Articolo Pubblicato il 18 dicembre, 2017 alle 18:57.

E’ una decisione che potrebbe fare giurisprudenza e aprire la strada a centinaia di ricorsi da parte dei familiari delle vittime quella recentemente pronunciata dalla Corte d’Appello di Venezia, secondo la quale Telecom potrà essere citata davanti al giudice nelle cause per il risarcimento dei danni agli ex operai delle acciaierie Italsider-Deltasider di Porto Marghera, che si sono ammalati di cancro sul posto di lavoro a causa dell’esposizione all’amianto e, molto spesso, ne sono morti. E questo anche se di produzione di acciaio Telecom non si è mai occupata.

La Corte veneziana ha accolto il ricorso presentato dagli eredi di un operaio che per 12 anni ha lavorato per Italsider (poi Deltasider), passando nel 1986 in Regione, dopo che Inail gli aveva riconosciuto una rendita da malattia professionale per sordità e broncopatia da fumi di saldatura. L’uomo è morto nel 2009, a 68 anni, per mesotelioma pleurico: un cancro dovuto all’inalazione di amianto all’interno dello stabilimento. La sua famiglia ha fatto causa per il risarcimento dei danni, anche se dell’acciaieria di allora non c’è più traccia: ora la Corte d’Appello ha stabilito – annullando la sentenza del Tribunale di Venezia, che in primo grado aveva respinto l’istanza della famiglia – che sia Telecom a dover rispondere in aula.

Perché? Italsiader, Delta Valdarno, Deltasider, Acciaerie di Piombino sono i vari nomi che ha avuto negli anni lo stabilimento, che poi è stato venduto a Siderurgica Marghesa, dopo la cessione da parte di Deltasider. Prima faceva parte del gruppo a partecipazione statale Finsider, ma ha sempre mantenuto lo stesso codice fiscale, pur cambiando vari nomi. Negli anni infatti Deltasider, mantenendo anche l’organico di amministratori, oltre al codice fiscale, ha cambiato denominazione sociale e ramo di attività, è diventata “Tecnofin” e si è trasferita a Torino, dove si è fusa per incorporazione nella Stet, Società Finanziaria Telefonica, finendo poi in Telecom Italia quale oggi la conosciamo.

Per i giudici di primo grado l’azienda di comunicazioni non poteva essere citata per danni dalla famiglia dell’operaio dell’acciaieria: per i giudici di Appello, invece, sì. La Corte ha riconosciuto la legittimazione passiva di Telecom per i danni arrecati dall’Italsider alle centinaia di operai addetti e dunque il colosso della telefonia dovrà presentarsi a giudizio, anche se la sentenza è ancora tutta da scrivere. Un caso che apre una strada anche per le pensioni di reversibilità. A questo punto infatti, pur essendo passato del tempo, esiste un margine per far avere alle vedove le rendite di reversibilità Inail con decorrenza dalla morte dei mariti. E far risarcire i familiari da Telecom.