I numeri sulla pirateria stradale relativi al 2018 avevano fatto sperare in una graduale regressione del fenomeno, ma i primi mesi del 2019 hanno ricondotto all’amara realtà: questa piaga è ancora lontana dall’essere sradicata.

Casi di pirateria stradale in calo nel 2018

Secondo l’apposito Osservatorio dell’Asaps, nello scorso anno, il 2018, si sono verificati oltre mille – per la precisione 1.005 – episodi di pirateria grave, quelli cioè in cui delle persone sono decedute o hanno riportato traumi e lesioni di una certa gravità.

Il numero risulta in diminuzione rispetto al 2017, quando questi incidenti furono 1.113: dunque, 108 fughe in meno, percentualmente -9,7%.

Parallelamente, nel 2018 si sono registrati anche 7 decessi in meno rispetto all’anno precedente, 111 contro 118 (-5,9%), e sono risultati in diminuzione anche i feriti, 1.136, contro i 1.256 del 2017, pari al -9,5%.

 

Quasi un pirata su due riesce a farla franca

Purtroppo, un pirata su due riesce a farla franca: l’autore infatti è stato identificato solo nel 50,2% dei casi, anche se nelle piraterie mortali la percentuale sale al 60,6%, e se non si può ancora disporre dei dati relativi a eventuali identificazioni che avvengano a distanza di mesi dal fatto: sovente in queste circostanze le indagini delle forze dell’ordine sono lunghe e laboriose.

Nel 19,7% delle piraterie mortali, poi, il pirata identificato a distanza di poco tempo è risultato positivo all’alcol o alla droga o entrambe.

Nel 16,6% delle fughe dopo l’incidente il pirata identificato è risultato essere straniero.

Quanto alle vittime, i più esposti risultano, al solito, gli utenti deboli della strada: 63 erano pedoni (uno in più del 2017), 21 i ciclisti (4 in meno). In 123 episodi, infine, è rimasto coinvolto un minore e in ben 60 sinistro il ragazzo coinvolto aveva meno di 14 anni.

 

L’inversione di tendenza del 2019

Questa tendenza in discreto calo, tuttavia, nel 2019 pare essersi bruscamente arrestata: in questo primo scampolo d’anno, infatti, le fughe hanno già raggiunto quota 94, le persone decedute sono 13 (di cui 9 pedoni e 2 ciclisti) e i feriti 110.

Nonostante le pene severe che sono state introdotte – la condanna per chi scappa dopo un incidente mortale o con feriti non può scendere sotto, rispettivamente, i cinque e tre anni -, troppo spesso prevale la paura di essere colti in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, di vedersi ritirare la patente e di essere scoperti senza assicurazione.