Articolo Pubblicato il 16 dicembre, 2019 alle 19:15.

Il tragico weekend del 14-15 dicembre sulle strade del Veneto, che piange otto vittime, per lo più giovanissime, a cominciare dai tre ventenni deceduti nel drammatico scontro frontale successo tra Noventa e San Donà di Piave, nel Veneziano (in foto), ripropone in tutta la sua gravità il tristemente noto fenomeno delle “stragi del sabato sera”, che negli ultimi mesi sembra essere riesploso, come testimoniano gli impietosi dati dell’apposito osservatorio dell’Asaps.

 

Un drammatico fenomeno che sta riprendendo vigore

Nelle due notti del fine settimana (vengono monitorate le ore notturne del venerdì e del sabato notte), nel 2001 erano morte 917 persone, la gran parte delle quali giovani. Dopo una serie di interventi di prevenzione e repressione (patente a punti, distribuzione di etilometri, campagne informative, leggi severe) si era arrivati nel 2015 a poco più di 300 vittime: sempre tante ma in deciso calo rispetto al 2001, del 65%. 

Dal 2018 però si è cominciato ad assistere di nuovo al ripetersi degli incidenti delle notti del fine settimana con schianti plurimortali e tanti lenzuoli bianchi stesi sui corpi di ragazzi sulle strade. E il 2019 sta andando ancora peggio. 

 

Nel 2019 dati preoccupanti

Dopo un’estate che ha visto un’allarmante sequela di stragi notturne (Jesolo, Cesena, Palermo, Catania, Cosenza), nei primi tre fine settimana di ottobre 2019, nelle 16 ore “maledette” che vanno dalle 22 del venerdì alle 6 del sabato e dalle 22 del sabato alle 6 della domenica, l’osservatorio ha registrato 27 incidenti importanti (solo quelli con vittime e feriti gravi), con il coinvolgimento di giovani e con conducenti sotto i 40 anni.

Nei 27 schianti purtroppo si sono contati 24 morti e 46 feriti. Nel primo fine settimana (5-6 ottobre) sono stati registrati 9 incidenti che hanno causato 8 vittime e 23 feriti; nel secondo (12-13 ottobre) altri 9 sinistri che hanno causato 11 morti e 11 feriti: nel terzo (19-20 ottobre) ancora 9 incidenti con 5 morti e 12 feriti.

Di questi 27 incidenti, 8 sono avvenuti al Nord, 8 al Centro e ben 11 al Sud di cui tutti e tre plurimortali, due con 4 vittime e uno con due, a dimostrazione del coinvolgimento sempre più importante delle regioni meridionali nello “stragismo stradale” delle notti del fine settimana.

 

Cinquanta ragazzi morti a ottobre e novembre

Le cifre di novembre sono state solo un po’ meno negative: 23 vittime, 99 feriti. Il dato complessivo dei due mesi di ottobre e novembre secondo l’Osservatorio Asaps è di 79 incidenti gravi (35 al Nord, 20 al Centro e 24 al Sud) nei quali sono morti 50 ragazzi e 166 sono rimasti gravemente feriti.

E i primi due fine settimana di dicembre, soprattutto quello del 14-15 dicembre, con 13 vittime totali in Italia, confermano una situazione a elevatissimo rischio. Numeri che fanno riflettere e impongono interventi urgenti da parte della istituzioni, a cominciare da un rafforzamento dei controlli sulle strade, che però si scontra con la cronica carenza di personale delle forze dell’ordine, da una ripresa delle campagne contro l’abuso di alcol e l’uso di droghe alla guida, da un giro di vite deciso contro l’utilizzo dei cellulari al volante.

Perché l’impressione è che su questo tragico fenomeno si sia abbassata colpevolmente la guardia.