Articolo Pubblicato il 16 luglio, 2018 alle 12:06.

L’assicurazione chiede ai propri clienti di restituire quasi un milione e mezzo liquidati alle vittime. Motivo: l’auto in questione aveva solo due pneumatici antineve. I contratti bisogna proprio leggerli con la lente d’ingrandimento.

L’incredibile vicenda giudiziaria è legata ad una tragedia successa più di dieci anni fa, nel febbraio del 2008, in Trentino, sulla strada tra Canazei e Campitello. Cinque ragazzi bolognesi viaggiavano su di un Pajero condotto da una allora diciannovenne la quale, affrontando una curva, scivolando sul fondo ghiacciato ha perso il controllo del fuoristrada invadendo la corsia opposta dove purtroppo, proprio in quel momento, sopraggiungeva una corriera. In seguito al terribile urto due ragazzi trasportati, di 19 e 20 anni, morirono e un’altra rimase gravemente ferita. La conducente e il padre, proprietario della vettura, finirono a processo per omicidio colposo e l’accusa aveva chiesto una pena di un anno e mezzo perché il Suv aveva solo due pneumatici antineve anziché quattro.

Nel procedimento penale i due imputati alla fine sono stati assolti, ma l’assicurazione del Pajero, Fondiaria Sai, oggi UnipolSai, che aveva risarcito i familiari dei giovani deceduti e la ragazza rimasta ferita, con una somma complessiva di un milione e 300 mila euro, ha intentato nei loro confronti una causa civile chiedendo la restituzione di questo denaro, appunto sulla base di tale mancanza.

Sia in primo che in secondo grado i giudici hanno dato torto alla compagnia, la quale però non si è data per vinta portando il caso in Cassazione. La quale, stavolta, ha accolto il ricorso, rimandando la questione alla Corte d’Appello di Bologna per la definizione finale del contenzioso. Secondo la compagnia, il trasporto non era avvenuto in conformità delle indicazioni della carta di circolazione del veicolo, mancando due gomme antineve, e il contratto di assicurazione Rca stipulato a copertura dei rischi escludeva i danni causati alle persone trasportate in caso di difformità dalle indicazioni della carta di circolazione. La solita postilla che legittimerebbe l’assicuratore a recuperare dagli assicurati le somme già versate alle vittime