Articolo Pubblicato il 15 novembre, 2016 alle 15:23.

Dopo quindici anni di trend in diminuzione, sia pure lieve e insufficiente, nel 2015 sono tornate ad aumentare le vittime della strada. E’ la risultanza più rilevante, e inquietante, dei dati definitivi e ufficiali appena resi noti dall’Istat sugli incidenti stradali successi lo scorso anno.

Nel 2015 si sono verificati in Italia 174.539 sinistri con lesioni a persone, che hanno provocato 3.428 vittime (morti entro il 30. giorno) e 246.920 feriti. Per la prima volta dal 2001 aumentano le vittime della strada (+1,4% sull’anno precedente) mentre si confermano in (leggero) calo gli incidenti (-1,4% rispetto al 2014) e i feriti (-1,7%).

Il 2015, più in generale, è stato segnato da un aumento delle vittime di incidenti stradali anche nell’Unione Europea a 28 Paesi (1,6% in più del 2014): complessivamente, sono state 26.311 contro le 25.896 del 2014. Nel confronto fra il 2015 e il 2010 (anno di benchmark della strategia europea per la sicurezza stradale), i decessi si sono ridotti del 16,7% a livello europeo, come in Italia. Ogni milione di abitanti si contano 52 morti per incidente stradale nella Ue28 e 56 nel nostro Paese, che si colloca al 14° posto di questa poco edificante graduatoria europea, dietro Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.

Anche i feriti gravi risultano in aumento nel 2015: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati quasi 16 mila contro i 15 mila del 2014 (+6,4%).

A pesare sul dato italiano hanno contribuito gli aumenti di mortalità registrati su autostrade e raccordi (+6,3%) e strade extraurbane (+2,0%); in lieve diminuzione, invece, la mortalità su strade urbane (-0,2%). Fanno eccezione i grandi comuni, per i quali, nel complesso, il numero di morti nell’abitato aumenta dell’8,6%.

L’incremento delle vittime di incidenti stradali registrato nel 2015 ha riguardato in particolar modo i motociclisti (773, +9,8%) e i pedoni (602, +4,1%). Risultano in calo, invece, gli automobilisti deceduti (1.468, -1,5% ) così come i ciclomotoristi (105, -6,3%) e i ciclisti (251, -8,1%).

Tra i comportamenti errati più frequenti, sono da segnalare la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto della distanza di sicurezza (nel complesso il 38,9% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida.

Una delle ragioni addotte dall’Istat per questa allarmante inversione di tendenza è costituita dalla ripresa della mobilità dopo la crisi: le immatricolazioni di autovetture nel 2015 sono aumentate del 15% rispetto all’anno precedente e le le percorrenze autostradali del 3,6%, con oltre 79 miliardi di km percorsi. Dati che però non bastano a giustificare questo incremento delle vittime della strada e questo autentico bollettino di guerra, che impone interventi e misure ancora più urgenti da parte delle istituzioni preposte.