Mercoledì 27 febbraio 2019 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, ha approvato un Disegno di Legge delega al Governo per ma modifica del decreto legislativo n. 285 del 30 aprile 1992, ossia il “Nuovo Codice della strada”.

L’obiettivo generale del provvedimento, come è stato chiarito in un comunicato diffuso dopo la seduta, è quello di garantire una maggiore sicurezza stradale, con particolare riferimento all’utenza cosiddetta “debole”, semplificare gli adempimenti per le persone disabili, razionalizzare e rendere più efficace la disciplina sanzionatoria.

 

Tutela speciale per i ciclisti

Le nuove norme conterranno quindi una serie di azioni per tutelare pedoni e soprattutto ciclisti: è previsto anche di adottare una serie di criteri “per la progettazione e la costruzione di infrastrutture stradali e di arredi urbani finalizzati alla sicurezza» di chi utilizza le due ruote.

E c’è anche la volontà di consentire alle bici di circolare contromano nei centri abitati dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari.  Inoltre, i ciclisti avranno la precedenza rispetto ai mezzi a motore sia agli stop che ai semafori e potranno circolare anche sulle corsie preferenziali riservate agli autobus e ai taxi.

Per inciso, la riforma si occuperà anche di skate, hoverboard e monopattini, che per la prima volta saranno inseriti come mezzi di trasporto nel codice della strada.

 

Sanzioni più severe

Per chi mette a rischio l’incolumità soprattutto di bambini e anziani, scatteranno multe più severe: al riguardo, ad esempio, saranno “blindate” le sanzioni elevate per il tramite dei telelaser che non tutti i giudici di pace riconoscono valide.

Contestarle, insomma, sarà molto più duro se non impossibile. Confermato poi, per quanto riguarda gli automobilisti e conducenti dei veicoli in genere, il giro di vite sull’uso dello smartphone alla guida e anche il divieto di fumare in auto, quanto meno in caso di presenza di bambini.

Ma torna la proposta dei 150 in autostrada

Ma a far maggiormente discutere è un “ritorno” di fiamma, parso a molto in totale contraddizione con i condivisi provvedimenti per la sicurezza: il nuovo codice, infatti, porterà a imporranti cambiamenti anche sul fronte dei limiti di velocità.

In special modo per quanto riguarda quelli in autostrada, che verrebbero alzati da 130 a 150 km/h nel caso di arterie autostradali a tre corsie.