E’ responsabile il medico se, di fronte a sintomi generici, non prescrive esami diagnostici e non esegue degli accertamenti più approfonditi. E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, III Sezione Civile, nella rilevante ordinanza n. 30999/2018 nella quale ha condannato un sanitario che, pur avendo compreso che il paziente aveva problemi neurologici, non era intervenuto tempestivamente rinviando gli esami.

Non è certo questo il primo caso giurisprudenziale di responsabilità medica da errata diagnosi ma la particolarità sta nel fatto che in questa circostanza la Corte ha ritenuto “colposa” la condotta del medico che dinanzi a sintomi “generici” riferiti dal paziente, invece di approfondire con ulteriori esami, ha optato per una sola tra le molteplici diagnosi, determinandone il decesso.

La vicenda. La vittima il 12 giugno 2001 si era presentato presso la Asl a seguito di uno svenimento e gli era stata prescritta una visita cardiologica e il controllo della pressione sanguigna. Il malato si era poi ripresentato presso la struttura sanitaria il 18 giugno, su indicazione del medico curante, ed era stato rimandato a casa con prescrizione di alcuni farmaci. Solo il 2 luglio, quando il paziente era stato colto da una emiparesi sinistra, l’Unità sanitaria aveva predisposto una tac dalla quale era emersa la rottura di un aneurisma con conseguente ematoma. Immediatamente era stato eseguito un intervento di clippaggio per bloccare la fuoriuscita di sangue, ma a seguito di complicazioni il paziente era deceduto il successivo 28 agosto.

La Cassazione ha accolto le richieste di risarcimento dei parenti perché, se i medici si fossero mossi in tempo e avessero effettuato la Tac con ragionevole anticipo, si sarebbe effettuato un intervento ben diverso che avrebbe potuto evitare la rottura dell’aneurisma e il successivo decesso.

Di qui il principio di diritto pronunciato dagli Ermellini, secondo cui “tiene una condotta colposa il medico che, dinanzi a sintomi aspecifici non prenda scrupolosamente in considerazione tutti i loro possibili significati, ma senza alcun approfondimento si limiti a far propria una sola tra le molteplici e non implausibili diagnosi”.