Articolo Pubblicato il 28 settembre, 2018 alle 20:16.

Se il 2017 è stato un anno nero sul fronte degli incidenti sul lavoro, il 2018 sta andando ancora peggio. L’Inail ha pubblicato i dati relativi ai primi otto mesi dell’anno e sono sempre più allarmanti.

Tra gennaio e agosto del 2018 i casi di infortunio denunciati all’Istituto sono stati 419.400, in diminuzione (appena) dello 0,6% rispetto all’analogo periodo del 2017. I dati rilevati al 31 agosto hanno evidenziato, a livello nazionale, una diminuzione sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 360.344 a 358.515 (-0,5%), sia di quelli in itinere, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, scesi da 61.625 a 60.885 (-1,2%). Nei primi otto mesi di quest’anno si è registrato un decremento dello 0,6% nella gestione Industria e servizi (da 333.736 a 331.802 casi) e del 2,9% in Agricoltura (da 22.292 a 21.651), mentre il dato del Conto Stato è rimasto sostanzialmente stabile (da 65.941 a 65.947). L’analisi territoriale evidenzia un decremento delle denunce di infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (-0,1%), al Centro (-2,3%) e nelle Isole (-2,9%), un lieve aumento nel Nord-Est (+0,2%) e una sostanziale stabilità al Sud. Tra le regioni con i maggiori decrementi si segnalano la Provincia autonoma di Trento (-8,7%), la Sardegna (-3,8%) e l’Abruzzo (-3,5%), mentre gli incrementi maggiori sono quelli rilevati in Friuli Venezia Giulia (+4,0%), nella Provincia autonoma di Bolzano (+2,9%) e in Molise (+2,5%). Il decremento rilevato nel confronto tra i primi otto mesi del 2017 e del 2018 è legato soprattutto alla componente femminile, che registra un calo dell’1,4% (da 150.241 a 148.067), rispetto al -0,1% di quella maschile (da 271.728 a 271.333). La diminuzione ha interessato gli infortuni dei lavoratori italiani (-1,8%) e di quelli comunitari (-0,7%). Per i lavoratori extracomunitari, invece, l’aumento è stato del 7,9%. Dall’analisi per classi d’età, infine, emergono decrementi per i lavoratori tra i 30-44 anni (-4,3%) e tra i 45-59 anni (-1,6%). Viceversa, i lavoratori fino a 29 anni e quelli della fascia compresa tra i 60 e i 69 anni registrano un aumento pari, rispettivamente, al +3,5% e al +5,4%.

Per contro però le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail nei primi otto mesi del 2018 sono state 713, 31 in più rispetto alle 682 dell’analogo periodo del 2017 (+4,5%). Un aumento che l’Inail associa all’elevato numero di decessi avvenuti nel mese di agosto di quest’anno rispetto all’agosto 2017 (92 contro 51), alcuni dei quali causati da incidenti “plurimi”, ovvero quelli che causano contemporaneamente la morte di due o più lavoratori.  Nel confronto di periodo dei primi otto mesi, nel 2018 si sono verificati 15 incidenti plurimi che sono costati la vita a 60 lavoratori, rispetto agli 11 del 2017, quando le morti furono 34. Nell’agosto di quest’anno, in particolare, si è contato lo stesso numero di vittime (34) in incidenti plurimi dell’intero periodo gennaio-agosto 2017. Tra gli eventi più tragici del mese scorso si ricordano il crollo del ponte Morandi a Genova e gli incidenti stradali avvenuti in Puglia, che hanno provocato la morte di braccianti stranieri a Lesina e Foggia. Ciò non toglie tuttavia che il bilancio sia pesantissimo.

I dati rilevati al 31 agosto evidenziano, a livello nazionale, un incremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, che sono passati da 491 a 498 (+1,4%), sia di quelli occorsi in itinere, in aumento del 12,6% (da 191 a 215). Nei primi otto mesi di quest’anno si è registrato un incremento di 43 casi mortali (da 574 a 617) nella gestione Industria e servizi, mentre in Agricoltura i decessi denunciati sono stati due in meno (da 88 a 86) e nel Conto Stato 10 in meno (da 20 a 10). L’analisi territoriale evidenzia un incremento di 32 casi mortali nel Nord-Ovest (da 163 a 195), di 11 decessi al Sud (da 140 a 151) e di tre casi nel Nord-Est (da 179 a 182). Diminuzioni si riscontrano, invece, al Centro (da 138 a 129) e nelle Isole (da 62 a 56). A livello regionale spiccano i 20 casi in più del Veneto (da 62 a 82) e i 15 in più della Lombardia (da 82 a 97). Cali significativi si registrano, invece, nelle Marche (da 28 a 12) e in Abruzzo (da 32 a 18). L’aumento rilevato nel confronto tra i primi otto mesi del 2017 e del 2018 è legato prevalentemente alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono stati 28 in più (da 615 a 643), mentre quella femminile ha registrato tre decessi in più (da 67 a 70). L’incremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (da 574 a 589), sia quelle dei lavoratori extracomunitari (da 74 a 88) e comunitari (da 34 a 36).  Dall’analisi per classi di età emerge come quasi una morte su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni, con un incremento tra i due periodi di 45 casi (da 289 a 334). In aumento anche le denunce che hanno riguardato gli under 34 (da 113 a 132) e gli over 65 (da 49 a 52). In calo, invece, le morti dei lavoratori tra i 35 e i 49 anni (da 231 a 195).

Infine, dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, in controtendenza rispetto al costante aumento degli anni precedenti, nei primi otto mesi di quest’anno sono tornate ad aumentare anche le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail. Al 31 agosto scorso, l’incremento si è attestato al +2,3% (pari a 901 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2017, da 39.318 a 40.219). Si tratta della variazione più bassa registrata quest’anno: a gennaio, infatti, l’aumento registrato era stato pari al +14,8%, a febbraio al +10,3%, a marzo al +5,8%, ad aprile al +5,5%, a maggio al +3,1%, a giugno al +2,5% e a luglio al +3,5%. La crescita ha interessato l’Industria e servizi, le cui denunce di malattia professionale sono aumentate dell’1,5% (da 31.170 a 31.628), e l’Agricoltura, con un incremento del 5,8% (da 7.679 a 8.122), mentre il Conto Stato è risultato stabile con 469 casi denunciati in entrambi i periodi. L’analisi territoriale evidenzia incrementi delle tecnopatie denunciate al Centro (+546), dove si concentra oltre un terzo del totale dei casi protocollati dall’Istituto, al Sud (+473 casi), dove i casi denunciati sono quasi un quarto del totale, e nel Nord-Ovest (+138). In calo, invece, il dato del Nord-Est (-141) e delle Isole (-115). In ottica di genere si rilevano 920 denunce in più per i lavoratori (da 28.532 a 29.452, pari al +3,2%) e 19 in meno per le lavoratrici (da 10.786 a 10.767, per una diminuzione dello 0,2%). L’incremento ha interessato le denunce dei lavoratori italiani, passate da 36.771 a 37.654 (+2,4%) e quelle dei lavoratori comunitari, da 726 a 839 (+15,6%). Le denunce dei lavoratori extracomunitari sono invece diminuite del 5,2% (da 1.821 a 1.726). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (24.373 casi), con quelle del sistema nervoso (4.666) e dell’orecchio (3.087), nei primi otto mesi di quest’anno hanno continuato a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate e sono pari all’80% del totale. Seguono le denunce di patologie del sistema respiratorio (1.799) e dei tumori (1.599).