Articolo Pubblicato il 15 ottobre, 2018 alle 11:52.

Il tema della sicurezza sul lavoro e i giovani sono stati al centro delle manifestazioni organizzate dall’Anmil in tutta Italia, domenica 14 ottobre 2018, per la 68. Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, che per l’occasione ha inviato un suo messaggio a sostegno delle vittime del lavoro e per la prevenzione.

A Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, si è svolta la celebrazione principale (in foto), patrocinata da Roma Capitale, e vi hanno partecipato le massime istituzioni e i rappresentanti delle parti sociali: l’Assessore regionale del Lazio al Lavoro Claudio Di Berardino ha aperto con i saluti della Regione Lazio; sono quindi intervenuti il Presidente nazionale dell’Anmil, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro, Franco Bettoni, il Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Claudio Durigon, il Vice Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Annamaria Parente, il Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Renata Polverini, il Presidente del Civ Inail Giovanni Luciano, il Presidente dell’Inail Massimo De Felice, il Presidente di Confartigianato GiorgioMerletti,  il Rettore dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno, Maria Amata Garito, il Segretario Confederale della Cgil, Franco Martini, il Segretario Confederale della Cisl, Angelo Colombini e la Segretaria Confederale della UIL, Silvana Roseto.

In particolare, il Presidente dell’Anmil Bettoni, che ha aperto i lavori, ha fornito dati sempre più allarmanti. “Per questa 68. Giornata vogliamo rimarcare che la salute e la sicurezza sul lavoro sono una priorità per il futuro del nostro Paese e per le nuove generazioni: una riflessione che si impone prepotentemente in un momento storico in cui l’incertezza e la preoccupazione per il futuro sono diventate una costante, dopo anni di crisi che hanno avuto riflessi negativi sia a livello sociale che economico e, di conseguenza, anche sull’andamento del fenomeno infortunistico, a conferma di quanto la precarietà sia strettamente correlata alla numerosità degli incidenti

Approfondendo i Dati Inail, si scopre che a partire dal 2015, con la ripresa dell’occupazione, le denunce di infortunio sono cresciute dalle 637.000 unità circa alle 641.000 del 2017, con un incremento dello 0,6% e, anche per il 2018, sembra profilarsi un andamento infortunistico in linea con questa tendenza. Ma tale crescita appare ancora più rilevante e significativa se guardiamo l’età dei lavoratori da cui emerge che, nello stesso triennio 2015-2017, sotto i 35 anni c’è un incremento di infortuni del 2,2% (da circa 167.000 a 191.000), più che triplo rispetto a quello medio. Così come a livello generale va detto che, per i giovani lavoratori, gli infortuni mortali si mantengono su quote ancora molto elevate: 192 casi nel 2015 ed altrettanti nel 2016, con un calo nel 2017 che potrebbe però risultare solo apparente o quantomeno ridimensionato, trattandosi di un dato ancora provvisorio e non consolidato. Sono numeri che ci preoccupano e ci fanno riflettere sull’importanza di rivolgere il massimo impegno alla diffusione della cultura della sicurezza e alla formazione professionale” ha concluso il Presidente Bettoni, lanciando una sfida alle istituzioni: dimezzare gli infortuni e le morti sul lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni.

Il dramma delle vittime degli incidenti sul lavoro ancora oggi ferisce la nostra società – scrive nel suo messaggio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – Garantire a tutti la possibilità di lavorare in un ambiente sicuro è scelta di civiltà. L’attenzione per ciò che può costituire pericolo per la salute del lavoratore non può mai venire meno e deve, anzi, essere oggetto di continuo aggiornamento. Nell’efficacia delle tutele emergono specificità legate a particolari ambiti lavorativi: da queste esperienze deve venire una spinta verso una prospettiva di omogenea ed elevata sicurezza, nonché di salubrità di tutti gli ambienti di lavoro. A dieci anni dall’entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza si registrano ancora percentuali inaccettabili di irregolarità, conferma di come ci sia ancora molta strada da fare per diffondere la cultura della prevenzione, un’opera in cui è meritoriamente impegnata l’Anmil. Oggi, come ogni anno, la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro viene commemorata in tutte le provincie di Italia. Desidero salutare tutti i partecipanti a questo appuntamento, giunto ormai alla sua sessantottesima edizione, con l’augurio che il miglior successo della celebrazione odierna diventi il superamento dell’urgenza che ancora oggi la genera: il lavoro non può e non deve mai generare vittime o causare infermità».

Servirà a qualcosa stavolta l’ennesimo monito del Capo dello Stato?