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Oggi in Tribunale a Modena udienza preliminare del procedimento penale per l’infortunio costato la vita all’operaia 40enne di Bastiglia, con imputati il titolare della ditta e il nipote oltre all’azienda: rinvio al 13 ottobre per consentire di chiudere la questione risarcitoria

Ammesse tutte le costituzioni di parte civile, anche quella nei confronti dell’azienda, quest’oggi, giovedì 16 giugno 2022, in tribunale a Modena, all’udienza preliminare del processo per la tragica morte bianca di Laila El Harim, l’operaia quarantenne di origine marocchina, ma in Italia da oltre vent’anni, residente a Bastiglia, rimasta incastrata e schiacciata in una fustellatrice alla Bombonette di Camposanto, grossa azienda attiva nel settore packaging: l’ennesimo, tragico infortunio mortale sul lavoro, accaduto il 3 agosto 2021, ha avuto vasta eco, la donna è stata ricordata dalle più alte cariche dello Stato e il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha avviato anche un’indagine ministeriale parallela all’inchiesta dell’autorità giudiziaria.

A conclusione delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura modenese già titolare del procedimento penale, la dott.ssa Maria Angela Sighicelli, uno dei suoi ultimi atti prima di andare in pensione, ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ipotesi di reato di omicidio colposo con l’aggravante di essere stato commesso con la violazione delle norme antinfortunistiche per Fiano Setti, 86 anni, di Camposanto, fondatore e legale rappresentante della ditta nonché datore di lavoro, e Jacopo Setti, 31 anni, di Finale Emilia, in qualità di delegato alla Sicurezza, e anche per la Bombonette srl in quanto soggetto giuridico. Ai due imprenditori il Sostituto procuratore ha contestato gravissime violazioni: in sintesi, di non aver minimamente considerato il rischio di contatto dei lavoratori con gli organi in movimento durante l’uso delle fustellatrici; di più, per un risparmio sui tempi di lavorazione, e quindi per trarne profitto, di aver fatto installare nel macchinario, al posto della prevista protezione statica fissa, dei “pareggiatori” regolabili manualmente, consentendone così l’avvio anche in presenza di un operatore al suo interno; di non aver fatto seguire alla dipendente il corso di formazione di legge non addestrandola all’utilizzo di quella macchina così pericolosa. 

Riscontrando la richiesta, il Gup del Tribunale, dott.ssa Barbara Malvasi, ha appunto fissato l’udienza preliminare per oggi, nel corso della quale si sono affrontate le questioni preliminari relative alle costituzioni di parte civile. Il giudice ha accolto tutte le richieste al riguardo dell’avv. Dario Eugeni, del Foro di Bologna, che assiste i genitori e i fratelli della vittima unitamente a Studio3A-Valore Spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui tutta la famiglia di origine di Laila si è rivolta attraverso la consulente legale Sara Donati. E’ stata ammessa e confermata la costituzione di parte civile sia nei confronti dei due imputati sia quella, che è stata a lungo oggetto di discussione, nei confronti di Bombonette, il che darà più forza all’azione di Studio3A. Autorizzata anche la citazione da parte dell’avv. Eugeni, che procederà entro il 30 giugno, del responsabile civile, ossia la compagnia di assicurazione dell’impresa, Allianz.

Per consentire ai legali degli imputati di esaminare gli atti di costituzione dei familiari e le relative istanze il giudice ha quindi concesso un rinvio di alcuni mesi, aggiornando l’udienza preliminare al 13 ottobre 2022: in quella sede il nuovo Pubblico Ministero assegnatario del fascicolo formulerà le sue richieste di condanna ed è questo che più preme ai genitori e ai fratelli, una famiglia unita che chiede innanzitutto che sia resa giustizia a Laila, che l’autorità giudiziaria confermi e persegua le gravi imputazioni contestate ai datori di lavoro e che una pena congrua possa diventare anche un monito per evitare il ripetersi di queste tragedie, affinché il sacrificio della loro cara non sia stato del tutto vano.

Caso seguito da:

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Dott.ssa Sara Donati

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Categoria:

Infortuni sul Lavoro

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