Articolo Pubblicato il 5 maggio, 2016 alle 11:57.

Per le cause degli incidenti stradali rischiano tutti. Vanno bene le responsabilità dei conducenti ma attenzione anche a chi deve garantire la sicurezza dell’arteria di percorrenza. E parliamo di Stato, Regioni e Comuni. E’ il succo della circolare inviata dal Ministero dell’Interno a Prefetture, Questure, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza dopo il via libera alla legge sull’omicidio stradale, entrata in vigore il 25 marzo 2016. Non sono esenti le case costruttrici, che hanno l’obbligo di garantire un mezzo affidabile. Il Codice, infatti, parla pure di tutela della sicurezza come la cura e la costruzione delle strade e di veicoli. Sino al recente passato mancavano i presupposti legali per contestare questo o quell’altro ente. Oggi le cose sono cambiate.

In un sinistro, ci possono essere molti altri fattori che incidono: la velocità, le distrazioni, l’imprudenza di chi è alla guida o in sella a una moto o uno scooter. Non solo, però, perché chi gestisce la strada ha l’obbligo di garantire la massima efficienza: in una parola, la manutenzione. Troppo spesso si realizzano nuove strisce d’asfalto ma scarseggiano il rifacimento del manto, ci sono buche, voragini, i cartelli sono approssimativi, sono assenti o non sono a norma i guardrail che avrebbero potuto salvare una vita ed evitare a un veicolo di finire fuori carreggiata. Tutti questi aspetti non sono considerati secondari. Anzi, al contrario, sono visti di primaria importanza. Nessuno, dunque, è esente da colpe e per evitare di incorrere nell’accusa di omicidio, deve ridurre le carenze.