Articolo Pubblicato il 12 aprile, 2017 alle 10:29.

Un’autentica strage. In occasione del convegno “Ti Voglio Bene: la sicurezza stradale cresce… con noi”, in programma il 12 aprile 2017, al Salone della Giustizia di Roma, l’Asaps, Associazione Sostenitori e Amici della Polizia di Stato, ha diffuso i dati choc sulla mortalità dei pedoni.

Negli ultimi 15 anni, dal 2001 al 2015, sulle strade italiane sono morti 10.940 pedoni (il 60% maschi) e 291.044 sono rimasti feriti, con una media di 729 decessi e 19.403 feriti l’anno, ossia due morti al giorno e 53 ingressi giornalieri nei pronti soccorso degli ospedali italiani.

L’anno horribilis è stato il 2002 con 1.226 pedoni morti sulle strade. Poi un lento miglioramento: l’anno “migliore” con 551 decessi è stato il 2013. Nel 2015, però – il peggiore degli ultimi 5 anni -, le vittime mortali tra i pedoni, 602, sono riprese a salire, con una crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento delle vittime totali della strada dell’1,4%. Per i pedoni, peraltro, il 2015 è il secondo anno consecutivo di crescita dei decessi, perché già nel 2014 si era segnalato un aumento del 4,9% sul 2013. Dal 2001 al 2015 le vittime della strada sono diminuite del 51,4%, quelle fra i pedoni di un più modesto 41,6%. Nel 2001 i pedoni morti sul totale dei decessi a causa di incidenti stradali corrispondevano al 14,5%, nel 2015 la percentuale è salita al 17,6%. Ancora, nel 2016 su 115 morti in incidenti causati da pirati della strada, secondo il report Asaps, i pedoni sono stati 54, il 47%: nel 2015 su 146 morti da pirateria i pedoni furono addirittura 76, il 52%.

Il quadro complessivo della sinistrosità che coinvolge gli utenti più deboli della strada dimostra che il percorso per elevare i margini di sicurezza per questa categoria è ancora complesso. Con una popolazione che invecchia costantemente, pedoni sempre più lenti negli attraversamenti e sempre meno percettivi delle situazioni di rischio emergente, peraltro, la criticità di questo versante della sicurezza stradale sarà sempre più marcata.

Secondo l’Asaps, serve dunque uno sforzo corale di amministratori, agenzie di comunicazione e formazione e utenti della strada. Il che significa, ad esempio, interventi sulle strutture stradali a cominciare dalla segnaletica, in particolare quella orizzontale con zebre sempre più scolorite e visivamente vaghe, dall’illuminazione, quasi sempre o inesistente o insufficiente, e da più efficaci e moderni sistemi di allertamento all’approssimarsi dei passaggi pedonali. Ma urgono anche una maggiore sensibilizzazione, prevenzione e adeguati provvedimenti sanzionatori rispetto a comportamenti di guida letali, dalla velocità inadeguata all’uso del cellulare, ormai diventato una delle prime cause di incidenti.