Articolo Pubblicato domenica, 6 novembre, 2016.

Asaps.it, il portale della Sicurezza Stradale, con un osservatorio specifico, ha raccolto e archiviato per l’anno 2015 una campionatura di 348 incidenti mortali nei quali almeno uno dei conducenti, o comunque dei coinvolti (nel caso dei pedoni), era uno straniero. In questi 348 sinistri monitorati, hanno perso la vita 388 persone, di cui 294 fra gli stessi stranieri mentre 94 vittime erano italiane.

Il dato, peraltro, non è complessivo. L’osservatorio Asaps non ha la pretesa di avere intercettato tutti gli incidenti mortali con coinvolti stranieri avvenuti in Italia nel 2015. Ma anche i soli 348 incidenti osservati, con 388 vittime, ci dicono che il dato totale dei decessi, se rapportato alle 3.381 vittime negli incidenti stradali del 2014 (i dati definitivi Istat dell’anno 2015 si conosceranno solo verso la fine del 2016) rappresenta ben l’11,5%, una percentuale ben più alta rispetto a quella dei cittadini stranieri regolari (5 milioni e 300mila) presenti sul territorio nazionale rispetto alla popolazione complessiva, che ammonta a circa l’8%. Considerando che il numero totale degli incidenti mortali con stranieri è ancora superiore, Asaps stima che la percentuale delle vittime. dovrebbe superare il 15%.

Venendo al dettaglio dei dati, gli stranieri comunitari sono stati coinvolti in 117 dei 348 incidenti monitorati, pari al 33,6%: si tratta in prevalenza di persone di nazionalità rumena, che risultano coinvolte in 69 di questi 117 incidenti mortali, il 59% dei sinistri con cittadini comunitari e il 19,8%  del totale. Gli extracomunitari dell’Est europeo sono stati coinvolti in 73 incidenti mortali, il 21%; gli extracomunitari africani in 70 sinistri fatali (20,1%), gli extracomunitari asiatici in 46 incidenti mortali (13,2 ), quelli dall’America Latina in 25 (7,2%) e infine del Nord America in 3 sinistri (0,9%).

Tra le cause di questa maggiore frequenza con cui gli stranieri rimangono vittima di incidenti tragici vi è senza dubbio la loro minore confidenza con il sistema stradale e autostradale italiano; spesso, inoltre, le loro vetture hanno un’anzianità elevata e anche una minore qualità anche protettiva.

Tante, tantissime le vittime anche fra i pedoni e i ciclisti. Fra i 388 decessi, infatti, si contano 88 pedoni. di cui 68 (77,3%) proprio fra i cittadini stranieri, e 48 fra i ciclisti di cui 42 (87,5%) fra gli stessi stranieri, a conferma di una maggiore esposizione al rischio, probabilmente dovuta alla sottovalutazione della necessità di rendersi comunque ben visibili, specie di notte quando molti ciclisti vengono travolti.

Questi numeri ribadiscono quindi l’assoluta necessità di campagne informative e formative mirate per consentire ai cittadini stranieri di prendere coscienza dei gravissimi e spesso fatali rischi della strada, ferma restando la funzione essenziale esercitata dii controlli delle forze di polizia.