Storico riconoscimento per l’Associazione calabrese “Basta Vittime sulla Strada Statale 106”, che è stata insignita del “Good Lobby Awards 2018” dopo essere stata selezionata tra moltissime associazioni ed organizzazioni europee.

Istituito da The Good Lobby – piattaforma di esperti volontari molto nota in Europa che mira a creare partnership per attività d’interesse pubblico, basata sulla condivisione a livello europeo di competenze di alto profilo, a disposizione della società civile -, il riconoscimento, suddiviso in sette categorie, celebra l’impegno democratico di associazioni, singoli individui, gruppi di cittadini o imprese sociali, riconoscendo le iniziative e le azioni innovative che rendono migliori le comunità in termini di democrazia, giustizia sociale e accesso universale ai diritti e che riescono a vincere le difficoltà di un intero continente promuovendo cittadinanza attiva e coesione.

I “Good Lobby Awards” sono, quindi, una celebrazione annuale di progetti, iniziative e campagne guidate da cittadini impegnati a fare pressioni per il cambiamento ma è anche un momento in cui vengono esaltate esperienze, individui provenienti da diversi percorsi di vita e organizzazioni che hanno sostenuto con successo il cambiamento sociale.

Per la categoria “Citizen Lobbyists Award”, The Good Lobby ha dunque premiato l’Associazione di volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, preferendola anche alle altre tre realtà che avevano ricevuto la nomination. È stato quindi premiato “il lavoro e gli sforzi compiuti per il progresso del bene pubblico e per l’impatto sociale del lavoro svolto, l’impegno innovativo e di forte impatto con le autorità locali e nazionali, la collaborazione creativa e la condivisione delle competenze nella società, l’impegno e dedizione eccezionali per l’interesse pubblico che riteniamo giusto riconoscere e premiare”, per citare la motivazione.

La consegna del premio ha avuto luogo il 12 dicembre a Bruxelles, presso il Comitato Economico e Sociale Europeo, nel corso di una solenne cerimonia. Dunque, un traguardo eccezionale per l’Associazione, che non ha scopo di lucro e confida sulle prestazioni personali, spontanee e gratuite dei propri aderenti e di quanti liberamente e gratuitamente perseguono esclusivamente finalità di solidarietà sociale, con un obiettivo primario: fermare la strage sulla strada Statale 106 ionica calabrese, una delle arterie più pericolose d’Italia, e dare conforto e aiutare i familiari delle vittime e le stesse vittime se sopravvissute.

L’associazione promuove l’individuazione, l’elencazione e la conoscenza di massa dei problemi generali e particolari dell’incidentalità stradale e delle sue conseguenze, così come delle soluzioni sperimentate o possibili riguardanti la strada Statale 106 ionica; sensibilizza attraverso l’attuazione di campagne, convegni, manifestazioni e di ogni altra utile iniziativa o attività culturale su qualsiasi tema inerente o collegato con quelli del diritto alla mobilità, della sicurezza sulle strade e della giustizia per vittime e superstiti della SS 106 ionica; supporta i cittadini per la difesa dei loro interessi e l’affermazione dei loro diritti avanti a qualunque ente o autorità nazionale o internazionale senza escludere l’eventualità di costituirsi quale parte civile in procedimenti giudiziari, etc.

Una realtà importantissima che nell’ultimo anno ha proposto iniziative di rilievo assoluto, come la App per informare in tempo reale i cittadini sulle criticità presenti sulla Statale e anche per coinvolgerli direttamente in questo ampio progetto di sicurezza stradale, o il meticoloso studio sull’incidentalità della pericolosa arteria.

«Sono davvero felice – ha commentato Tino Marino, componente del Direttivo dell’Associazione – perché non avrei mai immaginato che in un continente intero, tra 28 stati membri dell’Unione Europea ed una popolazione di 750 milioni di abitanti, potesse vincere un’Associazione calabrese. Questo significa che evidentemente c’è qualcosa di buono e che merita anche in Calabria ed è per certi versi paradossale che ciò sia riconosciuto al di fuori della nostra regione. Inoltre vorrei far notare che tra migliaia di associazioni che hanno partecipato e che operano in ogni ambito (clima, diritti umani, accoglienza, ecc.), viene premiata una realtà che difende il diritto alla mobilità: un pilastro fondante dell’Unione Europea».

«Questo premio non è solo nostro – ha aggiunto Fabio Pugliese, presidente dell’Associazione – ma vorrei condividerlo con le Istituzioni e con quanti le rappresentano che in questi anni, insieme a moltissimi cittadini, a diversi politici, all’Anas Spa e a chi la rappresenta ad ogni livello ci hanno permesso di cambiare molte cose. Questo premio è anche delle scuole, dirigenti, professori, ecc. che ci hanno permesso di realizzare azioni molto importanti per la sicurezza stradale. Infine, questo premio è soprattutto degli imprenditori: quelli che ci sostengono e ci permettono di promuovere  molte iniziative».

«Vorrei dedicare questo premio – conclude Pugliese – a nome dell’intera Associazione ai Familiari, ai parenti ed agli amici tutti di Barbaro Borrello, una donna di 57 anni, l’ultima vittima della S.S.106 che proprio ieri ci ha lasciati dopo giorni di agonia nell’ospedale di Catanzaro dove lavorava come operatrice socio-sanitaria nel reparto di Chirurgia ed era apprezzata e stimata da tutti e, tramite lei, dedico questo premio, anche a nome dell’intera Associazione, a tutte le vittime della S.S.106 ed alle loro Famiglie. Non è retorica questa dedica, perché noi sappiamo bene qual è il loro dolore e siamo consapevoli che per tutte queste famiglie, tra pochi giorni, non ci sarà nessuna festa di Natale. A loro quindi il nostro pensiero e la dedica sincera di questo premio».

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal dott. Ermes Trovò, Presidente di Studio 3A, che collabora da tempo con Basta Vittime e che la sostiene nel perseguimento dei suoi obiettivi, mettendo a disposizione le sue competenze e professionalità per rendere giustizia e far valere i diritti delle vittime e dei loro congiunti, soprattutto nei numerosi casi di sinistri legati alle pessime condizioni della “strada della morte”.