Articolo Pubblicato il 5 novembre, 2019.

Non solo le condizioni e i contratti di lavoro: i rider sono soggetti ad alto rischio anche sul fronte degli incidenti stradali.

Al punto che l’Asaps ha istituito uno dei suoi osservatori ad hoc per monitorare i sinistri che di cui restano vittima i componenti di quest’esercito sempre più numeroso di giovani lavoratori, ma non solo, che operano sulla strada, con utilizzo di biciclette, ciclomotori e motocicli, per il trasporto soprattutto di cibo prenotato attraverso piattaforme digitali: un lavoro che viene svolto per lo più di sera, e quindi in un contesto ancora più pericoloso, acuito da modalità di lavoro che implicano consegne a domicilio sempre più veloci.

 

Il nuovo osservatorio Asaps

Secondo l’osservatorio “Incidenti Rider Food Delivery”, nel 2018 i decessi di rider a causa di incidente son stati tre:

  • uno a Bari, costato la vita a un 19enne italiano a bordo di motociclo scontratosi con una auto il cui conducente è stato indagato per omicidio stradale;
  • uno a Pisa dove un 30enne italiano a bordo sempre di un motociclo si è schiantato autonomamente contro un palo della luce;
  • uno a Verona, nel quale ha perso la vita un 28enne italiano che si è scontrato in motociclo contro una macchina.

Ma sono stati numerosi anche gli incidenti con lesioni gravissime: nel maggio 2018, è stata amputata una gamba a un 28enne italiano dopo uno scontro con un tram, e nel Veneziano un 23enne italiano è finito in prognosi riservato.

 

Un 2019 “nero”

Ma è andata ancora peggio nel 2019, anno in cui questo lavoro ha trovato finalmente il riconoscimento di maggiori tutele (assicurative contro gli infortuni, pagamenti di indennità notturna, festiva e di maltempo etc) con l’approvazione e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 2 novembre 2019 della legge nr. 128/2019 di conversione del decreto-legge nr. 101/2019 “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”.

Il nuovo osservatorio ha contato dal primo gennaio al 25 ottobre 2019 4 incidenti con decesso di un rider, sei con prognosi riservata e 15 con ferite serie.

Tutti i rider che hanno perso la vita guidavano un motociclo: in un caso (a Bellaria, a febbraio, un 21enne è deceduto mentre stava consegnando una pizza) la causa potrebbe essere quella di un malore durante il lavoro.

Ma le altre tre morti sono da ascrivere esclusivamente a traumi della strada: a Bologna un 51enne italiano si è scontrato con una Volante della Polizia, a Salerno un 24enne italiano, dopo aver investito una anziana ha perso il controllo dello scooter), a Messina un 28enne italiano si è schiantato contro un mezzo di servizio comunale che effettuava la pulizia stradale.

Per quanto riguarda gli incidenti con feriti gravi tra i rider, 2 sono successi a Milano (a un 43enne e a un 44enne), altri due a Napoli nello stesso incidente (un minorenne 17enne e un 18enne), uno a Pescara (con un 18enne che ha riportato la rottura della milza dopo uno schianto contro un’auto) e uno a Roma, dove un 23enne italiano è stato travolto da un pirata della strada, subendo l’asportazione della milza e la rottura di 4 costole.

 

Milano la città più esposta

La città in cui si è evidenziato il maggior numero di sinistri con rider che consegnano cibo a domicilio è Milano, con 12 sinistri stradali, dove peraltro nelle scorse settimane è iniziata una indagine da parte della Procura della Repubblica sulle condizioni di lavoro e sul rispetto delle norme sulla sicurezza.

Sul totale di 25 sinistri gravi monitorati, in 16 casi il rider guidava un motociclo, negli altri 9 una bicicletta. In 20 casi si è trattato di lavoratori italiani, in 5 di lavoratori stranieri.

Numeri che impongono una profonda riflessione e ulteriori interventi a salvaguardia di questa categoria di lavoratori.