Articolo Pubblicato il 19 agosto, 2016 alle 10:57.

Pirati della strada in aumento. Nonostante ci sia una legge sull’omicidio stradale. Il dato relativo ai primi tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, ovvero il 25 marzo 2016, arriva dall’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale (Asaps), che da tempo chiede un inasprimento delle pene per chi guida ubriaco o drogato, uccide e poi addirittura fugge.

I numeri del primo semestre 2016 dicono che gli episodi gravi di pirateria stradale, con omissione di soccorso negli incidenti con feriti o morti, sono stati 556contro i 484 dello stesso periodo dell’anno precedente, che equivalgono a 72 in più, in crescita del 14,9 per cento. I feriti sono stati 664, cioè 89 in più rispetto ai 575 ingressi al pronto soccorso dello scorso anno. In questo caso l’aumento è stato del 15,4 per cento.

Dati migliori per la mortalità. Le vittime dei pirati della strada nei primi sei mesi del 2016 secondo il report dell’Asaps sono stati 52 in questo caso in diminuzione di 9 rispetto ai 61 lenzuoli bianchi stesi nel 2015 e un calo del 14,7 per cento.

Il confronto ristretto ai tre mesi dall’entrata in vigore della legge sull’omicidio stradale, togliendo i sette giorni dal 25 marzo al 31 marzo, raccontano una situazione diversa. Nei tre mesi di aprile, maggio e giugno 2016 gli episodi gravi sono stati 294, contro i 245 dello stesso trimestre del 2015. 49 incidenti in più e un incremento del 20 per cento. I feriti sono stati nello stesso trimestre 366, mentre nel 2015 erano stati 313, più 16,9 per cento. Ma è sui decessi che il dato si fa deludente in quanto le persone uccise da pirati della strada nel trimestre sono state 33, esattamente lo stesso numero del 2015. In sostanza nel trimestre della nuova legge, è stato vanificato il vantaggio dei mesi precedenti, anche se la situazione delle piraterie mortali non è peggiorata. Colpisce il fatto che ad aprile si fosse contato un decesso in meno, a maggio sei in meno, poi giugno ha fatto segnare un’inaspettata impennata con 16 morti provocati  da pirati della strada contro i 9 del 2015.

Le piraterie legate al consumo di alcolici o stupefacenti sono state leggermente meno. Il 15,2 per cento nel primo semestre 2016 (ma 24,1 per cento nelle sole piraterie mortali) e il 17,9 per cento nel 2015. Nel 19,7 per cento degli episodi il protagonista dell’omissione di soccorso è stato uno straniero, mentre nel 7,3 per cento lo stesso ne è stato una vittima. Fra le 52 vittime del primo semestre 20 erano pedoni e 8 i ciclisti.

La distribuzione degli episodi di pirateria fra le regioni ci segnala 59 omissioni di soccorso gravi nel Veneto, 58 sia in Lombardia che nel Lazio, 51 in Toscana, 50 in Campania, 49 in Emilia Romagna, 39 in Sicilia, 37 in Puglia, 35 in Liguria. Certo il dato del semestre non è incoraggiante e il secondo trimestre non ha certo migliorato la situazione, ma possiamo dire che non c’è stata quella sequela di omicidi e fughe che qualcuno adombrava. Solo alla fine del 2016 e al giro di boa del primo anno della legge, potremo farci un’idea più chiara dell’andamento della pirateria stradale, e ancor di più ci faremo un’idea dell’andamento dell’incidentalità in generale, anche se non era pensabile che la legge sull’omicidio stradale (ancora poco conosciuta e con qualche non indifferente difetto costruttivo) potesse incidere sul dato generale della sinistrosità. Ma inciderà su quello della giustizia. Per incidere positivamente sulla sinistrosità grave servono controlli sulle strade con un “ritorno” di un numero adeguato di agenti in divisa sulle strade, anche di notte, per intercettare ubriachezze, per contestare le violazioni sull’uso del cellulare alla guida, sul mancato uso delle cinture, sulla violazione dei tempi di guida e dei salti di riposo per i conducenti di veicoli pesanti e pullman.

Diversamente il trend positivo diventerà un ricordo e l’obiettivo meno 50 delle vittime fra il 2011 e il 2020 sarà sicuramente fallito.