Articolo Pubblicato il 21 maggio, 2016 alle 18:24.

Era deceduto a soli 23 anni, stroncato nel 1999 da una leucemia causata dall’esposizione di polveri di uranio impoverito durante la missione militare italiana in Bosnia. A 17 anni dalla scomparsa del caporal maggiore Salvatore Vacca, fante del 151. Reggimento della Brigata “Sassari”, la Corte d’Appello di Roma ha dato ragione alla battaglia della «mamma coraggio» Giuseppina (in foto mentre mostra la foto del figlio durante la missione), condannando il ministero della Difesa per omicidio colposo. E nella sentenza, appena pubblicata, ha messo un punto fermo su ciò che invece era sempre stato negato. «La pericolosità delle sostanze prescinde dalla concentrazione» dell’uranio impoverito delle armi è una delle conclusioni più importanti tratte dai giudici, secondo i quali il giovane è stato esposto senza «alcuna adeguata informazione sulla pericolosità e sulle precauzioni da adottare». La Corte d’Appello, inoltre, ha riconosciuto la «compatibilità tra il caso ed i riferimenti provenienti dalla letteratura scientifica» nonché «l’esistenza di collegamento causale tra zona operativa e insorgenza della malattia». Secondo i giudici, oltre all’indennizzo già ricevuto, le vittime o i loro familiari hanno diritto anche al risarcimento dei danni subiti: per Salvatore Vacca è stato calcolato intorno a 1,8 milioni di euro.

Si tratta di una sentenza di assoluto rilievo anche in ragione delle tante altre vittime dell’uranio impoverito. «Essa mette la parola fine sul più noto dei casi di quella che può essere considerata una strage: 333 militari morti e oltre 3600 malati» ha dichiarato Domenico Leggiero, responsabile dell’Osservatorio militare, da sempre vicino alle vittime da uranio e ai loro familiari. Il quale auspica anche che «dopo mille resistenze, ora potrà avere maggiore attenzione il lavoro svolto dalla commissione parlamentare guidata dall’onorevole Gian Piero Scanu, che ha riacceso le speranze delle famiglie che hanno perso il loro congiunto e delle migliaia di malati che stanno soffrendo”.