Negli ultimi anni la Corte di Cassazione ha ribadito più volte che il giudice deve valutare attentamente le conseguenze concrete del danno sulla vita della vittima.
La Cassazione Civile, Sez. III, con sentenza n. 7513/2018, ha precisato che il risarcimento deve tenere conto di tutte le conseguenze dinamico-relazionali derivanti dalla lesione.
Anche la Cassazione n. 28989/2019 ha sottolineato come il danno alla vita di relazione debba essere adeguatamente personalizzato in base alle specifiche condizioni della persona danneggiata.
Più recentemente, la Cassazione Civile n. 10579/2021 ha evidenziato che il giudice non può limitarsi a liquidare automaticamente il danno biologico tramite tabelle standard, ma deve verificare se il soggetto abbia subito ulteriori conseguenze esistenziali meritevoli di autonoma valorizzazione economica.
Questi orientamenti confermano come il sistema italiano riconosca sempre maggiore importanza alla concreta qualità della vita della vittima.
Quando il danno esistenziale può essere richiesto
Il danno esistenziale può essere richiesto in numerose situazioni, tra cui:
- incidenti stradali;
- errori medici e casi di malasanità;
- infortuni sul lavoro;
- aggressioni;
- responsabilità professionale;
- incidenti domestici;
- lesioni sportive;
- morte o grave lesione di un familiare.
In caso di risarcimento danni fisici da incidente stradale, il danno esistenziale rappresenta spesso una delle componenti più rilevanti, soprattutto quando le lesioni provocano invalidità permanenti o cambiamenti radicali nello stile di vita.
Come si dimostra il danno esistenziale
Uno degli aspetti più delicati riguarda la prova del danno esistenziale.
Non basta affermare di aver sofferto: occorre dimostrare concretamente come la vita sia cambiata dopo il fatto lesivo.
Le prove possono includere:
- documentazione medica;
- consulenze medico-legali;
- testimonianze di familiari e amici;
- documentazione lavorativa;
- fotografie;
- certificazioni psicologiche;
- prove relative alla rinuncia ad attività sportive o sociali.
La Cassazione richiede che il danno sia allegato e provato anche tramite presunzioni, purché emergano elementi concreti e specifici.
Come viene calcolato il risarcimento
In Italia il risarcimento del danno non patrimoniale viene spesso liquidato utilizzando le Tabelle del Tribunale di Milano, considerate il principale parametro nazionale.
Tali tabelle consentono di personalizzare il risarcimento in presenza di conseguenze particolarmente gravi sulla vita della vittima.
Il giudice può aumentare l’importo base proprio quando emergano:
- significative limitazioni relazionali;
- perdita di autonomia;
- impossibilità di svolgere attività fondamentali;
- alterazione radicale delle abitudini di vita.
La quantificazione varia quindi in base:
- all’età della vittima;
- alla gravità delle lesioni;
- al grado di invalidità;
- all’impatto concreto sulla vita quotidiana;
- alla durata delle sofferenze.
Il danno esistenziale nei sinistri stradali
Gli incidenti stradali rappresentano uno degli ambiti in cui il danno esistenziale viene richiesto più frequentemente.
Una persona coinvolta in un grave sinistro può trovarsi improvvisamente impossibilitata a lavorare, guidare, praticare sport o svolgere attività familiari normalmente.
Anche nel caso di risarcimento incidente stradale passeggeri, il soggetto trasportato ha diritto ad ottenere il ristoro integrale di tutti i danni subiti, compresi quelli esistenziali derivanti dalle limitazioni permanenti della propria vita.
Quando la compagnia assicurativa non riconosce adeguatamente il danno, può rendersi necessaria una causa civile per risarcimento da incidente stradale per ottenere una liquidazione realmente congrua.
Il ruolo della personalizzazione del danno
La giurisprudenza moderna insiste molto sul principio della personalizzazione del risarcimento.
Ogni persona vive il danno in modo differente. Una limitazione fisica che per un soggetto può avere effetti contenuti, per un altro può incidere profondamente sulla qualità della vita.
Pensiamo ad esempio:
- a un atleta che non possa più praticare sport;
- a un musicista che perda sensibilità alle mani;
- a un genitore che non riesca più a occuparsi dei figli come prima.
Per questo motivo il giudice deve valutare attentamente le specifiche condizioni personali della vittima.
Come può aiutare Studio3A
Affrontare una richiesta di risarcimento del danno esistenziale è spesso complesso. Le compagnie assicurative tendono infatti a minimizzare le conseguenze non immediatamente quantificabili sotto il profilo economico.
Studio3A – Valore S.p.A. assiste le vittime di incidenti stradali, malasanità, infortuni sul lavoro e altri danni alla persona occupandosi di ogni fase della pratica risarcitoria.
Grazie alla collaborazione con:
- medici legali;
- periti;
- avvocati specializzati;
- consulenti tecnici;
Studio3A aiuta il danneggiato a documentare correttamente tutte le conseguenze fisiche, psicologiche ed esistenziali subite.
L’assistenza comprende:
- analisi della documentazione sanitaria;
- ricostruzione del danno;
- trattative con le assicurazioni;
- consulenze medico-legali;
- assistenza giudiziale e stragiudiziale;
- tutela dei familiari delle vittime.
Un supporto professionale qualificato può fare una grande differenza nella corretta valutazione del danno esistenziale e nell’ottenimento di un risarcimento realmente adeguato.
Il danno esistenziale rappresenta oggi una componente fondamentale del risarcimento del danno alla persona. Non riguarda soltanto il dolore fisico o psicologico, ma tutte quelle trasformazioni peggiorative che incidono concretamente sulla qualità della vita della vittima.
Le più recenti pronunce della Corte di Cassazione confermano la necessità di valutare attentamente ogni conseguenza dinamico-relazionale derivante da una lesione fisica.
Per questo motivo è fondamentale affidarsi a professionisti esperti capaci di dimostrare e quantificare correttamente tutte le componenti del danno subito.
Conoscere i propri diritti è il primo passo per ottenere una tutela completa e un risarcimento equo e completo.
Scritto da:
Emanuele Musollini
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Categoria:
Responsabilità CivileCondividi
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