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Perdere un genitore a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale significa affrontare non solo un dolore enorme, ma anche difficoltà economiche che possono compromettere il percorso scolastico e universitario dei figli. Per questo motivo è diventata operativa una nuova misura di sostegno economico introdotta dallo Stato, che prevede l’erogazione di borse di studio Inail dedicate agli studenti superstiti di lavoratori deceduti per cause lavorative.

L’obiettivo è garantire la continuità degli studi e offrire ai giovani colpiti da una tragedia familiare un aiuto concreto per costruire il proprio futuro, senza che le difficoltà economiche diventino un ostacolo alla formazione.

Una nuova tutela prevista dal Decreto Sicurezza

La misura è stata introdotta dal Decreto-Legge n. 159/2025, nell’ambito del cosiddetto Decreto Sicurezza, e trova applicazione attraverso la Circolare Inail n. 31 del 2026, che ne disciplina requisiti, modalità di accesso e importi.

Lo stanziamento previsto ammonta a 26 milioni di euro ogni anno, risorse che si aggiungono alle prestazioni economiche già riconosciute dall’Inail ai familiari delle vittime di infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Si tratta quindi di un sostegno ulteriore, pensato esclusivamente per favorire il diritto allo studio dei figli superstiti.

 

Chi può ottenere la borsa di studio Inail

Le borse di studio sono destinate ai figli superstiti di lavoratori deceduti per infortunio sul lavoro o malattia professionale, già titolari della rendita Inail prevista dall’articolo 85 del Testo Unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro.

Il beneficio è riconosciuto:

  • fino ai 18 anni di età;
  • fino ai 21 anni per chi frequenta una scuola secondaria o un percorso di formazione professionale;
  • fino ai 26 anni per gli studenti universitari.

Nel caso di figli riconosciuti inabili al lavoro, il diritto può proseguire anche oltre tali limiti, purché permangano i requisiti previsti dalla normativa e nei limiti della durata legale del percorso di studi.

 

A quanto ammonta la borsa di studio

L’importo del contributo varia in base al livello di istruzione frequentato ed è riconosciuto agli studenti che concludono positivamente l’anno scolastico o accademico.

Gli importi annuali previsti sono:

  • 3.000 euro per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado;
  • 5.000 euro per la scuola secondaria di secondo grado e i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP);
  • 7.000 euro per università, ITS Academy e istituti AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).

Una delle caratteristiche più importanti della misura è che le somme sono esenti da tassazione e possono essere cumulate con le altre prestazioni economiche già erogate dall’Inail.

Vale anche per chi studia all’estero

Il contributo non riguarda esclusivamente gli studenti iscritti in Italia.

La normativa prevede infatti che possano beneficiare della borsa di studio anche coloro che frequentano università o istituti scolastici situati in altri Paesi dell’Unione Europea oppure all’estero, purché il titolo di studio rilasciato sia riconosciuto valido in Italia.

Si tratta di un aspetto particolarmente importante per le famiglie che scelgono percorsi formativi internazionali.

 

Come presentare la domanda

La richiesta deve essere inoltrata direttamente all’Inail utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Istituto.

La domanda può essere presentata:

  • accedendo all’area riservata MyInail con SPID, CIE o CNS;
  • tramite un patronato, che può assistere gratuitamente nella compilazione e nell’invio della pratica.

Il termine previsto è di 60 giorni dalla conclusione dell’anno scolastico o accademico.

Per chiarimenti è possibile rivolgersi al Contact Center Inail oppure utilizzare il servizio telematico dedicato all’assistenza.

 

Le borse di studio si aggiungono al risarcimento del danno

È importante chiarire che questa misura non sostituisce il risarcimento dei danni spettante ai familiari quando la morte del lavoratore è riconducibile a responsabilità del datore di lavoro o di altri soggetti.

Le borse di studio rappresentano infatti un intervento di welfare pubblico, mentre il risarcimento del danno costituisce un diritto autonomo che può comprendere il danno patrimoniale e il danno non patrimoniale subito dai familiari della vittima.

Per questo motivo, nei casi di infortunio mortale sul lavoro, è fondamentale verificare se, oltre alle prestazioni Inail, esistano i presupposti per ottenere un risarcimento integrale dei danni attraverso un’azione nei confronti dei responsabili.

 

Perché questa misura è importante

Le nuove borse di studio rappresentano un segnale concreto di attenzione verso le famiglie che hanno subito uno dei drammi più gravi in ambito lavorativo. Garantire ai figli delle vittime la possibilità di proseguire gli studi significa offrire loro strumenti reali per costruire il proprio futuro, riducendo il peso delle difficoltà economiche conseguenti alla perdita del genitore.

Chi ritiene di possedere i requisiti previsti dovrebbe verificare attentamente la propria posizione e rispettare le scadenze per la presentazione della domanda, così da non perdere un’opportunità che può accompagnare il percorso formativo fino al conseguimento della laurea.

Scritto da:

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Emanuele Musollini

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Categoria:

Infortuni sul Lavoro

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