Articolo Pubblicato il 14 luglio, 2016 alle 11:54.

Più che un elenco sembra un bollettino di guerra. Neanche metà estate 2016, il titolo è sempre lo stesso, cambia solo l’anno, come le varie edizioni dei cinepanettoni “Vacanze di Natale” negli anni Ottanta e Novanta: i guardrail killer.

Non passa giorno in cui le notizie di cronaca non riportino il decesso di un motociclista dopo aver urtato contro questo tipo di protezioni, spesso divenute trappole per i malcapitati. Se ne sono registrati in tutta Italia, a decine: dal centauro schiantatosi a Cagliari con la fidanzata in condizioni gravi alla donna in sella a uno scooter con il marito vicino al Ponte della Libertà a Venezia e, dopo aver perso aderenza sulla rotaia del tram, è finita contro i guardrail, morendo all’istante. Di più, un 44enne morto a Firenze, una 34enne ad Arco (Trento), un 32enne nel Trevigiano, un 41enne nel Torinese. E si potrebbe continuare, senza dimenticare i tanti che hanno rischiato l’osso del collo, rimanendo feriti in modo grave. In Parlamento c’è una proposta di legge, firmata dall’onorevole veneziano Emanuele Prataviera (gruppo Misto), per cercare di abbattere il numero d’incidenti mortali dovuti proprio ai guardrail. Una proposta ben accolta e sostenuta dallo Studio 3A, da tempo protagonista di questa battaglia a favore della sicurezza delle nostre arterie.